Le quindici società quotate partecipate dal Ministero dell’Economia hanno chiuso il primo semestre 2026 con una capitalizzazione di 394,8 miliardi di euro, in crescita di 84,4 miliardi da inizio anno. L’incremento del 28,5% ha quasi triplicato la performance dell’intero listino milanese, che nello stesso periodo è salito del 10,06%. Nei sei mesi, circa il 79,7% – quasi quattro euro su cinque – dei guadagni complessivi di Piazza Affari è arrivato dalle partecipate pubbliche.
Il listino pubblico cresce tre volte più della Borsa
I dati elaborati da CoMar per l’Osservatorio Finanziario diretto da Massimo Rossi fotografano un semestre in cui la componente pubblica del mercato ha cambiato marcia. Al 1° gennaio 2026 le quindici partecipate capitalizzavano 310,3 miliardi e rappresentavano il 29,5% del listino. Al 1° luglio il peso è salito al 34,1%, oltre un terzo dell’intera Borsa Italiana.
La capitalizzazione complessiva di Piazza Affari è passata da 1.051,9 miliardi a 1.157,8 miliardi (+10,06%). Il confronto è netto: nei primi sei mesi dell’anno, circa il 79,7% (quasi quattro euro su cinque) dei guadagni complessivi del mercato milanese è arrivato dalle partecipate pubbliche.
I titoli che hanno trainato la corsa
Le performance sono state molto disomogenee. Ecco i movimenti più rilevanti nel semestre:

- STMicroelectronics ha più che raddoppiato la capitalizzazione, balzando del 189,21% a 59,2 miliardi.
- Saipem ha guadagnato l’80,45%, portandosi a 8,7 miliardi.
- Poste Italiane è salita del 32,5% a 37,1 miliardi.
- Eni ha messo a segno un +22,13%, raggiungendo 62 miliardi.
- Enel ha aggiunto il 12,59%, confermandosi la prima del listino pubblico a 101,6 miliardi.
Hanno chiuso il semestre in doppia cifra positiva anche Banca MPS (+18,53% a 32,8 miliardi), Nexi (+16,99% a 4,1 miliardi) e Terna (+12,27% a 20,4 miliardi). Snam ha guadagnato il 10,11% (20,9 miliardi).
Sul fronte opposto, tre titoli hanno perso terreno. Fincantieri ha ceduto il 32,19%, scendendo a 3,5 miliardi. Rai Way ha lasciato sul terreno il 12,7% (1,3 miliardi). Leonardo ha chiuso in calo del 3,9% a 27,3 miliardi, in controtendenza rispetto al comparto energia e tecnologia che ha dominato il semestre.
Quanto vale la quota dello Stato
Il controvalore delle partecipazioni pubbliche è salito a 133,4 miliardi di euro. La quota più rilevante è quella in STMicroelectronics: con il 50% del capitale, lo Stato detiene una partecipazione che vale 29,6 miliardi. Seguono Enel (23,6% del capitale, quota da 23,9 miliardi), Poste Italiane (64,26%, 23,8 miliardi) ed Eni (33,09%, 20,5 miliardi). Leonardo segue con 8,2 miliardi, Snam con 6,5 miliardi, Terna con 6,1 miliardi.
L’impatto sulla composizione del listino è visibile anche nella classifica delle prime dieci società di Euronext Milan: cinque sono partecipate pubbliche, con Enel terza, Eni sesta, STMicroelectronics settima, Poste Italiane nona e Banca MPS decima.
Il differenziale di crescita tra le partecipate (+28,5%) e il resto del listino (+10,06%) indica che il mercato ha riprezzato in modo selettivo i settori energia, semiconduttori e servizi finanziari, dove lo Stato è più presente. Secondo i dati CoMar, l’aumento di 84,4 miliardi del valore complessivo rafforza il portafoglio di asset quotati dell’azionista Tesoro, con ricadute potenziali sia sul fronte dividendi sia sulla flessibilità patrimoniale.






