Il concambio di Intesa Sanpaolo su Mps vale, sulla chiusura dell'11 settembre, 11,93 euro per azione. Il mercato però paga Monte dei Paschi 11,978 euro: un premio implicito di -0,39%, secondo valore negativo consecutivo dopo il -0,12% del 9 settembre. Non è una bocciatura dell'Opas, ma la fotografia di un listino che compra Siena oltre il perimetro dell'offerta, in attesa del voto del 29 ottobre sulle due contromosse: Banco Bpm e Banca Generali.
Il concambio vale 11,93 euro, ma Mps chiude a 11,978
L'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps è a concambio fisso: 1,6 azioni Intesa più 1 euro cash per ogni azione del Monte. Con la chiusura di Intesa a 6,832 euro dell'11 settembre, il valore implicito si calcola così: (1,6 × 6,832) + 1 = 11,9312 euro per azione Mps.
Il titolo Monte dei Paschi, nella stessa seduta, ha chiuso a 11,978 euro (+2,46%). La differenza tra prezzo di mercato e valore del concambio è di circa 5 centesimi per azione, che il mercato traduce in un premio implicito del -0,39%.
Il premio è scivolato in territorio negativo per la prima volta il 9 settembre (-0,12%), dopo un massimo di +3,93% toccato il 31 agosto. Poiché il concambio è in azioni, il divario si allarga quando Mps sale più di Intesa.
| Data | Premio implicito su Mps |
|---|---|
| 31 agosto 2026 | +3,93% (massimo della serie) |
| 3 settembre 2026 | +2,70% |
| 9 settembre 2026 | -0,12% (primo valore negativo) |
| 11 settembre 2026 | -0,39% |
Intesa incassa il 96,96% e il titolo chiude a 6,832 euro
L'assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo, riunita a Torino il 10 settembre, ha approvato con il 96,96% dei voti l'aumento di capitale fino a 5,7 miliardi di nuove azioni necessario a finanziare l'operazione su Mps da 30,6 miliardi di euro. Erano presenti 4.889 soci, pari al 63,9% del capitale.
L'11 settembre il titolo ha chiuso a 6,832 euro, in rialzo del 2,55%. Goldman Sachs ha alzato il target price da 7,50 a 7,80 euro, confermando il giudizio Buy. Il consensus di 13 analisti rilevato a fine agosto indica una media di 7,16 euro, con range tra 6,07 e 7,80 euro (10 Buy, 2 Hold, 1 Sell).
Il quadro patrimoniale citato dalla fonte: CET1 ratio di Intesa al 13,1%, 13,8% pro-forma, contro un requisito SREP del 9,96%. L'operazione è stimata accretiva sull'EPS per circa l'8% a regime, mentre la soglia minima di adesioni fissata da Intesa è del 66,67% del capitale Mps, con facoltà di rinunciarvi. La capitalizzazione stimata di Intesa è di circa 119 miliardi di euro.
Siena deposita i prospetti: due offerte per 34 miliardi
Il consiglio di Mps guidato dall'ad Luigi Lovaglio ha depositato in Consob, sempre il 10 settembre, la documentazione delle due offerte di scambio annunciate il 21 agosto:

- 25,3 miliardi di euro su Banco Bpm, senza premio
- 8,7 miliardi di euro su Banca Generali, con premio del 10%
- totale: circa 34 miliardi di euro
Banco Bpm ha respinto l'offerta all'unanimità il 25 agosto, definendola "non concordata né sollecitata". Assicurazioni Generali, che controlla il 50,2% di Banca Generali, si è detta "disponibile a valutare la proposta" senza decisioni definitive. Le agenzie di rating hanno accolto il piano con cautela: Moody's segnala "notevoli incertezze" sul completamento, S&P riconosce una "solida logica strategica" ma avverte su una maggiore complessità esecutiva. All'interno del consiglio Mps, 4 amministratori su 13 hanno votato contro.
Sul fronte industriale, Lovaglio rivendica la diversità del progetto: "Il nostro progetto è diverso, e ha una forte visione industriale", ha dichiarato a Repubblica, aggiungendo che "non abbiamo avuto contatti preventivi sulla nostra iniziativa con alcun azionista, e quindi nemmeno con Delfin".
Chi decide il 29 ottobre: Delfin, Caltagirone e il 45% dei fondi
L'assemblea degli azionisti Mps del 29 ottobre 2026 voterà le due offerte con un quorum dei due terzi del capitale presente, richiesto dalla passivity rule. Il capitale rilevante è così distribuito: Delfin 17,5%, Francesco Gaetano Caltagirone al 10,2% secondo economia-italia (il 10% per Il Foglio), BlackRock 4,66%, Mef al 4,8% secondo Il Sole 24 Ore (4,86% per economia-italia).
Il Mef ha dichiarato la propria neutralità e non dovrebbe presentarsi in assemblea; il voto contrario di Caltagirone è dato per probabile. Resta incerta la posizione di Delfin, mentre Banco Bpm — parte in causa con il 3,7% — dovrebbe votare su un'offerta che la riguarda. A fare la differenza saranno i fondi, che valgono il 45% del capitale. Le due operazioni saranno votate separatamente, quindi l'assemblea potrebbe approvarne una sola.
Cosa guarda il mercato
Mettendo in fila i numeri, emerge un quadro preciso. Sommando le partecipazioni dichiarate — Delfin 17,5%, Caltagirone 10,2%, BlackRock 4,66%, Mef 4,8% — si arriva a circa il 37% del capitale Mps, ben sotto la soglia di due terzi richiesta sul capitale presente: nessun socio da solo è in grado di decidere, ed è per questo che il voto dei fondi diventa l'ago della bilancia.
Il secondo dato è il messaggio dei prezzi. Chi oggi acquista Mps sul mercato paga circa 5 centesimi in più del valore del concambio Intesa. In altre parole, il listino attribuisce una probabilità concreta alla contromossa di Siena: se le due offerte passassero il 29 ottobre, verrebbe meno una condizione di efficacia dell'Opas di Intesa.
Sul piano della remunerazione, Il Foglio riporta che l'opas di Intesa prevede 3,5 miliardi di premio cash per gli azionisti Mps, mentre Lovaglio ha offerto un dividendo di 4 miliardi che punta a distribuire una parte della partecipazione del Monte in Generali.
Per il risparmiatore che segue la partita, i due appuntamenti da monitorare restano il 29 ottobre e la finestra delle autorizzazioni regolatorie tra settembre e dicembre 2026. È lì che si decide se il riordino bancario italiano passa da Siena o da Torino.






