Il muro dei 135 dollari ha ceduto. Per la prima volta dal debutto in Borsa, le azioni di SpaceX hanno infranto la barriera psicologica del prezzo di collocamento, chiudendo la seduta del 15 luglio 2026 a 133,52 dollari. Un calo dell’1,88% che, sebbene contenuto in termini percentuali, è altamente simbolico e rappresenta uno spartiacque per gli investitori che avevano aderito all’offerta pubblica iniziale.

Perché il prezzo IPO è uno spartiacque
Superare al ribasso il prezzo di IPO significa che il mercato sta valutando le azioni meno di quanto stabilito al momento dello sbarco a Wall Street. Per gli investitori che hanno comprato al collocamento, scendere sotto la soglia dei 135 dollari per azione azzera ogni guadagno e trasforma la posizione in una perdita potenziale. Considerando il differenziale tra il prezzo di collocamento e la chiusura odierna, il passivo teorico per chi detiene il titolo dal giorno dell’IPO si attesta all’incirca sull’1,10%.
La dinamica della seduta a Wall Street
La flessione è stata netta. Il titolo del colosso aerospaziale guidato da Elon Musk ha limato l’1,88% attestandosi a quota 133,52 dollari. La discesa, pur non configurando un crollo verticale, modifica il sentiment di breve periodo su un titolo che fino a ieri galleggiava appena sopra il prezzo di offerta. Il livello dei 135 dollari si trasforma ora da supporto a potenziale resistenza tecnica: la reazione del mercato nelle prossime sedute chiarirà se si è trattato di un semplice riassestamento o di un’inversione di tendenza più strutturale per il settore dell’esplorazione spaziale quotata.






