Il titolo Snam ha reagito con un rialzo ai conti del primo semestre 2026, pubblicati questa mattina a mercati aperti. I ricavi toccano 2,02 miliardi di euro, con una crescita del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’Ebitda sale a 1,6 miliardi (+9,2%). L’utile netto adjusted si attesta a 733 milioni, in aumento del 2,8%. La società ha anche limato di 100 milioni la guidance sull’indebitamento netto 2026, portandola a 18,9 miliardi, segnale che è stato letto dagli operatori come un rafforzamento della disciplina finanziaria.
Guidance sul debito migliorata: il dato che piace al mercato
L’indebitamento netto a fine giugno si attesta a 18,8 miliardi, in crescita di 1,29 miliardi rispetto a dicembre 2025 — di cui 913 milioni legati a operazioni non ricorrenti. Ma a spostare l’ago della bilancia è stato l’annuncio del miglioramento del target annuale a 18,9 miliardi, cento milioni sotto la stima precedente. «La rigorosa disciplina finanziaria ci ha consentito di migliorare il target di indebitamento netto per l’anno in corso, rafforzando ulteriormente la nostra flessibilità nella gestione del capitale», ha dichiarato l’AD Agostino Scornajenchi.
La traiettoria degli investimenti — 1,6 miliardi nel semestre, 491 milioni più dell’anno prima — mostra un’accelerazione sul fronte infrastrutturale senza sacrificare i ratios di bilancio, combinazione che in una fase di tassi ancora elevati viene premiata dal mercato obbligazionario prima ancora che azionario.
Stoccaggi al 75%: il divario con l’Europa
Sul fronte operativo, il dato che colpisce è il livello di riempimento degli stoccaggi: al 29 luglio la percentuale ha raggiunto il 75%, contro una media europea ferma al 55%. Un gap di venti punti che riflette due velocità nella preparazione all’inverno. La capacità complessiva gestita da Snam è di 18,2 miliardi di metri cubi, la più elevata in Europa.

Già a fine giugno il riempimento era al 67% (18 punti sopra la media continentale), con scorte per 12,22 miliardi di metri cubi. La società conferma l’obiettivo di chiudere la campagna di iniezione ad almeno il 90% della capacità massima. Scornajenchi ha però avvertito: «è necessario che gli altri Paesi accelerino l’accumulo di scorte. Gli stoccaggi restano una condizione necessaria ma non sufficiente: contano allo stesso modo la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete».
Il contributo del Gnl: volumi in forte crescita
I volumi rigassificati dagli asset Snam (Piombino, Panigaglia, Ravenna e, da marzo 2026, Livorno) hanno raggiunto 5,32 miliardi di metri cubi, in aumento di 2,29 miliardi sul primo semestre 2025. Le discariche da navi metaniere sono state 62, contro le 45 dell’anno prima. Il contributo più rilevante arriva dal terminale Fsru di Ravenna (+0,83 miliardi di metri cubi) e dall’ingresso nel perimetro dell’impianto Olt di Livorno (+1,52 miliardi), mentre gli altri terminal hanno registrato un leggero calo complessivo di 0,06 miliardi. A livello nazionale, le importazioni totali di Gnl toccano 10,5 miliardi di metri cubi (+5%), con 110 discariche presso i cinque terminali italiani.
La domanda interna di gas è rimasta sostanzialmente stabile: 33,08 miliardi di metri cubi (+0,4%), trainata dal termoelettrico (+4,1%) per effetto di minori precipitazioni e conseguente calo dell’idroelettrico.
Prospettiva di mercato
Il combinato tra marginalità in crescita e leva finanziaria sotto controllo offre a Snam un profilo difensivo che in sedute di volatilità — come quella odierna sui tecnologici europei — tende a essere premiato dai flussi in rotazione settoriale. La vera variabile da monitorare per i prossimi mesi non è il riempimento degli stoccaggi italiani, ormai in dirittura d’arrivo, ma la velocità con cui il resto d’Europa colmerà il ritardo: un inverno con scorte asimmetriche metterebbe sotto pressione l’infrastruttura di esportazione e i differenziali di prezzo del gas tra i vari hub continentali.






