Una sequenza di dati macroeconomici quasi tutti positivi ha alimentato la seduta del 25 giugno 2026 a Wall Street, ma la risposta degli indici è stata tutto fuorché uniforme. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,5% mentre il Nasdaq Composite ha chiuso in rosso a -0,5%: il tracollo di Apple — precipitata del 5% dopo l'annuncio di aumenti di prezzo su MacBook e iPad — ha pesato sul paniere tecnologico e trascinato con sé fornitori come Arm e Nvidia, annullando la spinta positiva dei dati macro.
Apple frena il Nasdaq, Micron traina i titoli memoria
Il cambio di umore è arrivato quasi subito dopo l'apertura. Apple ha formalizzato l'aumento dei prezzi di MacBook e iPad — prima mossa esplicita per trasferire sui consumatori i costi aggiuntivi di memoria e storage — e ha registrato la seduta peggiore da febbraio 2026. Arm ha ceduto il 3%, Nvidia il 2,5%.
Sul fronte opposto, i titoli del comparto memorie hanno corso forte sull'onda dei conti trimestrali di Micron, già riportati il 23 giugno. Sandisk ha guadagnato il 13%, Western Digital e Seagate l'8% ciascuna, Lam Research il 3%. Micron stessa ha aggiunto il 10% in seduta, con un utile rettificato di 25,11 dollari per azione contro i 20,78 dollari del consensus LSEG. Il bilanciamento tra questi due blocchi opposti ha permesso al Nasdaq 100 di chiudere a +0,3%; il Nasdaq Composite, più esposto ai mid-cap tech, non ha retto. S&P 500 stabile a +0,3%, il SOX (indice dei semiconduttori di Philadelphia) in rialzo dell'1%. L'indice dei Magnifici Sette ha perso il 2%, scivolando sui minimi degli ultimi due mesi.
PIL e PCE: i numeri non deludono
La giornata ha prodotto una sequenza di letture macro positive o migliori delle attese:
- PIL Q1 2026: rivisto definitivamente a +2,1% annualizzato, contro l'1,6% della seconda stima e delle aspettative degli analisti e lo 0,5% del trimestre precedente
- PCE maggio (misura dell'inflazione preferita dalla Fed): +0,4% mensile (attese 0,5%), +4,1% annuo in linea con le stime
- Core PCE (esclusi energia e alimentari): +0,3% mensile e +3,4% annuo, entrambi in linea
- Richieste sussidi di disoccupazione (settimana al 20 giugno): 215.000, calo di 12.000 unità, sotto le 223.000 previste dagli analisti
- Spese e redditi personali (maggio): entrambi accelerati sopra le attese
- Ordini beni durevoli (maggio): calo meno marcato del previsto
Bret Kenwell, analista di eToro, ha sintetizzato la lettura prevalente: i dati su spesa, redditi, PIL e sussidi "rafforzano l'idea che i consumatori e l'economia in generale rimangano su basi solide", aggiungendo che il quadro "contribuisce ad alleviare i timori di un rallentamento stagflazionistico".
Petrolio, bond e valute
Il Brent quota intorno ai 74 dollari al barile, in calo di oltre il 15% dall'annuncio dell'intesa USA-Iran; il WTI si posiziona poco sopra i 70 dollari. La progressiva riapertura dello Stretto di Hormuz alimenta l'eccesso di offerta e riporta il greggio in area pre-escalation.
Il rendimento del Treasury decennale scende al 4,36% (-2,6 punti base nella seduta). Il Dollar Index arretra leggermente a 101,515 punti (-0,1%), prima flessione dall'ultima riunione della Fed di metà giugno. Euro in lieve rialzo a 1,137. L'oro avanza dello 0,3% a 4.010 dollari l'oncia. Il Bitcoin perde oltre il 2% e scivola sotto i 60.000 dollari.
Macro solida, ma la Fed resta l'incognita
La dissociazione tra dati positivi e indici cauti rispecchia la logica che governa il mercato in questa fase: buone notizie sull'economia vengono in parte lette come argomenti a favore di una politica monetaria più restrittiva. Il Core PCE a +3,4% annuo, pur in linea con le attese, resta ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della banca centrale. Confrontando la seconda e la terza stima del PIL, la revisione al rialzo di mezzo punto percentuale (da +1,6% a +2,1%) segnala che i consumi del primo trimestre erano più robusti di quanto i dati preliminari lasciassero intendere.
Joe Brusuelas, capo economista di RSM US, ha ritenuto "altamente probabile che l'inflazione abbia raggiunto il picco a maggio" — ma si tratta di una valutazione, non di un dato consolidato. David Pascucci, market analyst di Xtb, ha avvertito che "è presto per parlare di ribasso dell'inflazione a lungo termine": per trasferire ai prezzi al consumo il calo del greggio servono "diverse settimane" di stabilità attorno ai 70-80 dollari al barile.
Il recente cambio alla guida della Fed — con il debutto di Kevin Warsh che ha aperto alla possibilità di un rialzo dei tassi entro fine anno — rende i prossimi dati ancora più rilevanti come bussola per gli investitori. I mercati hanno già messo in calendario i discorsi di John Williams (Fed di New York), Michelle Bowman e Austan Goolsbee (Fed di Chicago) nella stessa seduta.
Con il PIL che sorprende al rialzo e i consumi che tengono, il rischio di stagflazione si allontana — ma questo stesso vigore dell'economia potrebbe essere l'argomento principale che terrà la Fed in posizione di guardia per i prossimi mesi.


