Wall Street, avvio tonico: Dow Jones oltre +1% con la tregua Iran

La prima seduta di agosto si apre con un balzo deciso per i listini americani. Il Dow Jones sfonda quota 53.000 punti nelle prime battute, spinto dal dietrofront militare annunciato da Donald Trump sull'Iran e dal contestuale crollo del prezzo del greggio. Il petrolio WTI perde oltre il 6% in avvio, scendendo sotto gli 80 dollari al barile, e trascina al rialzo i titoli industriali e dei trasporti, i più esposti ai costi energetici. La seduta segna la prosecuzione della striscia positiva che aveva già caratterizzato la scorsa settimana.

La scheda tecnica degli indici: i numeri dell'avvio

Nelle prime battute di scambio il Dow Jones mette a segno un rialzo di 564,70 punti, equivalente a un +1,08%. Pochi minuti dopo l'apertura il progresso si allarga all'1,14%, con l'indice che tocca quota 53.081,73 punti. Lo S&P 500 sale dello 0,45% a 7.523,52 punti (+33,60 punti), mentre il Nasdaq avanza in modo più contenuto: +90,97 punti nei primi scambi (+0,36%), per poi assestarsi a 25.457,87 punti con un +0,33% nelle rilevazioni successive.

Il divario tra i tre indici racconta una seduta in cui i titoli industriali e value guadagnano più dei tecnologici. Lo si vede dal confronto con la chiusura di venerdì 31 luglio:

IndiceChiusura 31 luglioApertura 3 agosto (primi minuti)Variazione %
Dow Jones52.485,03 punti+564,70 punti+1,08%
S&P 5007.489,72 punti+33,60 punti+0,45%
Nasdaq25.373,85 punti+90,97 punti+0,36%

Il Nasdaq, che venerdì aveva guidato i guadagni con un +1,0% grazie al balzo di Amazon (+15,3% dopo la trimestrale), cede oggi il passo al Dow Jones. La rotazione settoriale è netta: il denaro si sposta dai tecnologici puri verso i titoli più sensibili al costo dell'energia.

Petrolio in caduta libera: WTI a 79,22 dollari

Il WTI al Nymex scende del 6,44% a 79,22 dollari al barile. Il Brent arretra del 5,1% toccando gli 83,44 dollari. La causa scatenante è l'annuncio con cui Trump, in un messaggio pubblicato su Truth Social, ha comunicato di aver sospeso l'attacco militare pianificato contro l'Iran per dare spazio ai negoziati.

Skyline di Wall Street con grafici azionari in rialzo, seduta tonica per le borse americane
I grafici in rialzo sullo skyline di Wall Street raccontano un avvio tonico per i listini americani, sostenuti dalla tregua sull'Iran.

Parallelamente, l'OPEC+ ha deciso di immettere sul mercato circa 188.000 barili al giorno in più, sesto aumento mensile consecutivo, contribuendo a raffreddare le quotazioni. Meno tensioni nello Stretto di Hormuz significano meno rischi di interruzioni nelle forniture: il mercato sconta il premio geopolitico e i prezzi scendono. Per le aziende quotate, un greggio meno caro si traduce in costi energetici e di trasporto più bassi, con effetti positivi sui margini.

Titoli di Stato e agenda macro: lo sguardo su venerdì

Il rendimento del Treasury decennale scende di 6 punti base al 4,68%, segnale che anche il mercato obbligazionario sta metabolizzando un'attenuazione delle preoccupazioni inflazionistiche legate all'energia.

L'agenda settimanale resta densa. Venerdì è in calendario il rapporto sull'occupazione, il dato più atteso dai trader. Le previsioni di FactSet indicano un aumento di 87.500 posti di lavoro, in accelerazione rispetto ai 57.000 del mese precedente. Il tasso di disoccupazione è visto in lieve rialzo dal 4,2% al 4,3%. Numeri che la Federal Reserve leggerà con attenzione, dopo le dichiarazioni hawkish dei giorni scorsi: il presidente della Fed di Minneapolis Tushar Kashkari ha ribadito di preferire "una serie di piccoli interventi" se l'inflazione dovesse restare alta, mentre la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack ha motivato il suo voto restrittivo spiegando che "più a lungo l'inflazione rimane elevata, più difficile e costoso diventa riportarla al 2%".

Adam Crisafulli, fondatore di Vital Knowledge, invita comunque a non abbassare la guardia: «Gli investitori rimangono cauti, poiché 'ci siamo già passati' ed è probabile che il conflitto debba ancora svilupparsi prima di trovare una soluzione definitiva». Il rimbalzo di oggi poggia su fondamenta diplomatiche ancora fragili.

Cosa dice la divergenza tra Dow e Nasdaq

La seduta del 3 agosto mette in luce un pattern chiaro: quando il petrolio scende di oltre il 6% in una sola tornata, il Dow Jones — carico di industriali, energetici e trasporti — reagisce con più forza del Nasdaq. Non è casuale. Basta incrociare i numeri: il Dow guadagna oltre l'1%, il Nasdaq meno dello 0,4%. Questo scarto, superiore a 70 punti base, è il più ampio dall'inizio della striscia positiva che aveva visto i tecnologici correre sulle trimestrali di Amazon e sul rimbalzo dei semiconduttori.

Il mercato sta scontando due narrazioni sovrapposte: da un lato il sollievo immediato per lo scampato shock petrolifero, che premia i titoli più ciclici; dall'altro la cautela sulla tenuta del negoziato Usa-Iran, che frena l'appetito per il rischio tecnologico puro. Venerdì, con il dato sull'occupazione, si capirà se questa rotazione ha gambe o se è solo un riflesso condizionato di una mattinata senza notizie negative.

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