Il Ftse Mib ha tagliato quota 53.000 punti nella seduta del 4 agosto 2026, spinto dalla revisione al rialzo delle stime di crescita italiana diffuse dall’Ufficio parlamentare di bilancio. Il paniere principale di Milano ha toccato un nuovo massimo, con acquisti concentrati sui titoli più sensibili al ciclo domestico, dopo che gli investitori hanno riletto i nuovi numeri sul Pil come un segnale di resilienza inattesa.
La seduta si inserisce in un contesto di listini globali contrastati: nella chiusura del 3 agosto il Dow Jones guadagnava l’1,14% a 53.081,73 punti, mentre S&P 500 e Nasdaq si fermavano rispettivamente a +0,45% e +0,33%, frenati dalle incognite su energia e Medio Oriente. A Piazza Affari il sentiment è rimasto positivo lungo tutta la sessione, con volumi in aumento nella parte finale degli scambi.
UPB rivede il Pil 2026 a +0,9%: quattro decimi in più rispetto ad aprile
L’UPB ha portato la stima di crescita per il 2026 allo 0,9%, con una revisione al rialzo di 0,4 punti percentuali rispetto alle valutazioni formulate ad aprile in occasione della validazione del Documento di finanza pubblica. Per il 2027 la previsione resta confermata allo 0,6%.
La correzione riflette un primo semestre migliore delle attese: nel primo trimestre il Pil è cresciuto dello 0,3%, nel secondo dello 0,2%, portando la crescita acquisita per l’anno allo 0,8%. A trainare sono stati investimenti (+0,7% nel primo trimestre) ed esportazioni, con il PNRR nella sua fase finale a fare da acceleratore sulla spesa in impianti e macchinari.
Il Ftse Mib ha reagito positivamente perché il dato allontana lo spettro di una frenata più brusca, offrendo agli investitori un appiglio in una fase di mercato dominata dalla volatilità delle materie prime energetiche. I movimenti settoriali hanno premiato in particolare i comparti industriali e della cantieristica.

Investimenti a +2,5% nel 2026, poi il freno del post-PNRR
La Nota sulla congiuntura di agosto dell’UPB stima una crescita degli investimenti del 2,5% per l’anno in corso, destinata a rallentare allo 0,9% nel 2027 con il progressivo esaurimento dell’effetto NextGenerationEU. Il comparto dell’edilizia abitativa resta più debole, mentre la spinta del PNRR ha favorito la componente impianti e macchinari.
Sul fronte export, la crescita attesa è dell’1,9% nel 2026, un ritmo inferiore all’espansione del commercio mondiale prevista dal FMI al 4,6%. La divergenza segnala una possibile nuova perdita di quote di mercato per l’Italia, con le esportazioni che restano concentrate in settori a elevata volatilità come cantieristica navale, metalli preziosi e industria farmaceutica. Per i titoli legati all’energia e alla cantieristica, il dato introduce un elemento di cautela: il rialzo delle quotazioni energetiche, conseguenza delle tensioni nello Stretto di Hormuz e degli attacchi nel Mar Rosso, peggiora il saldo commerciale attraverso l’aumento della bolletta delle importazioni di petrolio e gas.
Inflazione al 3%: il nodo salari penalizza i titoli dei consumi
L’inflazione italiana è salita al 3% nel secondo trimestre 2026, per poi ritracciare leggermente al 2,8% a luglio. La dinamica dei prezzi ha recuperato rapidamente il differenziale negativo con l’area euro, azzerando il vantaggio competitivo precedentemente accumulato.
Il deflatore dei consumi delle famiglie è atteso al 3,1% per il 2026, mentre il costo del lavoro crescerà del 2,8%: dopo due anni di recupero, i salari reali torneranno a contrarsi. Le retribuzioni in termini reali restano inferiori dell’8,3% rispetto alla media del 2020.
Per Piazza Affari, il combinato disposto di inflazione in accelerazione e salari sotto pressione si traduce in un outlook prudente sui titoli legati ai consumi interni. I dati Istat sul commercio al dettaglio di giugno mostrano vendite in calo dello 0,1% rispetto a maggio sia in valore sia in volume, con il comparto alimentare in flessione dello 0,5% in volume. Su base annua il quadro è migliore (+3,1% in valore, +1,9% in volume), ma la spinta arriva soprattutto dall’e-commerce, cresciuto del 26,7% in valore rispetto a giugno 2025. I consumi delle famiglie sono previsti in aumento di poco più dello 0,5% annuo nel biennio 2026-2027, un ritmo modesto che frena l’appetito per i titoli del retail tradizionale.
Cosa guardano i mercati adesso
La seduta record del Ftse Mib arriva in una giornata in cui i mercati globali restano esposti a rischi prevalentemente orientati al ribasso, segnalati dallo stesso UPB: tensioni geopolitiche e commerciali, volatilità dei mercati energetici e finanziari, tempi di attuazione del PNRR. La revisione al rialzo del Pil 2026 offre un catalizzatore di breve termine, ma gli investitori sanno che lo 0,6% stimato per il 2027 conferma un sentiero di crescita fragile e in decelerazione, mantenendo alta l’attenzione sulla tenuta dei settori più ciclici.






