Wall Street apre in rialzo: Nasdaq +0,45%, Dow +0,10% in attesa Fed

L'apertura del 16 settembre 2026 premia la tecnologia e lascia indietro il resto: il Nasdaq sale dello 0,45% a 26.106,74 punti, quattro volte e mezzo il ritmo del Dow Jones, fermo a +0,10% a 52.098,13 punti. Lo S&P 500 sta in mezzo, +0,25% a 7.604,78 punti. È un rialzo vero ma selettivo, arrivato mentre il mercato teneva il fiato per il verdetto della Federal Reserve sui tassi. La seduta si è poi mantenuta prevalentemente sopra la parità anche dopo l'annuncio, con gli investitori ancora cauti.

I numeri dell'apertura: Nasdaq in testa, Dow a +0,10%

Tutti e tre i principali indici statunitensi hanno aperto in territorio positivo, con guadagni compresi tra lo 0,10% e lo 0,45%.

IndiceVariazioneLivello
Dow Jones+0,10%52.098,13 punti
Nasdaq+0,45%26.106,74 punti
S&P 500+0,25%7.604,78 punti

Il confronto con la vigilia spiega il rimbalzo: il 15 settembre Wall Street aveva chiuso in calo, con il Dow Jones a -0,63%, l'S&P 500 a -0,45% e il Nasdaq a -0,78%. Sul Dow esiste una piccola differenza di rilevazione: una lettura de La Gazzetta del Mezzogiorno indicava +0,05%, prima che l'indice si portasse a +0,10%. Uno scarto legato al momento della misurazione di un dato che si muove minuto per minuto, non a una divergenza di merito tra testate.

La Fed e le vendite al dettaglio: cosa aspettano i mercati

Il mercato ha prezzato una probabilità del 94,5% di un rialzo dei tassi di un quarto di punto da parte della Fed, che porterebbe il costo del denaro nell'intervallo 3,75%-4,00%. A sostegno di questa attesa è arrivato il dato macro di giornata: le vendite al dettaglio statunitensi di agosto sono salite dell'1,2%, contro lo 0,8% previsto dagli analisti e il -0,5% del mese precedente.

Sul tavolo non c'è solo l'entità della mossa, ma la sua lettura. L'analisi di FIRSTonline mette in luce una possibile rotta di collisione tra il presidente della Fed Kevin Warsh e la Casa Bianca di Donald Trump, che ha ripetutamente chiesto tassi più bassi: secondo quella lettura, una decisione di stasi farebbe crollare i listini. Alla Fed seguiranno in settimana le mosse di Banca d'Inghilterra e Banca del Giappone.

Europa positiva: Milano +0,7%, semiconduttori in fuga

Le borse europee hanno accompagnato il rialzo di Wall Street, con Piazza Affari in testa al gruppo.

Grafici finanziari in rialzo con trend lines ascendenti sullo skyline di un distretto degli affari, simbolo del rialzo di Wall Street
Wall Street apre con guadagni diffusi, trainata dalla tecnologia e dai principali indici in territorio positivo.
PiazzaVariazione
Milano+0,7%
Londra+0,65%
Parigi+0,6%
Madrid+0,35%
Francoforte+0,3%

Tra i singoli titoli, la seduta ha disegnato una gerarchia netta:

  • Semiconduttori in forte rialzo: Soitec +14,27%, spinta da Morgan Stanley, che ha alzato la raccomandazione ad acquistare e raddoppiato il prezzo obiettivo a 200 euro; seguono Asm (+3,79%), Asml (+2,67%) e Stm (+1,72%).
  • Petroliferi in calo: Shell -0,75%, Eni -0,6% e Bp -0,52%; controcorrente TotalEnergies, +0,25%.
  • Lusso in recupero: Kering +2,4%, Puma +1,965% e Cucinelli +1,55%.
  • Automobilistici in rosso: Renault -2,85%, Stellantis -2,64%, Mercedes -1,7% e Volkswagen -1,6%. Su Stellantis pesa il taglio di Berenberg, che è passata da Buy a Hold con un target a 5,10 euro dai 7,80 euro precedenti.

Obbligazioni e materie prime: spread BTP-Bund fermo a 87,1 punti

Lo spread tra Btp e Bund decennali resta stabile a 87,1 punti, con il rendimento annuo italiano in ribasso di 2,2 punti al 4,39%. Scendono anche i rendimenti tedeschi (5,52%, -1 punto), francesi (4,49%, -1,2 punti) e britannici (5,32%, -6,8 punti). Il Treasury decennale statunitense si è riportato a 4,9938%, sotto la soglia del 5% superata il 15 settembre per la prima volta dal 2007, come avevamo riportato.

Sul fronte energetico il Wti perde l'1,7% a 104,05 dollari al barile e il Brent l'1% a 107,65 dollari; il gas sale dello 0,41% a 80,4 euro al MWh. L'oro cede lo 0,14% a 4.343,26 dollari l'oncia, mentre il dollaro si rafforza sopra 1,15 sull'euro e a quasi 1,35 sulla sterlina.

Cosa dicono i numeri: un rialzo a trazione Nasdaq

Il tratto distintivo della seduta sta nella composizione del rialzo, non nella sua entità. Il +0,45% del Nasdaq equivale a 4,5 volte il +0,10% del Dow Jones: la Borsa americana scommette sul comparto tecnologico, non su un allentamento generalizzato. La stessa selettività si legge in Europa, dove i semiconduttori corrono a doppia cifra mentre gli automobilistici arretrano, e dove il taglio di Berenberg su Stellantis implica un target ridotto del 34,6% (dai 7,80 euro a 5,10 euro).

Due dati letti insieme spiegano perché gli indici non arretrano nonostante la prospettiva di tassi più alti: le vendite al dettaglio a +1,2% battono le attese di +0,8% e consolidano il quadro di un'economia statunitense ancora solida, che è esattamente ciò che rende credibile il rialzo Fed prezzato al 94,5%. Per chi detiene debito italiano, il segnale operativo arriva dai numeri obbligazionari: spread fermo a 87,1 punti e rendimento del BTP decennale in calo di 2,2 punti al 4,39% indicano che il mercato non sta chiedendo un premio maggiore per il rischio Italia.

La vera indicazione della giornata non è quindi il segno più davanti agli indici, ma la sua concentrazione: un mercato che compra chip e lascia a casa auto, petrolio e small cap si sta preparando a tassi più alti senza rinunciare alla crescita.

Fonti

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