Petrolio sopra 92$, borse Ue divise: Milano -0,07%, Tokyo +0,71%

Le Borse europee hanno chiuso in ordine sparso il 30 luglio, con il Ftse Mib di Milano in calo dello 0,07% a 51.217 punti, appesantito dal tonfo di Stellantis (-4,4%) mentre Campari metteva a segno un balzo del 3,9%. A pesare sulla seduta il nuovo rialzo del petrolio – Brent a 92,6 dollari al barile (+2%), Wti a 85,8 dollari (+1,6%) – e le perduranti tensioni in Medio Oriente, in una giornata in cui le trimestrali hanno continuato a dettare il passo sui singoli titoli. In Asia, il Nikkei di Tokyo ha guadagnato lo 0,71%, ma il Kospi di Seul ha lasciato sul terreno l’1,23%, nonostante i conti record di Samsung Electronics.

A Piazza Affari crolla Stellantis, vola Campari

Sul listino milanese la scena è stata dominata dalle reazioni ai conti semestrali. Stellantis ha aperto con un -8% dopo la pubblicazione dei risultati, per poi ridurre le perdite al -4,4% in chiusura: il gruppo è tornato all’utile, sostenuto dal miglioramento in Nord America, ma il mercato ha guardato con cautela alle prospettive future. Campari, al contrario, ha chiuso a +3,9% (dopo un picco a +6,9% in avvio) grazie a risultati superiori alle attese e al rialzo della guidance sull’Ebit-margin: l’utile operativo rettificato del primo semestre è cresciuto dell’8,5% su base organica a 358 milioni di euro, con un fatturato di 869 milioni (+2,5%).

Hanno beneficiato della spinta delle trimestrali anche Nexi (+2,91%) e Buzzi. Prysmian, invece, ha lasciato sul terreno il 3,7% a dispetto del miglior trimestre di sempre (Ebitda rettificato a 730 milioni) e della guidance rivista al rialzo; l’amministratore delegato Massimo Battaini ha spiegato che il titolo sta scontando prese di beneficio dopo il forte rally dei mesi precedenti. Poco mossa Fineco (+0,09%) nonostante un utile netto dell’operatività corrente in crescita dell’8% a 343,3 milioni di euro e ricavi a 713,8 milioni (+10%). Tim, in lieve rialzo, ha archiviato il semestre con ricavi a 6,8 miliardi (+2%) e un Ebitda after lease di 1,8 miliardi (+1,2%). Fuori dal paniere principale, Webuild ha lanciato un’Opa su Trevi offrendo 4,50 euro per azione.

Petrolio in rialzo sopra 92 dollari e borse Ue contrastate, skyline finanziario con grafici divergenti
Il Brent vola sopra 92 dollari al barile mentre le borse europee chiudono divise tra calo di Milano e rally di Tokyo.

Tokyo positiva con i semiconduttori, Seul ancora giù

In Asia, il Nikkei 225 ha chiuso a 61.867,43 punti (+0,71%), trainato dai titoli dei semiconduttori e della tecnologia. L’indice allargato Topix ha invece ceduto lo 0,54% a 3.952,50 punti, segnalando una volatilità interna al mercato giapponese. A Seul, il Kospi ha perso l’1,23% a 5.593,56 punti, appesantito dai timori legati agli investimenti nell’intelligenza artificiale e dalle tensioni geopolitiche. Samsung Electronics ha oscillato tra un rialzo fino all’8,4% e una chiusura a -0,7%, nonostante un utile operativo trimestrale balzato di 19 volte a 62 miliardi di dollari (89.200 miliardi di won) e un utile netto di 71.300 miliardi di won, in entrambi i casi sopra le stime. Nelle due sedute precedenti, il Kospi aveva accumulato un calo del 16%.

Petrolio, oro e obbligazioni: i numeri della giornata

Le tensioni in Medio Oriente – con il presidente Usa Donald Trump che ha minacciato di “colpire duramente” l’Iran – hanno spinto il Brent sopra i 92 dollari e il Wti sopra gli 85, mentre il gas naturale ad Amsterdam è sceso sotto i 60 euro al megawattora (-1,3%). L’oro ha superato i 4.000 dollari l’oncia; l’argento è risultato cedente a 57,2 dollari.

Sull’obbligazionario, il rendimento del Btp decennale è risalito oltre il 4% toccando il 4,02%, con lo spread Btp-Bund in allargamento a 84 punti base (ANSA lo indicava a 83,5 pb in corso di seduta). Il Bund tedesco si è attestato al 3,18%, mentre il Treasury trentennale Usa ha raggiunto il 5,23%, massimo da quasi vent’anni, dopo il messaggio incerto della Federal Reserve sui tassi. L’euro è rimasto debole sul dollaro a quota 1,14.

Analisi: realizzi e caccia alla guidance

La seduta del 30 luglio ha messo in luce un pattern ormai ricorrente in questa stagione di trimestrali: i mercati hanno premiato solo i titoli capaci di battere le attese e di alzare la guidance contestualmente. Campari ha soddisfatto entrambi i requisiti, mentre Stellantis – tornata all’utile ma con prospettive caute – è stata penalizzata. Il caso Prysmian mostra invece un’altra dinamica: i conti record non sono bastati a fermare le prese di beneficio dopo un rally prolungato. Sul fronte asiatico, il Nikkei ha retto meglio grazie alla domanda di chip, ma l’andamento di Samsung evidenzia come l’ottimismo sull’intelligenza artificiale si scontri con il nervosismo sul ritorno di quegli investimenti. Con la Bank of England attesa a metà giornata e le trimestrali di Apple e Amazon in agenda dopo la chiusura di Wall Street, la cautela resta il sentiment dominante.

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