Unipol, borsa piatta dopo il via libera all’aumento da 2,5 miliardi. Il mercato aveva già prezzato

La seduta del 30 luglio non ha registrato scossoni sul titolo Unipol, nonostante l’assemblea abbia approvato la delega per un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro. Il mercato aveva già ampiamente prezzato la delibera, attesa da settimane, e i corsi sono rimasti sostanzialmente invariati.

La delega è la leva finanziaria che il gruppo guidato da Carlo Cimbri mette in campo per partecipare al riassetto del Monte dei Paschi di Siena, qualora l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo l’8 giugno scorso vada a buon fine.

L’operazione resta subordinata al via libera dell’Ivass e il cda potrà esercitare la delega in una o più tranche entro il 31 dicembre 2027, in via scindibile e a pagamento. Nessuna esecuzione immediata, quindi, ma un segnale di concretezza per non farsi trovare impreparati se l’operazione Intesa-Mps scatterà davvero.

I numeri dell’operazione Intesa-Unipol

L’intesa vincolante tra Intesa Sanpaolo e Unipol Assicurazioni ruota attorno a un’entità bancaria autonoma che includerebbe 635 filiali Mps, il marchio storico dell’istituto senese e gran parte delle strutture centrali per operare come banca indipendente. Il corrispettivo stimato è compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro.

Skyline finanziaria con grafico azionario piatto e monete d'oro, aumento di capitale Unipol senza scossoni in borsa
Il titolo Unipol resta invariato in borsa dopo l'approvazione dell'aumento di capitale da 2,5 miliardi per Mps.

Intesa Sanpaolo manterrebbe circa 625 filiali Mps e l’intera Mediobanca, conservandone il marchio e trattenendo circa l’80% del risultato netto combinato Mps-Mediobanca. L’offerta complessiva su Mps vale 30,6 miliardi di euro e punta a creare un gruppo con oltre 27 milioni di clienti e circa 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029.

Il nodo che gli operatori stanno soppesando

Un aspetto sotto la lente degli analisti è lo scarto tra l’importo massimo dell’aumento autorizzato (2,5 miliardi) e il prezzo stimato dell’acquisizione (3-3,5 miliardi). Il gap, compreso tra 0,5 e 1 miliardo di euro, indica che Unipol dovrebbe integrare l’operazione con risorse proprie o ulteriori fonti di finanziamento, qualora il corrispettivo finale si attestasse nella parte alta della forchetta.

È un elemento che il mercato seguirà con attenzione nei prossimi mesi, soprattutto se l’OPAS di Intesa dovesse superare tutti i passaggi autorizzativi e arrivare al closing.

Il semaforo Ivass e la reazione dei corsi

Al momento la delibera assembleare è subordinata all’approvazione dell’Ivass. Solo dopo il via libera dell’authority il consiglio potrà utilizzare concretamente la delega. Unipol ha messo sul tavolo lo strumento, ma la pistola di partenza scatterà solo a condizioni regolatorie soddisfatte e a fronte di un’offerta Intesa-Mps effettivamente conclusa.

La seduta del 30 luglio ha confermato un quadro di sostanziale stabilità sul titolo, segno che gli investitori avevano già metabolizzato la notizia. Resta il precedente: quando il risiko bancario chiamerà, il gruppo bolognese ha già la cassetta degli attrezzi pronta, in attesa di capire a quale prezzo — e con quale struttura — potrà entrare nella partita.

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