Poste al 66,63% di TIM: l’OPAS chiude a premio, TIM +1,82%

TIM chiude la seduta dell'11 settembre a 7,62 euro, in rialzo dell'1,82%, mentre Poste Italiane sale dell'1,92% a 26,06 euro. Ai prezzi di chiusura l'OPAS promossa da Poste vale 7,65 euro per azione, poco più di tre centesimi sopra il titolo della compagnia telefonica: un premio ridotto allo 0,4%. Il calcolo esatto è 7,65108 – 7,62 = 0,03108 euro, cioè lo 0,408% del prezzo TIM. Il mercato ha prezzato l'esito dell'operazione prima che l'esito fosse definitivo, e ora tutta l'attenzione si sposta sulla finestra di riapertura.

La seduta: TIM +1,82%, Poste +1,92%, l'offerta passa a premio

Le due azioni coinvolte nell'operazione hanno chiuso l'ottava in territorio positivo, con Poste leggermente più brillante di TIM. È il quadro tipico di una giornata finale d'offerta, nella quale il mercato allinea i prezzi al valore teorico dello scambio. Il rialzo di TIM (+1,82%) è oltre quattro volte il premio finale dell'offerta (0,4%): il movimento di giornata, da solo, racconta che l'esito era già ampiamente nei prezzi.

TitoloChiusura 11 settembre 2026Variazione
TIM7,62 EUR+1,82%
Poste Italiane26,06 EUR+1,92%
Valore OPAS (1,97 EUR cash + 0,218 azioni Poste)7,65 EUR+0,4% su TIM

L'offerta vale 7,65 euro: quanto pesa la parte cash

Il corrispettivo dell'OPAS si compone di due pezzi: 1,97 euro in contanti e un concambio di 0,218 azioni Poste per ogni titolo TIM. Applicando la chiusura di Poste a 26,06 euro al rapporto di scambio si ottiene 5,68108 euro, che sommati agli 1,97 euro in cash portano il valore complessivo dell'offerta a 7,65108 euro: è esattamente il 7,65 euro indicato dalla rilevazione di chiusura.

Il calcolo dice anche altro. La componente cartacea pesa per il 74,3% del corrispettivo (5,68 euro su 7,65), mentre il contante copre il restante 25,7%. Chi ha aderito all'OPAS ha quindi ricevuto, in larga prevalenza, azioni Poste e solo per un quarto liquidità. Il premio di 0,03108 euro, rapportato alla sola componente cash di 1,97 euro, vale l'1,58% (0,03108 / 1,97): la parte liquida dell'offerta è quella che lascia il margine più sottile.

Il Sole 24 Ore riferisce di un rilancio sulla componente cash del prezzo "pari a 30 centesimi"; ANSA quantifica la componente cash dell'offerta in 1,97 euro per azione. Le due indicazioni non sono omogenee: 30 centesimi è una variazione, 1,97 euro è un livello. Se si assume che il rilancio sia già incluso nei 1,97 euro, il cash ante-rilancio sarebbe 1,67 euro e il rilancio peserebbe per il 15,2% sulla componente cash finale (0,30 / 1,97). Il confronto diretto tra le due cifre, senza questa precisazione, non è meccanico.

Le adesioni: 58,23% del capitale oggetto di offerta, 46,5% del capitale

Nell'ultima giornata sono state portate in adesione 635.897.378 azioni TIM, che hanno spinto il totale del periodo di offerta a 993.608.722 titoli, pari al 58,2297% degli strumenti oggetto di offerta. Poste ha reso noto che l'adesione corrisponde al 58,2% del capitale disponibile sul mercato.

Il dato viene però comunicato anche su una base diversa: 46,5% del capitale di TIM. La differenza non è una contraddizione, ma una questione di denominatore. Incrociando il 46,5% del capitale con i 993.608.722 titoli complessivamente aderiti, si ricava un capitale TIM implicito di circa 2.136.792.950 azioni (993.608.722 / 0,465). Su questa base, i 635.897.378 titoli dell'ultima seduta valgono circa il 29,8% del capitale (635.897.378 / 2.136.792.950): quasi un terzo del capitale portato in adesione in un solo giorno. È il significato quantitativo del balzo dal 21% di giovedì al 58,2297% cumulato di venerdì.

Grafici finanziari in rialzo con monete d'oro e skyline luminoso di distretto finanziario, operazione di borsa
L'OPAS di Poste Italiane su TIM si conclude con rialzi moderati in borsa e un premio ridotto al listino.

Rapportando i 635.897.378 titoli arrivati nell'ultima seduta ai 993.608.722 complessivi, emerge inoltre che circa il 64% di tutte le adesioni si è concentrato nelle ultime ore dell'offerta. Un'accelerazione che Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, ha ricondotto alla dinamica tipica di questi strumenti: nel corso di un evento alla Luiss BS ha ricordato come nelle opas il grosso delle adesioni arrivi sempre nel finale.

Il calendario di chi è rimasto fuori

Non tutto si è chiuso l'11 settembre. Il periodo di adesione sarà riaperto per cinque giorni di Borsa aperta, precisamente nelle sedute del 21, 22, 23, 24 e 25 settembre 2026. I dati definitivi di questa prima fase verranno comunicati il 17 settembre, mentre il 18 settembre sarà eseguito il pagamento a chi ha già consegnato i titoli. Per le adesioni raccolte durante la riapertura, il pagamento slitta al 2 ottobre.

Per il lettore che ha ancora titoli TIM, quindi, la riapertura serve soprattutto a chi non ha aderito nella prima finestra, ma il pagamento arriva il 2 ottobre e non il 18 settembre. Un vincolo tecnico riguarda invece chi pensava di comprare sul mercato all'ultimo momento: Borsa Italiana ha ricordato che le azioni TIM acquistate il 10 e l'11 settembre 2026 non hanno potuto essere apportate in adesione all'offerta.

Il nodo della soglia dei due terzi

Al lancio dell'OPAS, il 20 luglio 2026, Poste aveva previsto una condizione soglia pari al 66,67% del capitale, poi rimossa in occasione del rilancio sulla parte cash del prezzo. Il 66,63% raggiunto con la chiusura della prima finestra resta quattro centesimi di punto sotto quella soglia originaria, ma, come osserva Il Sole 24 Ore, la partecipazione detenuta da Poste arriva "in sostanza" alla condizione che era stata fissata.

Poiché il capitale implicito ricavato dai dati è di circa 2.136.792.950 azioni, i quattro centesimi di punto che separano il 66,63% dal 66,67% valgono circa 854.717 azioni (0,0004 × 2.136.792.950). È appena lo 0,13% delle adesioni dell'ultimo giorno (854.717 / 635.897.378): se la soglia originaria fosse ancora operativa, sarebbe colmabile con una frazione minima dei titoli già apportati.

Le testate divergono solo sull'ultima cifra decimale: ANSA indica il 66,63%, Il Sole 24 Ore e Agenzia Nova parlano di 66,6%. La differenza tra 66,63% e 66,6% è di 0,03 punti, pari a circa 641.038 azioni sul capitale implicito (0,0003 × 2.136.792.950): un arrotondamento, non di sostanza.

Sottraendo al 66,63% finale il 46,5% di capitale portato in adesione all'OPAS si ricava per differenza una quota preesistente di Poste in TIM pari a circa il 20,1% del capitale: è la base da cui l'operazione è partita. Lo stesso dato emerge incrociando il 58,2297% degli strumenti oggetto di offerta con il 46,5% del capitale: 46,5 / 58,2297 = 79,9%, cioè la quota di capitale disponibile sul mercato; il restante 20,1% era già in mano a Poste.

Per chi possiede ancora titoli TIM, i due appuntamenti utili sono il 17 settembre, con i numeri definitivi della prima finestra, e le cinque sedute dal 21 al 25 settembre, quando si saprà se il capitale aderente basterà a consolidare la quota oltre i due terzi. Il premio di tre centesimi registrato in chiusura e la distanza minima dalla soglia originaria dicono che il mercato, a oggi, non si aspetta sorprese.

Fonti

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