Tassi invariati tra 3,50% e 3,75%, listini europei divergenti e Wall Street sotto pressione per il tech: la prima riunione della Federal Reserve presieduta da Kevin Warsh ha consegnato ai mercati esattamente quello che si attendevano sul costo del denaro. La conferenza stampa — il vero banco di prova del nuovo presidente — ha tenuto i listini in una posizione di vigile attesa, con il cambio EUR/USD che intanto scivolava sotto 1,16 mentre il dollaro tornava a rafforzarsi.
Borse europee: Milano avanza, Parigi resta in rosso
L'Europa ha chiuso il 17 giugno 2026 con risultati divergenti. Milano ha sovraperformato, guadagnando +0,31% a 52.600 punti, sostenuta dal settore bancario e dall'energia. Londra ha segnato un contenuto +0,1% e Francoforte ha chiuso quasi invariata a +0,08%. Unica piazza in rosso del Vecchio Continente, Parigi ha ceduto lo -0,2%.
A Wall Street, il Dow Jones avanzava dello +0,35% durante la sessione che accompagnava la conferenza di Warsh, mentre l'S&P 500 restava sulla parità. Il Nasdaq Composite perdeva lo -0,2%, zavorrato dalle grandi piattaforme tecnologiche.
Piazza Affari: Saipem e banche guidano il Ftse Mib
Il Ftse Mib ha chiuso a quasi 52.600 punti, spinto nelle battute finali da un doppio traino: comparto bancario e servizi energetici.
Saipem ha guidato i rialzi con +2,92%, a pari merito con Banco BPM. Hanno guadagnato terreno UniCredit (+2,4%), Banca Mediolanum (+2,3%), Finecobank (+1,55%) e Intesa Sanpaolo (+0,9%). Poste Italiane ha aggiunto un ulteriore +0,8%, portando il saldo da inizio anno a +36%.
Le perdite più marcate hanno colpito Stellantis (-3,2%) — nella stessa seduta in cui il CEO Antonio Filosa ha testimoniato in Parlamento —, Inwit (-3,1%), Diasorin (-2,8%) e Ferrari (-2,5%).

Nasdaq: SpaceX cede il 6%, semiconduttori in controtendenza
La giornata tech ha avuto un protagonista in negativo: SpaceX, che dopo il boom delle quotazioni ha invertito la rotta perdendo il -6% e scivolando sotto i 190 dollari per azione. Nel paniere Nasdaq-100, Meta ha subito la perdita più pesante (-3%), seguita da Alphabet (-2,4%), Amazon e Microsoft (entrambe a -2%) e Tesla (-1,5%). Nvidia ha chiuso anch'essa in rosso.
La stessa seduta ha premiato una parte dei semiconduttori: Broadcom ha segnato +6%, Marvell +5% e Intel +3,6%. Anche Micron (+1,4%) e Palantir (+1%) hanno chiuso in territorio positivo. La divergenza tra i grandi titoli delle piattaforme digitali — tutti in perdita — e il segmento dei chip è stata la caratteristica più marcata della giornata tech.
Il Bitcoin ha registrato un nuovo calo, attestandosi a 65.000 dollari.
Dollaro, materie prime e BTP
Il dollaro ha ripreso terreno sull'euro, riportando il cambio EUR/USD al di sotto di 1,16. Secondo gli analisti di ING, il biglietto verde dipende in larga misura dalle aspettative di nuovi rialzi nel corso dell'anno: toni accomodanti da parte di Warsh lo avrebbero esposto a una correzione marcata, mentre lo scenario base prevede un effetto sostanzialmente neutrale sul cambio.
Sul fronte delle materie prime, il Brent ha agganciato di nuovo gli 80 dollari al barile — dopo il calo seguito alla diffusione dei dettagli dell'accordo USA-Iran — e il WTI Crude Oil si è portato vicino agli 78 dollari. Il gas naturale europeo ha stazionato poco sotto i 42 euro per megawattora. Oro e argento hanno dato timidi segnali di ripresa: il primo si è mantenuto abbondantemente sopra i 4.300 dollari l'oncia, il secondo ha riguadagnato i 70 dollari all'oncia.
Sul mercato obbligazionario, lo spread BTP-Bund è rimasto stabile a 71 punti base, con il rendimento del BTP decennale in calo al 3,64%. Il BTP Italia Sì ha raccolto un ordine singolo da 42 milioni di euro — il più alto di sempre — portando le richieste totali in tre giorni a 6,7 miliardi.
Il vero test: meno parole, più volatilità futura
I mercati del 17 giugno non aspettavano i tassi: li conoscevano già. Aspettavano di capire la grammatica comunicativa del nuovo presidente. Kish Pathak, Fixed Income Research Analyst, ed Erik Weisman, Chief Economist & Portfolio Manager di MFS Investment Management, hanno già segnalato che Warsh si propone di ridurre la frequenza delle comunicazioni della banca centrale e di evitare segnali anticipatori sulle prossime mosse del FOMC. Se questa intenzione prenderà corpo, ogni futura conferenza stampa della Fed diventerà un evento ad alta intensità informativa — e ogni sfumatura di tono, un potenziale catalizzatore per il cambio e i tassi a breve.
Fonti
- Borse 17 giugno: debutto Warsh alla Fed, si ferma SpaceX — FIRSTonline
- Attesa per la prima di Warsh alla Fed, verso tassi invariati — ANSA
- Fed, debutto di Warsh: dollaro alla prova della prima conferenza stampa — FinanzaOnline






