WITA debutta su ETFplus: raccolta iniziale di 100 milioni e flussi giornalieri stimati tra 1 e 2 milioni

Un nuovo strumento quotato ha avviato stamattina le contrattazioni sull’ETFplus di Borsa Italiana. L’Investlinx Intermonte Valore Italia Active PIR UCITS ETF, ticker WITA, ha messo a segno una raccolta iniziale di 100 milioni di euro sostenuta da Banca Generali. Secondo le stime diffuse dalla banca, l’operatività quotidiana legata allo strumento potrà generare flussi d’investimento compresi tra 1 e 2 milioni di euro al giorno, pari a oltre il 5% del flottante dell’indice di riferimento.

L’ETF, a gestione attiva e conforme alla normativa PIR, è il primo nel suo genere dedicato esclusivamente alle PMI italiane quotate. Investe in 86 imprese selezionate prevalentemente all’interno del paniere dell’indice Intermonte Valore Italia, costruito su 100 società con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro ed escluse dal FTSE MIB. La diversificazione settoriale copre meccanica, beni di consumo, tecnologia, energia e salute. A fine 2025, le 100 società incluse nell’indice rappresentavano un aggregato di circa 33 miliardi di euro di fatturato complessivo, con una crescita media annua del 16% nell’ultimo biennio.

Il paradosso delle small cap italiane: l’80% delle quotate vale solo il 3% degli scambi

Per capire la posta in gioco basta un dato: le società con capitalizzazione sotto il miliardo costituiscono circa l’80% del totale delle aziende presenti a Piazza Affari, ma generano appena il 3% del controvalore complessivo del mercato. Un divario che riflette la scarsa liquidità e il deficit di valorizzazione cronici del segmento, penalizzato dalla polarizzazione dei flussi sui titoli a maggiore capitalizzazione. L’ETF WITA nasce proprio per colmare questo iato, offrendo un canale stabile tra il risparmio privato e il tessuto produttivo nazionale.

ETF WITA dedicato alle PMI italiane in debutto su Borsa Italiana, skyline del distretto finanziario con grafici in rialzo e monete oro
Il nuovo ETF a gestione attiva dedicato alle piccole e medie imprese italiane quotate debutta sull'ETFplus partendo da una raccolta di 100 milioni.

Il progetto PMI2Change, presentato questa mattina a Palazzo Mezzanotte con la cerimonia del Ring the Bell, fa leva sulle competenze di Intermonte — entrata nel Gruppo Banca Generali all’inizio del 2025 — che, forte della sua esperienza pluridecennale in market making e sales & trading, curerà la selezione attiva dei titoli in portafoglio. La combinazione di gestione attiva e regime fiscale PIR (esenzione da capital gain e imposta di successione al rispetto dei vincoli temporali) punta a rendere l’ETF un tassello stabile nei portafogli di lungo periodo, con un orizzonte di investimento consigliato di almeno cinque anni.

Numeri a confronto: 1.800 miliardi di non quotate contro 1.200 miliardi quotati

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di sottorappresentazione borsistica dell’economia reale italiana: le imprese non quotate valgono complessivamente circa 1.800 miliardi di euro, contro i 1.200 miliardi delle società quotate. Un rapporto invertito rispetto a Germania, Francia e Spagna, dove il listino supera per valore le aziende fuori Borsa. Tra 2023 e la prima metà del 2025 sono entrate a Piazza Affari 62 PMI, ma nello stesso periodo ne sono uscite 86, segno di una fuga dal mercato che il progetto PMI2Change intende contrastare anche con un roadshow territoriale in partenza dall’autunno, organizzato insieme a Borsa Italiana e PwC Italia. L’obiettivo è intercettare le 5.000-10.000 aziende considerate già potenzialmente idonee alla quotazione su un bacino totale di quasi cinque milioni di imprese non quotate.

Un’analisi dei flussi: quanto può pesare WITA sul listino minore

Mettendo in fila i numeri dichiarati da Banca Generali, l’impatto potenziale dell’ETF sul segmento delle piccole e medie imprese quotate è misurabile. Considerando i 100 milioni di raccolta iniziale e l’obiettivo a regime di 500 milioni, l’ETF catalizzerebbe risorse equivalenti a oltre il 5% del flottante complessivo dell’indice Intermonte Valore Italia, con un’iniezione di liquidità giornaliera stimata in 1-2 milioni di euro. Per un comparto che fatica a muovere volumi significativi, si tratta di una massa critica che potrebbe modificare le condizioni di scambio su diversi titoli del paniere. La variabile chiave resta l’effettiva capacità di attrarre flussi costanti nei mesi successivi al debutto, trasformando la spinta iniziale in un supporto strutturale alla valorizzazione del listino minore.

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