I conti del primo semestre 2026 hanno dato slancio al titolo Pirelli, che ha chiuso la seduta in rialzo dopo la pubblicazione dei risultati. Il mercato ha premiato la solidità dei margini, la riduzione del debito e la conferma dei target annuali, nonostante il quadro macroeconomico resti segnato dalla crisi in Medio Oriente e dalla debolezza del dollaro.
L'utile netto è salito a 299 milioni di euro (+13,3%), mentre i ricavi si sono attestati a 3.494,5 milioni, sostanzialmente stabili. A spingere il titolo ha contribuito soprattutto il calo della posizione finanziaria netta, scesa a 1,91 miliardi dai 2,67 miliardi di un anno fa, con un costo medio del debito in riduzione al 3,89%.
Il mercato guarda al debito e alla generazione di cassa
Per obbligazionisti e analisti creditizi, il dato più rilevante è la riduzione della leva. La posizione finanziaria netta è migliorata sensibilmente rispetto al 30 giugno 2025, un segnale che ha rafforzato la percezione di solidità del gruppo. Gli oneri finanziari netti sono scesi a 94,1 milioni (da 122,7 milioni), beneficiando del minor indebitamento lordo e del calo del costo medio del debito.
La generazione di cassa ante dividendi e ante consolidamento della joint venture cinese Xushen Tyre è stata negativa per 556,9 milioni, un assorbimento fisiologico legato alla stagionalità e all'aumento degli investimenti, saliti a 177 milioni per lo sviluppo di prodotti premium e l'automazione degli stabilimenti.

Guidance confermata, qualche ritocco sulle ipotesi
Pirelli ha ribadito i target 2026, aggiornando però alcune ipotesi di scenario. La crescita dei volumi è ora attesa tra lo 0% e l'1% (dall'1-2% precedente), mentre migliorano le stime sull'impatto di cambi e perimetro, ora tra -2,5% e -1,5%. Il margine Ebit adjusted resta confermato intorno al 16%, con ricavi attesi tra 6,75 e 6,95 miliardi.
La revisione al ribasso dei volumi è stata compensata da un effetto valutario meno severo del previsto: il dollaro ha frenato la svalutazione nel secondo trimestre, e valute come il renminbi cinese e il real brasiliano hanno mostrato segnali di rafforzamento.
Sul fronte governance, resta la tensione tra i soci: i tre consiglieri indicati da Sinochem hanno votato contro la relazione finanziaria, confermando il dissenso sulla dichiarazione di controllo di MTP Spa. Un fattore monitorato dal mercato ma che finora non ha inciso sul percorso industriale.
Perché i conti tengono nonostante il contesto
I numeri del semestre raccontano un'azienda che sta eseguendo con disciplina la strategia di premiumisation. La quota di High Value ha raggiunto circa l'82% dei ricavi, il che significa che la grande maggioranza del fatturato proviene da prodotti dove il potere di prezzo è più forte e la domanda meno elastica. Non è un caso che il price/mix cresca (+2,5% nel semestre, +2,9% nel secondo trimestre) mentre i volumi complessivi restano fermi: Pirelli vende meno gomme standard (-8%), ma le vende meglio, e su fasce dove i margini sono più alti.
Se la crisi mediorientale non dovesse aggravarsi ulteriormente, il target di 20 milioni di impatto sull'Ebit adjusted appare gestibile e già scontato nella guidance. Il mercato, per ora, sembra condividere questa valutazione.
Fonti
- Firstonline.info
- Pirelli, nel primo semestre del 2026 utile a +13,3%
- Pirelli: utili in crescita del 13,3% nel semestre
- Pirelli, nel semestre utile +13,3% a 299 milioni
- Pirelli, i conti del 1° semestre 2026






