Webuild non ritocca il prezzo dell'OPA volontaria totalitaria su Trevi, ma abbassa l'asticella per farla decollare. Il corrispettivo resta 4,50 euro per azione, interamente in contanti, mentre la soglia di efficacia scende al 50%+1 dei diritti di voto. Due mosse che, lette insieme, raccontano la strategia dell'offerente davanti al rilancio del contendente Icop: nessun aumento del costo per adesione, ma condizioni più facili da soddisfare.
Il corrispettivo resta fermo a 4,50 euro in contanti
Il consiglio di amministrazione di Webuild, la società guidata da Pietro Salini, ha esaminato il rilancio annunciato il 25 settembre 2026 da Icop sulle azioni Trevi e ha deliberato di non modificare la propria offerta. Il corrispettivo resta 4,50 euro per ciascuna azione Trevi, interamente in denaro.
La decisione è arrivata dopo un'analisi condotta con i propri advisor e basata esclusivamente su documenti pubblici: il documento di offerta e il prospetto informativo di Icop, i bilanci e le relazioni finanziarie, i comunicati delle società coinvolte e i dati di mercato. Nella propria posizione, Webuild sostiene che "il corrispettivo della propria offerta, certo e in denaro, rappresenta per gli azionisti un valore superiore a quello in azioni offerto da Icop". La società rivendica anche "una solida prospettiva industriale, crescita occupazionale e creazione di valore", con "occupazione in crescita, non solo garantita, in Italia e all'estero".
La soglia scende al 50%+1: cosa cambia per l'azionista
Webuild ha modificato la condizione soglia del documento d'offerta, riducendola al 50%+1 dei diritti di voto in Trevi. In pratica, la condizione è agganciata alla maggioranza dei voti, il livello minimo che consente di esercitare il controllo nelle decisioni assembleari ordinarie.
La mossa abbassa il numero di adesioni necessarie perché l'offerta diventi efficace, senza toccare il costo unitario che Webuild dovrà sostenere per ogni titolo acquistato. È il punto che pesa di più per chi detiene azioni Trevi: la soglia di successo si allenta, mentre il prezzo offerto resta fermo.

| Caratteristica | OPA Webuild | OPS Icop |
|---|---|---|
| Corrispettivo | 4,50 euro per azione | In azioni |
| Forma di pagamento | Interamente in denaro | In azioni |
| Soglia di efficacia | 50%+1 dei diritti di voto | Non specificata |
| Data rilancio | — | 25 settembre 2026 |
Esposto alla Consob e la risposta del cda Trevi
Sul fronte regolamentare, Webuild ha presentato un esposto alla Consob in data 28 settembre 2026, segnalando potenziali profili di irregolarità legati al rilancio di Icop.
Il consiglio di amministrazione di Trevi ha confermato, dal canto suo, la valutazione di non convenienza dell'offerta di Icop per i propri azionisti. Il board ha rilevato che "il nuovo corrispettivo, pur migliorativo, non è congruo dal punto di vista finanziario" e che il rilancio "non muta le ulteriori valutazioni espresse nel comunicato dell'emittente". La conclusione è che l'offerta, anche nella versione modificata, resta non conveniente per i soci Trevi.
Le implicazioni di mercato e il vero test
Le due offerte hanno una struttura profondamente diversa, e questa differenza è il cuore della partita. Quella di Webuild è in denaro: il corrispettivo è certo e immediato. Quella di Icop è in azioni: il valore che l'azionista riceve dipende dall'andamento del titolo ricevuto. Per il risparmiatore Trevi si tratta di due profili di rischio difficilmente sovrapponibili.
Un secondo punto riguarda la geometria dell'operazione. Tenere il prezzo fermo e abbassare contemporaneamente la soglia al 50%+1 significa che Webuild punta sulla riduzione dell'asticella, non sul rilancio economico. Se il quorum dovesse fermarsi appena sopra la metà dei voti, il controllo di Trevi passerebbe di mano senza che il costo per azione aumenti di un centesimo.
C'è poi un incrocio tra le posizioni pubbliche che vale la pena leggere insieme. Da un lato Webuild afferma che la propria offerta in denaro vale più di quella in azioni di Icop; dall'altro il cda di Trevi dichiara che l'offerta di Icop non è congrua e non conviene ai soci. Due giudizi espressi in autonomia, che convergono nel ridimensionare la proposta in azioni.
Con il prezzo fermo a 4,50 euro e la soglia scesa al 50%+1, l'esito dell'OPA Webuild non dipende più dal superamento di una quota elevata, ma dalla capacità dell'offerente di raccogliere adesioni sufficienti. Il nodo per il socio Trevi è la scelta tra il contante immediato di Webuild e le azioni di Icop, mentre l'esposto in Consob apre un fronte formale che potrebbe cambiare i tempi dell'operazione.






