Trevi Fin Ind è scattata a Piazza Affari nella seduta del 29 giugno, spinta dall'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria annunciata da ICOP. Il titolo, che per oltre mezz'ora non era riuscito a fare prezzo, ha aperto in solido rialzo. L'OPS prevede un concambio di 0,133 azioni ICOP per ogni Trevi e punta al delisting della società. Il rally ha però compresso il differenziale: ai corsi attuali il premio rispetto al valore d'offerta si è ridotto all'1,8%.
L'offerta: 4,163 euro per azione, premio iniziale del 20,1%
L'OPS valuta ogni azione Trevi 4,163 euro, calcolati sui prezzi ICOP al 26 giugno. Rispetto alla chiusura di venerdì 27 giugno, il premio offerto è del 20,1%. In caso di adesione integrale, il controvalore dell'operazione raggiungerebbe circa 273 milioni di euro.
L'offerta è condizionata al raggiungimento del 90% dei diritti di voto ed è, come dichiarato da ICOP in una nota, «finalizzata a conseguire l'integrazione strategica tra l'offerente e l'emittente e, per il tramite di essa, la creazione di un operatore di rilievo internazionale nel settore delle fondazioni speciali e dell'ingegneria del sottosuolo».
Segnale di forte interesse: nella prima seduta sono stati venduti tutti i 76.605 diritti inoptati.

Due titoli, due direzioni opposte
La reazione in Borsa è stata divergente. Mentre Trevi viaggiava in rialzo, ICOP arretrava sul mercato Euronext Growth Milan — dal quale la società ha avviato il trasferimento al listino principale Euronext Milan.
Ai corsi attuali, la valorizzazione implicita delle azioni Trevi è di 3,9501 euro, con un premio residuo di appena l'1,8%. Il mercato ha dunque già riassorbito la quasi totalità del differenziale tra prezzo di Borsa e valore d'offerta. L'andamento opposto dei due titoli riflette dinamiche speculari: acquisti su Trevi per intercettare il premio residuo, pressione su ICOP per la diluizione attesa dall'emissione delle nuove azioni al servizio del concambio.
Il gruppo integrato: ricavi sopra il miliardo
A OPS completata, il gruppo ICOP-Trevi avrà ricavi superiori al miliardo di euro e un portafoglio ordini di oltre due miliardi. Le sinergie a regime, attese dal quarto anno successivo al perfezionamento, sono stimate tra 120 e 140 milioni in termini di ricavi e tra 55 e 75 milioni come EBITDA.
Con i diritti inoptati già interamente assorbiti nella prima seduta e il titolo Trevi che quota a ridosso del valore d'offerta, l'attenzione si sposta ora sul raggiungimento della soglia del 90% dei diritti di voto: il mercato sta scontando un'alta probabilità che l'operazione vada a buon fine.






