Con un’offerta in contanti da 95 dollari per azione, Prysmian annuncia la terza acquisizione statunitense in 27 mesi, portando a circa 10 miliardi di dollari il totale investito in Nord America dal 2024. L’operazione valuta Atkore 3,8 miliardi di dollari (3,3 miliardi di euro) e arriva a pochi giorni dalla semestrale in cui l’ad Massimo Battaini aveva dichiarato il gruppo «pronto» a nuovi deal. Il mercato statunitense diventa il baricentro della strategia: elettrificazione, data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale sono i driver che stanno ridisegnando il perimetro del più grande produttore di cavi al mondo.
I termini finanziari e i multipli
Atkore ha chiuso l’anno fiscale 2025 con 2,85 miliardi di dollari di ricavi e un Ebitda rettificato di 386 milioni di dollari. Il gruppo dell’Illinois impiega circa 5.400 dipendenti in una trentina di siti tra stabilimenti e centri distributivi. Prysmian stima sinergie annue per 150 milioni di dollari a regime entro tre anni dal closing, previsto per fine 2026.
L’enterprise value riconosciuto — 3,8 miliardi di dollari, pari a circa 3,3 miliardi di euro — si traduce in un multiplo di 9,8 volte l’Ebitda 2025, che scende a 7,1 volte includendo le sinergie attese. Il finanziamento sarà coperto con un mix di debito, strumenti ibridi e capitale proprio, preservando il rating investment grade.
Sulla base dei dati pro forma 2025, il nuovo perimetro avrebbe generato ricavi per 22,1 miliardi di euro e un Ebitda rettificato di 2,7 miliardi. Prysmian stima che l’operazione sarà accrescitiva sull’utile per azione già dal primo esercizio completo post-closing, con un incremento a doppia cifra una volta realizzate le sinergie.
Premio e struttura dell’offerta
L’offerta in contanti a 95 dollari per azione riconosce un premio di circa il 30% sul prezzo di chiusura di Atkore al 31 luglio 2026 e un premio del 23% sul prezzo medio ponderato per i volumi nei 90 giorni precedenti. La transazione, approvata all’unanimità dai board di entrambe le società, è subordinata al voto favorevole degli azionisti Atkore e alle autorizzazioni regolatorie.

La guidance 2026 comunicata da Prysmian il 30 luglio scorso non include ancora il contributo di Atkore: le stime saranno aggiornate dopo il perfezionamento dell’operazione, atteso entro la fine dell’anno.
Impatto sul perimetro e sugli azionisti
I ricavi di Atkore (2,85 miliardi di dollari, equivalenti a circa 2,6 miliardi di euro) rappresenterebbero circa il 12% dei 22,1 miliardi di ricavi combinati pro forma. Ma il vero moltiplicatore è strategico: con Atkore, Prysmian non allunga solo la linea dei cavi — aggiunge tutto ciò che sta attorno ai cavi, dai condotti ai sistemi di armatura. È il passaggio da fornitore di componenti a integratore di soluzioni per i cantieri dell’AI e dell’elettrificazione.
Secondo quanto riportato dalle fonti, l’operazione dovrebbe generare un incremento dell’utile per azione (Eps) nella fascia alta delle singole cifre percentuali già nel primo esercizio completo successivo al closing, al netto delle sinergie, per poi salire a un rialzo a doppia cifra una volta che le sinergie saranno a regime. Il management ha sottolineato che l’integrazione dei prodotti Atkore — tubi in acciaio, PVC e alluminio per la protezione dei cavi, sistemi di gestione e supporto strutturale — trasforma il gruppo in un one-stop shop per le infrastrutture elettriche, rafforzando il posizionamento competitivo in un mercato nordamericano sempre più strategico.
Il contesto di Borsa e il dual listing
L’operazione è stata annunciata mentre Prysmian continua a valutare il dual listing a Wall Street, definito dall’ad Battaini una «priorità assoluta». L’accelerazione negli Stati Uniti, dove il gruppo ha già investito circa 10 miliardi di dollari dal 2024, si inserisce in un riposizionamento che punta a cogliere la domanda generata da elettrificazione e intelligenza artificiale.
Michael V. Schrock, presidente di Atkore, ha parlato del deal come del «punto di arrivo del nostro approfondito processo di revisione strategica», avviato dopo le pressioni dell’investitore attivista Irenic Capital Management e condotto con Citigroup e JPMorgan Chase. Per gli azionisti Atkore, l’offerta in contanti a 95 dollari cristallizza un premio consistente rispetto ai corsi recenti; per quelli Prysmian, il gruppo punta a un’operazione che diluisca il meno possibile il capitale e mantenga il profilo di credito.
Fonti
- la Repubblica
- Il Sole 24 ORE (Finanza)
- FinanzaOnline
- FinanzaOnline
- FIRSTonline
- Il Sole 24 ORE (Borsa Italia)






