Petrolio in correzione: WTI a 98,73, Brent giù dello 0,99%

Il rally del petrolio si ferma. Il WTI americano scivola a 98,73 dollari al barile, in calo del 3,63%, e il Brent europeo arretra dello 0,99% a 106,56 dollari, dopo il picco di giovedì. Nella stessa sessione scendono anche gas (-1,7%) e oro (-0,96%): il comparto delle materie prime corregge in blocco, mentre i carburanti alla pompa continuano a salire.

WTI sotto i 100 dollari: il movimento intraday

Le due quotazioni rilevate l'11 settembre 2026 raccontano una discesa netta dentro la stessa giornata: il WTI è passato da 101,65 dollari (-0,81%) a 98,73 dollari (-3,63%). Mettendo a confronto i due valori, il greggio americano ha perso altri 2,92 dollari, pari al 2,87% rispetto alla prima rilevazione. Il Brent si è fermato a 106,56 dollari, in arretramento dello 0,99%.

Barile di petrolio e trend lines rossi in discesa, volatilità dei prezzi del greggio sui mercati
I prezzi del petrolio scendono bruscamente dopo il rally, con ripercussioni sui mercati globali.

Gas e oro: la correzione tocca tutto il comparto

Il future sul metano con consegna a ottobre è in contrazione dell'1,7% sul mercato di Amsterdam, riferimento per l'Europa, a 80,6 euro al Megawattora. L'oro arretra su entrambi i fronti: il prezzo spot perde lo 0,96% a 4.430 dollari l'oncia, mentre il contratto per dicembre sul Comex è scambiato a 4.377 dollari, in calo dello 0,67%.

Carburanti: gasolio a 2,193 euro, benzina a 2,086

Mentre i greggi scendono, i prezzi alla pompa restano alti. Il gasolio self service sulla rete stradale nazionale è a 2,193 euro al litro, contro i 2,184 del giorno prima; la benzina a 2,086 euro, dai 2,077 precedenti. In autostrada il gasolio self tocca 2,268 euro e la benzina 2,176 euro.

L'analisi

Il calo simultaneo di petrolio, gas e oro segnala un ridimensionamento generalizzato del premio di rischio sul comparto. Per chi gestisce costi operativi, il dato rilevante è lo scarto tra future e prezzi finali: il gasolio self resta a 2,193 euro al litro nonostante il WTI sia sceso sotto i 100 dollari, perché la discesa del greggio non si è ancora trasferita ai distributori. Tra il mercato dei future e i listini al dettaglio resta un ritardo di giorni, che tiene alta la spesa per i consumi immediati anche in una seduta di correzione.

Fonti

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