Nasdaq in rosso alla vigilia di Micron: oro sotto i 4.000 dollari

Nuove vendite sul Nasdaq nella sessione del 24 giugno, con Wall Street che ha chiuso in territorio incerto mentre gli investitori attendono i conti trimestrali di Micron Technology. L'oro ha rotto al ribasso la soglia dei 4.000 dollari l'oncia — primo cedimento da novembre 2025 — penalizzato dalla forza del dollaro e dall'attesa di una Federal Reserve ancora restrittiva.

Il sell-off sui chip: dalle Magnifiche 7 all'Asia

Il contesto della giornata del 24 giugno è quello del sell-off avviato il 23 giugno, quando il Nasdaq aveva perso oltre l'1% (secondo FIRSTonline). Come avevamo riportato, la pressione era partita da Space X (-16,4%), seguita da Alphabet (-5%) e dai ribassi compresi tra il 2,3% e il 4,7% su Meta, Amazon e Microsoft. Il contagio aveva poi colpito l'Asia: la Borsa di Seoul aveva chiuso in ribasso del 10%, Tokyo del 3,6%, con Softbank in calo del 10% e Samsung e SK Hynix in flessione di oltre il 2%.

Nella sessione europea del 23 giugno Amsterdam aveva guidato i ribassi — ASM International, BE Semiconductor e ASML Holding tutte giù di oltre il 5% — mentre Francoforte e Milano avevano ceduto oltre l'1%. Il comparto dei semiconduttori ha chiuso la settimana sotto pressione, con Micron già in calo dell'11% nella seduta del 23.

Borse incerte e vendite sul Nasdaq alla vigilia dei conti Micron
Schermo di trading con grafici finanziari e quotazioni di mercato. Foto di Alesia Kozik su Pexels

L'oro abbandona i 4.000 dollari: fattori macro

La rottura al ribasso dell'oro nella seduta del 24 giugno riflette due dinamiche: la forza del dollaro, che rende il metallo più costoso per chi acquista in altre valute, e le aspettative su una Fed che non sembra incline ad allentare la politica monetaria nell'immediato. È il primo cedimento di quella soglia da novembre 2025. Il petrolio Brent quotava intanto 76,74 dollari al barile, con il WTI scivolato sotto i 73 dollari.

Piazza Affari: note aziendali nel rosso generale

Sul listino milanese alcune vicende aziendali hanno colorato la seduta del 23 giugno senza invertire il trend. Prysmian ha chiuso in rosso nonostante l'aggiudicazione di un contratto da circa 910 milioni di euro con Ipto per interconnessioni elettriche in Grecia. Stellantis ha pubblicato i dati Acea di maggio 2026: immatricolazioni in Europa giù del 2,3% contro un settore in crescita del 3,6% — quasi 6 punti percentuali di divario. Italgas ha presentato il piano al 2032 con 13 miliardi di euro di investimenti (+14,6%) confermando la guidance 2026.

I risultati trimestrali di Micron, attesi nella sessione americana del 25 giugno, risponderanno alla domanda centrale: le prese di profitto degli ultimi due giorni sul comparto chip sono una correzione tecnica dopo mesi di rally, o anticipano un deterioramento degli utili del settore?

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