Piazza Affari +0,4% in attesa dei payroll USA, Stellantis affonda, volano oro e Diasorin

Il FTSE MIB guadagna lo 0,4% a metà seduta del 7 agosto: dopo aver toccato i 54.000 punti, l’indice si è portato in area 53.791, con tutti i riflettori puntati sui dati sul lavoro americano in arrivo nel primo pomeriggio. Milano si muove in linea con il resto d’Europa, ma mostra una dispersione di performance tra i singoli titoli tra le più ampie degli ultimi mesi: mentre Diasorin e Stm salgono dell’1,8%, Stellantis lascia sul terreno il 2,7% dopo il taglio secco di Bernstein.

Il quadro europeo: Francoforte e Londra guidano, petrolio in bilico su Hormuz

Non è una seduta esplosiva, ma i listini del Vecchio Continente viaggiano tutti in territorio positivo. La migliore è Francoforte con un +0,7%, tallonata da Londra con identico progresso. Parigi sale dello 0,4% come Milano, mentre Madrid avanza dello 0,3%.

IndiceVariazione %
Francoforte (DAX)+0,7%
Londra (FTSE 100)+0,7%
Milano (FTSE MIB)+0,4%
Parigi (CAC 40)+0,4%
Madrid (IBEX 35)+0,3%

Sullo sfondo resta l’incertezza sullo Stretto di Hormuz, dove l’accordo temporaneo Iran-Oman da 60 giorni è ancora in fase di definizione. Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che i negoziati «stanno procedendo» e la situazione «sta evolvendo positivamente», ma la bozza iraniana contiene clausole restrittive che tengono i mercati energetici sotto tensione: il Brent oscilla tra i 77 e gli 83 dollari al barile a seconda del momento di rilevazione, mentre il gas naturale scambia tra i 55 e i 57,50 euro al Megawattora.

Oro ai massimi da due mesi, argento +4,6%: la doppia spinta dei beni rifugio

Il dato forse più eloquente della seduta arriva dal mercato dei metalli preziosi. L’oro spot tocca i 4.300 dollari l’oncia (+1,6%), livelli che non si vedevano dal 16 giugno. Lo stesso movimento si estende all’argento, che accelera a 64,3590 dollari l’oncia con un rialzo del 4,63%.

La dinamica non è casuale e nasce da un doppio fattore: il rischio geopolitico mediorientale spinge gli acquisti difensivi, mentre l’attesa per i non farm payrolls statunitensi alimenta scommesse su una Federal Reserve meno restrittiva. Se i dati sul lavoro deluderanno, il mercato potrebbe prezzare un allentamento della politica monetaria — scenario che storicamente favorisce l’oro. Considerando che il rialzo dell’1,6% del lingotto si confronta con una seduta azionaria piatta (+0,2% lo Stoxx 600), il flusso di capitali verso i beni rifugio è nettamente più intenso di quello destinato all’equity.

I casi Stellantis e MPS: la forchetta tra banche e automotive

Sul listino milanese la giornata è segnata da due estremi opposti.

Indici azionari in rialzo e monete d'oro sullo skyline di un distretto degli affari, mercati in attesa dei payroll USA
Piazza Affari sale dello 0,4% con l'oro in evidenza, in attesa dei dati sul lavoro americani.

Stellantis cede il 2,7% a 4,74 euro, trascinato dal downgrade di Bernstein, che ha tagliato il giudizio e portato il target price a 4 euro — sotto il valore di mercato. Gli analisti guidati da Stephen Reitman parlano di una «doccia fredda» dopo i risultati del secondo trimestre e prevedono un peggioramento dei margini operativi in Nord America ed Europa.

Sul versante opposto, MPS beneficia di una trimestrale che ha superato ogni attesa: nel secondo trimestre l’utile netto ha raggiunto 610 milioni di euro contro un consensus di 554 milioni, con un progresso del 18% su base annua. Il primo semestre si è chiuso sopra il miliardo di euro di utili (+25,3%), e la banca guidata da Luigi Lovaglio sta valutando opzioni strategiche dopo il ritiro di Banco BPM dai colloqui per una possibile fusione.

Non tutti i finanziari seguono la scia positiva. Mediobanca perde lo 0,5% nonostante abbia pubblicato un semestre record con ricavi in crescita del 6% e un utile netto di 711,2 milioni (+5,9%). Generali invece sale dell’1% a 45,3 euro, spinta da risultati sopra le attese e dall’annuncio di un buyback da 500 milioni che partirà il 10 agosto. Philippe Donnet, AD della compagnia, ha liquidato le indiscrezioni su possibili intrecci con l’operazione MPS-Intesa con un secco: «tutta la squadra è focalizzata sull’implementazione del piano strategico. Andiamo avanti senza pensarci».

Nel paniere principale si segnala anche il -2% di Fincantieri; fuori dal paniere principale, Seri Industrial perde il 18% dopo l’annuncio di fusione per incorporazione nella società madre e il successivo delisting, che ha letteralmente fatto crollare le quotazioni.

Spread, valute e la calma apparente prima dei payroll

Sul fronte obbligazionario lo spread BTP-Bund resta inchiodato a 77 punti base, con il decennale italiano che rende intorno al 3,91-3,92%. L’euro è altrettanto immobile a 1,152 dollari, in un mercato valutario congelato dall’attesa per il dato occupazionale americano delle 14:30.

La posta in gioco è alta. Secondo JPMorgan, un dato superiore alle 150.000 unità potrebbe innescare una correzione dell’S&P 500 fino al 2%, perché alimenterebbe i timori di una Fed più dura sui tassi. Un numero nella forchetta bassa (20.000-60.000 posti di lavoro) offrirebbe invece un sollievo modesto. La governatrice Lisa Cook ha già ribadito la disponibilità della banca centrale ad agire sui tassi se necessario, con un’inflazione PCE ancora quasi doppia rispetto al target.

Il FTSE MIB, che nella mattinata ha toccato i 54.000 punti per poi ripiegare leggermente, naviga a vista verso la chiusura. I numeri della giornata raccontano di un mercato che non si fida ancora della tregua geopolitica e preferisce parcheggiare liquidità su oro e argento in attesa del verdetto dal fronte macro USA.

Fonti

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