Il FTSE MIB ha chiuso la seduta del 23 luglio a 51.315 punti, lasciando sul terreno il 2,8% e scivolando sotto la soglia psicologica dei 52.000 punti. È la performance peggiore tra le principali piazze europee, in una giornata che ha visto tutti i listini del Vecchio Continente in territorio negativo. A trascinare Milano verso il fondo sono stati il crollo verticale di STM e le vendite massicce su Moncler, Nexi e sul comparto bancario, con UniCredit in primo piano.
Il quadro europeo: Londra contiene i danni, Parigi e Francoforte oltre -1,5%
La giornata è stata segnata da una pioggia di vendite sui tecnologici e dal rally del petrolio, con il Brent che ha agganciato quota 100 dollari al barile e il WTI Crude Oil scambiato a 92 dollari. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente — con l’attacco rivendicato dai miliziani Houthi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso e l’allarme lanciato dalla presidente BCE Christine Lagarde sullo Stretto di Hormuz — hanno innescato una fuga dal rischio che ha colpito tutti i listini.
Nello specifico, Londra ha limitato il ribasso allo 0,7%, mentre Francoforte ha ceduto l’1,56%, Madrid l’1,55% e Parigi l’1,67%. Su quest’ultima ha pesato il tonfo del lusso: Kering ha perso il 4,7%, Lvmh il 4,3%.

Cosa è successo a Piazza Affari: STM -17,7%, banche in affanno
Il listino milanese ha pagato più di tutti il combinato disposto tra sell-off tech e tensioni geopolitiche. A dominare il rosso è STM, che ha segnato un drammatico -17,7% a 46,94 euro, nonostante il ritorno all’utile comunicato nella trimestrale. Il titolo ha seguito la scia delle big tech americane: sul Nasdaq (-2,6%) sono affondati Tesla (-15%) e Alphabet (-7,5%), quest’ultima appesantita anche da una multa UE da 890 milioni di euro per violazione del Digital Markets Act. Amazon ha ceduto il 5%, Meta il 4,7%, Microsoft il 3%, Nvidia il 2,3%.
A Milano sono state colpite anche Moncler (-7,88%), penalizzata dal più ampio sell-off sul lusso europeo, e Nexi (-5,98%). Il comparto bancario ha fornito un contributo decisivo alla debolezza dell’indice: UniCredit ha chiuso a -4,8%, in una fase di mercato in cui le tensioni sui tassi e le incognite macro pesano sui finanziari. Lo spread Btp-Bund è salito a 86 punti base, con il rendimento del decennale italiano sopra il 4 per cento.
La combinazione di caro-energia, trimestrali tech sotto le attese e rischio geopolitico ha creato un mix tossico per Piazza Affari, che per composizione settoriale (tecnologia, lusso, banche) si è trovata esattamente al centro della tempesta. L’euro si è indebolito sul dollaro a 1,13, mentre il Bitcoin è scivolato sotto i 65.000 dollari.





