Reggio Calabria: restauro del Museo nazionale

Il Museo Nazionale di Reggio Calabria, uno dei più importanti musei archeologici d’Italia, offre ai visitatori splendide testimonianze della civiltà della Magna Grecia emerse in scavi e ricerche effettuati in Calabria in più di cento anni. Il Museo, realizzato tra il 1932 ed il 1941, è noto anche come Palazzo Piacentini, dal nome dell’architetto che l’ha progettato, Marcello Piacentini.

L’edificio è costituito da un basamento bugnato in pietra lavica dove si alternano i grandi pilastri sporgenti in travertino e le ampie finestre delle sale espositive.

L’obiettivo principale del progetto di restauro è quello di completare, ampliare e riqualificare un edificio già caratterizzato da una propria qualità architettonica ben definita.

Questo progetto rispetta l’opera di Piacentini, esaltandola grazie alla qualità dell’architettura contemporanea e alle nuove tecnologie disponibili.

Gli interniIl piano interrato verrà utilizzato come piano per gli impianti tecnologici, permettendo di liberare per altre funzioni importanti settori del Museo. Al piano seminterrato verrà realizzata la corte di ingresso, creando così un nucleo espositivo nuovo, integrato dalle sale adiacenti.

L’ingresso comunicherà con la corte centrale, fino ad oggi scoperta, che verrà chiusa in sommità.

La trasformazione della corte interna da spazio aperto a spazio chiuso permette di avere un locale espositivo particolare, di altezza pari al totale dell’edificio, utile per esporre reperti archeologici di notevole altezza come colonne e architravi.

Il progetto rispetta l’edificio esistente, dotandolo però di tutti i comforts tipici di un museo moderno.

Le pareti originali verranno restaurate sia esternamente che internamente.

La copertura dell’atrio sarà realizzata con una struttura metallica leggera, rivestita superiormente da lastre di vetro semitrasparente calpestabile.

Sul terrazzo di copertura del Museo è previsto un ampio spazio dedicato alla ricreazione e alla sosta, il terrazzo di copertura si trasformerà in questo modo in un grande spazio pubblico. Dal tetto dell’edificio, quindi, si potrà osservare attraverso un pavimento in vetro l’interno del Museo.

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