SpaceX: trimestrale ok ma titolo crolla (-12%) per i timori sull’AI

Il titolo SpaceX ha chiuso le contrattazioni after-hours di ieri con un calo superiore al 7%, dopo un’oscillazione intraday che l’ha portato da un massimo di 130 dollari a un minimo di 114,38 dollari, un’escursione negativa del -12%. A pesare non sono stati i conti — ricavi quasi raddoppiati e perdite in netta riduzione — ma la dimensione degli investimenti in intelligenza artificiale e la scadenza del primo lock-up, che domani libererà oltre 911 milioni di azioni.

La seduta: dal massimo post-Ipo al ritorno sotto il prezzo di collocamento

Dopo l’IPO di giugno, che ha raccolto 86 miliardi di dollari e fissato un prezzo di collocamento di 135 dollari, il titolo aveva toccato un picco di 225,64 dollari nelle prime sedute, per poi avviare un ridimensionamento che si è accelerato proprio con la pubblicazione della trimestrale. Martedì le azioni avevano chiuso la seduta regolare a 125,33 dollari, già sotto il prezzo IPO. In after-hours sono scese fino a 114,38 dollari, prima di assestarsi intorno a 117 dollari, annullando il rialzo del +9,43% messo a segno durante la giornata.

David Pascucci, market analyst di XTB, descrive il movimento come «violento in termini di volatilità» e aggiunge: «stiamo ancora affrontando un titolo che presenta fondamentali eccessivi anche dopo un ribasso dai massimi da oltre il -50%».

Domani, 6 agosto, scade il primo lock-up su 911,5 milioni di azioni detenute da dipendenti e primi investitori. Secondo Cory Johnson di Epistrophy Capital, si tratta di «un quantitativo pari a circa il triplo del flottante attualmente negoziabile». L’approssimarsi di questa finestra di vendita ha aggiunto pressione a un titolo già scosso dal dato sul capex.

Perché il mercato ha voltato le spalle ai conti

La trimestrale ha mostrato un’accelerazione dei ricavi a 7,8 miliardi di dollari (+92% anno su anno) e un EBITDA rettificato di 3,5 miliardi (+191%), ma gli occhi di Wall Street erano puntati sulla spesa. Le spese in conto capitale hanno raggiunto circa 18 miliardi di dollari nel solo secondo trimestre, sei volte i 2,83 miliardi dello stesso periodo 2025. Di questi, 15,8 miliardi sono andati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, contro gli appena 749 milioni investiti un anno prima.

Razzo spaziale e grafici in calo sullo skyline, il titolo SpaceX crolla per i timori sull'intelligenza artificiale
Grafici in rosso sopra il distretto finanziario mentre il titolo del gruppo spaziale crolla del 12% nonostante conti in forte crescita.

Il mercato teme che un piano di investimenti di questa portata — che il direttore finanziario Bret Johnsen ha confermato anche per i prossimi due trimestri — non generi un ritorno soddisfacente nel breve-medio periodo. La divisione AI ha registrato una perdita operativa di 1,26 miliardi di dollari, migliore delle stime (che indicavano -2,39 miliardi), ma comunque ingente rispetto alla cassa bruciata.

Il modello di finanziamento dichiarato da SpaceX prevede di usare i flussi di Starlink per coprire lo sviluppo dell’AI e del programma Starship. Starlink ha raggiunto 12 milioni di abbonati, con un EBITDA rettificato di 2,6 miliardi di dollari, ma il ricavo medio per utente è calato del 22% a causa dell’espansione in mercati con tariffe più basse.

Lo scenario: liquidità record ma fabbisogno inedito

SpaceX chiude il trimestre con 100 miliardi di dollari di liquidità (cassa e titoli disponibili) e un portafoglio ordini di 47,5 miliardi di dollari. È un cuscinetto che, ai ritmi attuali di spesa in conto capitale, basterebbe a coprire circa cinque anni di investimenti, anche senza considerare la generazione di cassa operativa. Eppure la reazione del mercato mostra che gli investitori non guardano alla tenuta di bilancio ma alla dimensione del rischio di esecuzione.

Mentre Elon Musk rivendica che SpaceX sta «costruendo capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale su larga scala più velocemente di chiunque altro», la partnership esclusiva con Nvidia per l’architettura Vera Rubin e l’obiettivo di raggiungere 10 gigawatt di capacità entro fine 2027 mettono sul tavolo costi ancora in espansione.

Lo scontro tra un conto economico in miglioramento e una strategia di crescita ad altissima intensità di capitale sta producendo un titolo che, dopo il tonfo post-Ipo, fatica a trovare un equilibrio. La scadenza del lock-up di domani sarà il prossimo banco di prova.

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