Prysmian vola a Piazza Affari dopo l’accordo da 5,5 miliardi con Molex: +2,8% e target price rivisti al rialzo

Il titolo Prysmian ha aperto la seduta del 20 luglio 2026 con un balzo fino al +2,8%, posizionandosi tra i migliori del FTSE MIB, dopo l'annuncio di un accordo decennale con Molex per la fornitura di cavi ottici destinati ai data center. L'intesa, dal valore massimo di 5,5 miliardi di euro (circa 6,3 miliardi di dollari), ha interrotto la fase di consolidamento che nelle ultime settimane aveva fatto scivolare il titolo di circa il 20% dai massimi storici toccati a maggio. A metà mattina il rialzo si attestava al +2,2%, in un contesto di generale debolezza per le borse europee.

I numeri dell'accordo e la reazione immediata del mercato

L'annuncio è arrivato a mercati ancora chiusi: Prysmian ha firmato con Molex, società controllata dal gruppo statunitense Koch, un contratto di durata massima di 10 anni per la fornitura di cavi ottici destinati all'interno dei data center. Il valore massimo dell'intesa è di 5,5 miliardi di euro e include un pagamento anticipato di 550 milioni di euro.

La reazione di Piazza Affari è stata immediata. Il titolo, che da inizio anno mantiene una performance ampiamente positiva vicina al +48%, ha ritrovato slancio dopo settimane di prese di beneficio legate al generale ridimensionamento del comparto dell'intelligenza artificiale. Il rimbalzo ha dato ossigeno alle quotazioni, stabilizzando le contrattazioni dopo il calo del 20% dai massimi di maggio.

L'operazione si inserisce in un piano più ampio di accordi con hyperscaler e operatori di infrastrutture per data center. Secondo le stime diffuse dalla stessa Prysmian, queste iniziative commerciali dovrebbero generare entro il 2035 oltre 10 miliardi di euro di ricavi incrementali cumulativi rispetto al 2025, con un contributo annuo fino a 1,1 miliardi di euro a partire dal 2031.

Per sostenere questa crescita, il gruppo ha annunciato investimenti addizionali per 1,25 miliardi di euro fino al 2031, destinati ad aumentare la capacità produttiva di fibra e cavi ottici, più che raddoppiando la capacità di fibra negli Stati Uniti rispetto ai volumi attuali.

Cosa dicono gli analisti

Le reazioni della comunità finanziaria sono state nettamente favorevoli, con target price e stime che riflettono aspettative rialziste sul titolo.

Jefferies (raccomandazione Buy) ha sottolineato come l'accordo vada «nettamente oltre le attese del mercato», evidenziando che l'intesa permette a Prysmian di colmare il gap nelle soluzioni di connettività interna per i data center, il cosiddetto white space. Anche Citi (Buy) ha giudicato positivamente l'ufficializzazione dell'intesa, vedendovi rassicurazioni sulla solidità della traiettoria di crescita di lungo termine.

Cavi ottici per data center intrecciati allo skyline di un distretto finanziario, trend rialzista e monete d'oro, Prysmian vola in Borsa
Accordo da 5,5 miliardi per cavi data center: il titolo Prysmian balza a Piazza Affari con un rialzo del 2,8%.

Sul fronte delle stime quantitative, Intermonte (giudizio Neutral, target price a 116 euro) stima che i ricavi addizionali verso i data center possano generare un margine EBITDA run-rate del 25%, pari a circa 250 milioni di euro di EBITDA addizionale annuo nel 2031, equivalente al 6-7% del gruppo.

Equita (giudizio Buy, target price a 178 euro) ha osservato che l'aumento della capacità produttiva è in linea con le attese, così come l'entità del contratto con Molex. Nel modello della banca d'affari sono già previsti circa 800 milioni di euro di vendite aggiuntive da accordi con hyperscaler per data center entro il 2029. Complessivamente, secondo Equita, il quadro informativo fornito da Prysmian è «positivo e supportive», perché dà visibilità al forte sviluppo futuro nel mondo dei data center, con specifico riferimento ai cavi ottici.

La strategia americana e il piano di investimenti

L'amministratore delegato Massimo Battaini ha definito l'accordo «trasformativo per la divisione Digital Solutions», collegandolo a una strategia più ampia di espansione negli Stati Uniti. In un'intervista a Bloomberg TV, Battaini ha dichiarato: «L'investimento supererà i 1,2 miliardi di dollari nei prossimi tre anni, con un flusso di entrate di oltre 5 miliardi di dollari».

Il piano industriale prevede la creazione di oltre 1.000 nuovi posti di lavoro a livello globale, di cui 600 negli Stati Uniti. L'espansione produttiva è coerente con il percorso di rafforzamento oltreoceano già avviato con le acquisizioni di Encore Wire (circa 4 miliardi di euro, la più grande operazione nella storia dell'azienda) e Channell (circa 1 miliardo di euro). Prysmian sta inoltre valutando ulteriori operazioni di M&A per un valore d'impresa stimato intorno ai 4 miliardi di dollari, e non esclude una doppia quotazione a Wall Street, sebbene nessuna decisione definitiva sia stata ancora presa.

L'investimento in capacità produttiva consentirà a Prysmian di diventare uno dei soli tre produttori statunitensi di fibra e cavi ottici, posizionandosi in modo strategico rispetto alla domanda generata dall'intelligenza artificiale e dall'espansione delle infrastrutture digitali. Già ad aprile Battaini aveva anticipato che il gruppo era vicino a concludere accordi a lungo termine con hyperscaler, prevedendo un aumento della capacità di cavi ottici del 40-50% nei prossimi anni.

Il significato per il mercato

L'intesa con Molex arriva in un momento in cui il comparto tecnologico legato all'AI ha subito un ridimensionamento, e la reazione di Piazza Affari conferma che il mercato stava aspettando un catalizzatore concreto per riposizionarsi sul titolo. Con una performance da inizio anno vicina al +48%, Prysmian resta uno dei titoli più solidi del FTSE MIB, e l'accordo appena siglato fornisce al mercato la visibilità pluriennale sui ricavi che mancava nelle ultime settimane di debolezza.

Gli investimenti annunciati e il pagamento anticipato di 550 milioni da parte di Molex riducono il rischio esecutivo del piano, mentre il posizionamento negli Stati Uniti — in un contesto di crescente attenzione alla sovranità tecnologica delle infrastrutture digitali — rappresenta un vantaggio competitivo che le stime degli analisti stanno iniziando a prezzare.

Fonti

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