Piazza Affari aggiorna i record toccando i 53.870 punti, mentre Tokyo chiude a +3,66% e Seul balza del 4%. A trainare i listini è la concreta possibilità di un’intesa sullo Stretto di Hormuz, che fa crollare il petrolio sotto i 79 dollari e accende gli acquisti sui tecnologici. Meno brillanti i titoli legati al greggio, con Cucinelli e Moncler in leggero arretramento.
Asia in rally: Tokyo e Seul guidano la corsa
La Borsa di Tokyo ha archiviato la seduta con un guadagno del 3,66%, portando l’indice Nikkei a 66.300,44 punti. Il più ampio Topix è salito del 2,13% a 4.046,17 punti. L’ottimismo è stato alimentato dalle dichiarazioni del presidente americano Trump, che ha parlato di progressi concreti nei negoziati per la riapertura delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz.
Ancora più brillante Seul: il Kospi ha messo a segno un rialzo di circa il 4%, sostenuto dal rimbalzo dei semiconduttori e dal recupero dei tecnologici. Bene anche Shenzhen, che avanza dell’1,8%, mentre Hong Kong resta poco sopra la parità e Sydney guadagna lo 0,9%. L’unica nota stonata arriva dal dato macro cinese: il PMI servizi di luglio, elaborato da RatingDog, è sceso a 50,4 punti dai 54,1 di giugno, segnando il livello più basso da settembre 2024.
Piazza Affari: Leonardo e Tim in spolvero, petroliferi sotto tono
A Milano il FTSE MIB sale dello 0,4% e si porta sui massimi storici, in linea con Francoforte (+0,4%) e Londra (+0,3%), mentre Parigi è invariata. Lo spread Btp-Bund resta calmo a 76 punti base.
Sul listino principale brillano Leonardo, che guadagna il 2,2% spinta anche dalle dichiarazioni dell’ad Lorenzo Mariani su possibili acquisizioni nel settore droni, e Telecom Italia, in rialzo dell’1,9%. In evidenza anche Prysmian (+2,8%), Stellantis (+2,2%) e Amplifon (+1,6%). Fuori dal paniere principale, Safilo corre del 12% a 1,94 euro dopo i conti diffusi a mercati chiusi.
Sul fronte opposto, arretrano i titoli del lusso: Brunello Cucinelli e Moncler cedono entrambi lo 0,5%. I petroliferi restano sotto pressione: Tenaris viaggia poco sotto la parità e Saipem segna un calo frazionale, penalizzati dalla discesa del greggio.

La tregua sullo Stretto di Hormuz affonda il petrolio
Le quotazioni del Brent sono scivolate sotto i 79 dollari al barile, mentre il Wti perde circa l’1% portandosi intorno ai 75 dollari. Il Qatar ha annunciato l’elaborazione di una proposta per la riapertura dello Stretto, e sia Washington sia Teheran si sono dette fiduciose. Il Comando centrale americano ha precisato che la rotta meridionale è già aperta e che oltre mille navi sono state assistite durante il transito.
Sul mercato del gas, ad Amsterdam il prezzo scende del 4,99% a 54,63 euro al Megawattora. L’ipotesi di corridoi di transito controllati da Iran e Oman sta dunque alleggerendo le tensioni che avevano infiammato le materie prime energetiche nelle scorse settimane.
Wall Street: record e prese di beneficio after-hours
Ieri Wall Street aveva chiuso con nuovi record: Dow Jones +1,71%, S&P 500 a 7.737 punti e Nasdaq 100 +3,32% grazie al balzo dei tecnologici. Palantir era schizzata del 29%, Arm Holdings del 17,39% e Intel del 10,84%.
Dopo la chiusura, però, i conti di SpaceX e AMD non hanno convinto. SpaceX ha perso il 7,4% negli scambi after-hours: investimenti saliti a 18,4 miliardi di dollari nel secondo trimestre hanno pesato più dei ricavi in crescita del 92%. AMD è arretrata dell’8,8% nonostante utili sopra le attese. L’analista David Pascucci di Xtb spiega che «i motivi del ribasso non sono riconducibili alle trimestrali ma all’impostazione tecnica dei titoli. Amd ha una dinamica settimanale tendenzialmente negativa mentre SpaceX risulta in trend ribassista di lungo termine».
I future americani restano comunque positivi: il contratto sul Dow Jones avanza dello 0,4%, quello sull’S&P 500 dello 0,47% e il Nasdaq 100 dello 0,41%. Anche i future europei indicano un proseguimento della seduta in territorio positivo, con il FTSE MIB che guarda alla soglia dei 54 mila punti.
Il pattern della giornata: rotazione settoriale in atto
Osservando i movimenti incrociati di Milano, Wall Street e Asia emerge una rotazione netta: i capitali si spostano dai petroliferi e dal lusso verso i tecnologici e i titoli difensivi legati alle infrastrutture digitali (Leonardo, Prysmian). Il calo del greggio agisce da catalizzatore per i settori energivori e per i semiconduttori, già galvanizzati dalla trimestrale di Palantir. La cautela resta solo sui titoli che avevano corso troppo, come dimostrano le prese di beneficio after-hours su SpaceX e AMD: anche in una giornata euforica, il mercato non perdona le valutazioni tirate.
Fonti
- Borsa: Milano tiene con l'Europa, bene Leonardo e Tim
- Borsa di Tokyo in rialzo: Nikkei chiude a +3,66%
- Firstonline.info
- Ansa.it
- Ilsole24ore.com
- Milanofinanza.it






