Monte dei Paschi di Siena ha chiuso la seduta di venerdì 31 luglio a 11,57 euro (+0,1%), mentre Banco Bpm ha archiviato l’ultima seduta del mese a 15,78 euro (+0,4%). Due performance all’apparenza tranquille, che però raccontano solo la superficie di una partita destinata a surriscaldare i listini già dalle prime contrattazioni di oggi, lunedì 3 agosto. Nel fine settimana il Financial Times ha rivelato che l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, starebbe studiando un’offerta pubblica di scambio proprio su Banco Bpm. Una contromossa clamorosa, costruita per offrire un’alternativa all’offerta pubblica di scambio da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo sulla banca senese e per ribaltare uno schema negoziale che solo 48 ore prima sembrava arenato.
Venerdì nero per la fusione alla pari, ma i titoli non affondano
L’andamento dei titoli nell’ultima seduta di luglio è stato condizionato da due eventi cadenzati a poche ore di distanza. In mattinata Crédit Agricole — primo azionista di Banco Bpm con una quota del 29,3% — aveva raffreddato le ipotesi di aggregazione. L’amministratore delegato Olivier Gavalda, commentando i conti semestrali, ha dichiarato che il gruppo francese analizzerà “qualsiasi progetto solido alla luce del proprio interesse strategico, del rischio di esecuzione e della capacità di creare valore a lungo termine per tutti gli azionisti di Banco Bpm”, aggiungendo però che “in questa fase, è molto difficile intravedere come un’aggregazione tra Mps e Banco Bpm possa generare valore per gli azionisti di Banco Bpm”. Parole a cui ha fatto eco il vice amministratore delegato Jérôme Grivet: “nulla può accadere contro di noi o senza di noi”.
A mercati chiusi, il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha preso atto della posizione del socio francese e ha deliberato all’unanimità di interrompere le consultazioni con Mps, giudicando che non si siano create le condizioni per un accordo condiviso. Nonostante questo doppio stop, i corsi azionari non hanno subito scossoni, segno che il mercato già scontava uno stallo e attendeva sviluppi dal campo delle offerte pubbliche.

Il “contropiede” di Lovaglio visto dal mercato
L’indiscrezione del Financial Times aggiunge ora un elemento capace di muovere i prezzi già in avvio di ottava. Secondo fonti vicine al dossier, l’ipotesi allo studio sarebbe un’operazione carta contro carta, negoziata direttamente con Crédit Agricole, che conferirebbe la propria partecipazione nel nuovo gruppo. In questo modo Mps limiterebbe l’impiego di cassa e cercherebbe di costruire un’alternativa industriale all’offerta Intesa Sanpaolo — che prevede uno scambio azionario, 1 euro in contanti per ogni azione Mps e la cessione di circa 635 sportelli a Unipol.
Per i trader, i nodi da sciogliere restano molteplici. Sul fronte regolamentare, la passivity rule impone a Mps di ottenere il via libera di un’assemblea straordinaria prima che il consiglio possa promuovere operazioni alternative all’Opas in corso. Sul fronte azionario, il consiglio di amministrazione della banca senese non sarebbe compatto: quattro consiglieri avrebbero criticato l’approccio di Lovaglio alle operazioni straordinarie e il socio Francesco Gaetano Caltagirone si è già detto contrario all’integrazione con Banco Bpm.
I prossimi appuntamenti che possono smuovere i corsi
Due date segnano l’agenda dei listini. Giovedì 6 agosto il cda di Mps approverà la relazione semestrale; il giorno successivo, venerdì 7, i risultati verranno presentati al mercato. In quella occasione, secondo quanto anticipato dalla stessa banca in una nota diffusa venerdì sera, l’istituto potrà fornire indicazioni sulla linea che intende seguire per rispondere all’offerta di Intesa e sulle opzioni strategiche ancora praticabili.
L’attenzione degli operatori si concentrerà su ogni segnale relativo alla disponibilità di Crédit Agricole, vero ago della bilancia. Con una partecipazione prossima al 30%, il gruppo francese ha di fatto un potere di veto su qualsiasi progetto riguardante Banco Bpm. E la dichiarazione di Gavalda — “molto difficile” immaginare valore per gli azionisti Banco Bpm in un’aggregazione con Mps — rappresenta oggi il principale fattore di rischio che i mercati sono chiamati a prezzare.
Fonti
- Firstonline.info
- Wallstreetitalia.com
- Finanzaonline.com
- Risiko bancario: Banco BPM frena su progetto MPS
- Repubblica.it






