Sam Altman rinvia la quotazione di OpenAI almeno al 2027 e i mercati puniscono l'intero comparto dell'intelligenza artificiale. Nel weekend i contratti legati al valore implicito di OpenAI e Anthropic hanno perso oltre 270 miliardi di dollari su Hyperliquid; questa mattina l'Asia apre in profondo rosso, con il Kospi di Seul a -3,3% e Softbank a -11%. Il messaggio che arriva dalle sale operative è secco: la prudenza sulla sicurezza dell'IA ha ora un prezzo di mercato quotato ogni ora.
Asia in rosso: Seul perde il 3,3%, Softbank crolla dell'11%
La seduta asiatica di lunedì 14 settembre 2026 è dominata dalle vendite sui titoli legati all'intelligenza artificiale. L'indice Kospi di Seul arretra del 3,3%, Tokyo cede l'1% e i futures sul Nasdaq 100 indicano un avvio in calo dell'1,3% a Wall Street.
I titoli più colpiti sono quelli della filiera dei chip e degli investitori nell'IA:
- SK Hynix cede oltre il 6%
- Samsung arretra di oltre il 4%
- Softbank, tra i principali investitori in OpenAI, crolla dell'11%
- Kioxia perde fino al 9%
Il listino coreano è il più sensibile al fattore AI per il peso dei produttori di memoria, mentre la debacle di Softbank colpisce direttamente la scommessa finanziaria costruita attorno a OpenAI.
Hyperliquid: il contratto su OpenAI giù dell'11%, Anthropic del 4%
Sulla piattaforma decentralizzata Hyperliquid, che negozia contratti legati al possibile valore futuro delle principali società private dell'IA, il titolo virtuale di OpenAI è sceso di circa l'11%, portando la valutazione implicita a circa 1.465 miliardi di dollari. Anthropic ha perso il 4%, scendendo poco sopra i 2.070 miliardi.
Il calcolo derivato conferma l'entità del movimento: partendo dalle valutazioni precedenti, il -11% su OpenAI implica una perdita di circa 180 miliardi (1.465 diviso 0,89 dà una base di circa 1.646 miliardi), mentre il -4% di Anthropic vale circa 86 miliardi (2.070 diviso 0,96). Sommati, i due scivoloni valgono circa 266 miliardi, coerenti con i 270 miliardi complessivi riportati dalle fonti.

I titoli da monitorare tra Wall Street e Milano
Da Wall Street a Piazza Affari, la catena di fornitori e beneficiari degli ordini AI finisce sotto osservazione nella seduta odierna. Negli Stati Uniti il focus è su Nvidia, principale beneficiaria degli ordini di chip AI, insieme a Broadcom, AMD, Micron e Sandisk. In Europa attenzione ad ASML, mentre in Italia i tre titoli più sensibili al fattore AI sono Stm, Prysmian e Technoprobe.
Le valutazioni di questi titoli incorporano aspettative molto elevate sulla domanda futura. Un rallentamento dello sviluppo dell'IA non mette in discussione la tecnologia in sé, quanto la velocità con cui gli investimenti devono continuare a crescere per giustificare i prezzi.
La spinta delle dichiarazioni: Amodei, Altman, Trump
Dario Amodei, ceo di Anthropic, ha pubblicato sabato un saggio di 3.800 parole in cui sostiene che «dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di AI». Poche ore dopo, Sam Altman ha scritto su X: «Concordo con Dario sul fatto che dobbiamo procedere con cautela in questo campo», aggiungendo che OpenAI garantirà ai valutatori indipendenti un accesso simile a quello dei dipendenti.
La decisione sull'IPO è arrivata a stretto giro. Altman ha dichiarato a Fortune che «considerando tutto ciò che sta accadendo in materia di sicurezza, il momento non sarebbe opportuno per quotarsi in Borsa e non sentiamo alcuna pressione in tal senso». L'azienda non ha necessità di finanziarsi sul mercato e può rinviare l'operazione almeno al 2027.
Fuori dal coro Donald Trump: «Ci sono molte forze negative che chiedono un rallentamento e non dovrebbero farlo. Parlano di cose che non succederanno», ha detto il presidente statunitense durante una visita in Irlanda. Lo stesso Altman aveva parlato di segnali di «silliness» nella proliferazione di operatori cloud AI senza ricavi adeguati a sostenere le capacità di calcolo annunciate.
Dan Ives: «Ci sarà una rapida ripresa»
Dan Ives, socio fondatore di Yorkville Ives, legge la seduta come una correzione temporanea. «Credo che il saggio di Dario AI e le discussioni del fine settimana potrebbero causare un iniziale calo dei titoli del settore, ma che ci sarà una rapida ripresa», ha detto a Yahoo Finance. Secondo Ives «gli investitori si renderanno presto conto, nonostante la telenovela, che questo non inciderà minimamente sui 5 trilioni di dollari che verranno spesi nei prossimi anni per l'intelligenza artificiale». Si tratta di una view attribuita, non di una previsione di mercato.
Cosa dice davvero questa seduta
Il quadro che emerge mette in fila un fatto nuovo: la stessa azienda che guida la più grande corsa di investimento tecnologico degli ultimi anni — OpenAI aveva valutazioni private vicine al trilione di dollari e aveva depositato in via riservata i documenti preliminari per un possibile debutto — ha deciso di non sottoporsi alla pressione trimestrale di Wall Street proprio mentre chiede un rallentamento della corsa. Il mercato ha letto la mossa come un segnale di freno: non sui modelli, ma sui tempi di rientro degli investimenti infrastrutturali. In questo senso la debacle di Softbank (-11%) è più eloquente del calo dei contratti Hyperliquid: colpisce il principale tramite finanziario tra capitale pubblico e OpenAI. Per chi ha esposizione sulla filiera (chip, data center, energia), la domanda operativa da oggi non è se l'IA crescerà, ma a che velocità gli ordini dovranno continuare a salire per sostenere le valutazioni attuali. Il calendario del possibile debutto di OpenAI al 2027 diventa così il vero orologio della fase di mercato.






