Le azioni Pirelli hanno chiuso la seduta del 3 luglio 2026 con un rialzo dell’1,4% dopo che Bloomberg ha riportato le trattative tra il miliardario ceco Michal Strnad e Sinochem per una quota di minoranza nel gruppo degli pneumatici. Il titolo, che da inizio anno guadagna circa il 18%, reagisce a un’operazione che il mercato legge come il primo passo concreto verso lo smarcamento del socio cinese e la normalizzazione della governance. In ballo c’è una partecipazione del 14% per un valore stimato attorno al miliardo di euro.
La seduta in Borsa: volumi e reazione alle indiscrezioni
Il +1,4% di Pirelli si inserisce in una seduta positiva per Piazza Affari, ma è la dinamica intraday a raccontare l’impatto della notizia. Le indiscrezioni, diffuse nella mattinata del 3 luglio, hanno immediatamente orientato gli scambi sul titolo, confermando come il dossier governance resti il principale catalizzatore per il mercato.
Il rialzo da inizio anno (+18%) riflette un progressivo riprezzamento del titolo legato proprio all’aspettativa di una riduzione dell’influenza cinese. AlphaValue, in una nota citata da MarketScreener, definisce la possibile operazione «un segnale estremamente positivo per Pirelli», sottolineando che la governance «rappresentava uno dei principali freni che gravavano sul gruppo».
Secondo gli analisti della casa francese, Pirelli è «l’azienda meglio posizionata nel settore automobilistico europeo» grazie alla strategia premium e all’esposizione al segmento degli pneumatici ad alto valore aggiunto, che beneficerà della crescente diffusione dei veicoli elettrici. L’eventuale uscita progressiva di Sinochem rimuoverebbe l’ultimo ostacolo al pieno riconoscimento di questo posizionamento da parte degli investitori.
Chi è Michal Strnad e cosa tratta con Sinochem
Michal Strnad, 33 anni, è il patron di Czechoslovak Group (Csg), colosso della difesa con sede a Praga e capitalizzazione di 14 miliardi. Controlla circa l’85% del capitale della società, quotata ad Amsterdam dall’inizio del 2026 con quella che viene indicata come la maggiore IPO mai realizzata da un gruppo attivo esclusivamente nella difesa.
Strnad sta negoziando con il gruppo statale cinese l’acquisto di una partecipazione del 14% in Pirelli. Se perfezionata, l’operazione ridurrebbe la quota di Sinochem dal 34% attuale al 20%. Il nodo principale resta il prezzo: Sinochem punta a ottenere un premio rispetto alle valutazioni di mercato e questo, secondo le ricostruzioni di Bloomberg, starebbe rallentando la chiusura dell’accordo.
L’imprenditore ceco ha già una presenza consolidata in Italia: Csg ha acquisito il 70% di Fiocchi Munizioni nel 2022 e ha rilevato la quota restante nel 2025. Accanto a Strnad, voci non confermate indicano un possibile interesse anche del miliardario ceco Pavel Tykac.

Il Golden Power e la soglia del 9,99%
L’ingresso di un nuovo azionista di minoranza tocca un nervo scoperto per Pirelli: i vincoli imposti dal Governo italiano attraverso il Golden Power.
Dopo l’intervento dell’esecutivo, Sinochem ha visto limitata la propria rappresentanza nel consiglio di amministrazione a soli tre consiglieri, senza incarichi al vertice, e ha subito restrizioni sui diritti di voto. Queste prescrizioni resteranno in vigore finché l’investitore cinese manterrà una partecipazione superiore al 9,99%.
La cessione del 14% porterebbe Sinochem al 20%, ancora lontano dalla soglia che farebbe cadere automaticamente tutti i vincoli governativi, ma rappresenterebbe un passo decisivo in quella direzione. Il mercato sconta proprio questo: ogni riduzione della quota cinese viene interpretata come un avvicinamento alla normalizzazione della governance.
L’ostacolo regolatorio cinese
Sul fronte Sinochem, il principale ostacolo alla conclusione dell’accordo non è solo il prezzo. Serve l’approvazione della State-Owned Assets Supervision and Administration Commission (Sasac), l’ente governativo cinese che supervisiona le società statali. Un passaggio non scontato, che introduce un elemento di incertezza sulle tempistiche.
Le trattative sono ancora in corso e, stando alle ricostruzioni, non ci sarebbe al momento una data per la firma. Il mercato, intanto, ha già cominciato a posizionarsi.
La posta in gioco per Pirelli
L’operazione si inserisce in una fase di riorganizzazione della governance di Pirelli. Nelle ultime settimane il gruppo ha nominato l’azionista di riferimento Marco Tronchetti Provera presidente esecutivo, nonostante le obiezioni della parte cinese. Una mossa che ha rafforzato il controllo italiano sul gruppo e che ora trova una possibile sponda nell’ingresso di un socio centroeuropeo.
Sullo sfondo resta il dossier Stati Uniti. La presenza di un azionista cinese di controllo avrebbe potuto ostacolare i piani di sviluppo di Pirelli nel mercato americano, in particolare sul fronte degli pneumatici connessi. Il Golden Power ha temporaneamente disinnescato il problema, ma una soluzione di mercato – con l’uscita progressiva di Sinochem – sarebbe più stabile e definitiva.
Cosa valuta il mercato: un calcolo implicito nel prezzo
L’operazione valuta la quota del 14% attorno al miliardo di euro. Considerando l’attuale capitalizzazione di Pirelli, questo implica un premio rispetto ai prezzi di Borsa: Sinochem sta chiedendo più di quanto il mercato riconosca oggi al titolo. Gli investitori, spingendo le azioni in rialzo, segnalano che quel premio potrebbe essere giustificato se l’uscita del socio cinese dovesse effettivamente sbloccare valore finora compresso proprio dalle incognite sulla governance.





