Piazza Affari resiste alle vendite nell’ultima seduta della settimana, con il Ftse Mib che apre a +0,22% mentre le altre Borse europee procedono senza una direzione precisa. A Francoforte il Dax sale dello 0,2%, Parigi e Madrid restano piatte, Amsterdam lima lo 0,1%. Il fattore che congela i listini arriva dal Medio Oriente: i dubbi sulla riapertura dello Stretto di Hormuz tengono gli investitori in attesa, con il petrolio Brent che scambia a 83,58 dollari al barile (+1,3%) e il Wti a 78,21 dollari (+1,2%).
Hormuz blocca i listini, Milano si smarca con le trimestrali
L’agenzia di stampa statale iraniana ha pubblicato una bozza dell’accordo con l’Oman che contiene condizioni restrittive per il traffico navale nello stretto, incluso il divieto di transito per le navi statunitensi. I mediatori arabi temono che i diplomatici iraniani, sotto pressione degli estremisti interni, non abbiano l’influenza necessaria per garantire il rispetto dell’intesa. Il rischio di interruzioni nelle forniture di greggio si riflette sul gas naturale ad Amsterdam, che sale del 3% a 57,6 euro al megawattora.
A Milano il listino trova sostegno nella coda della stagione delle trimestrali. I conti societari stanno facendo la differenza sui singoli titoli, in una seduta che vede acquisti selettivi e prese di beneficio sugli ultimi rally.
Piazza Affari: Leonardo vola (+1,8%), Stellantis affonda dopo Bernstein
Sul Ftse Mib la maglia rosa va a Leonardo, che sale dell’1,8% portandosi sopra i 59 euro per azione. Prosegue il momento positivo del titolo della difesa, in controtendenza rispetto al resto del listino.

All’estremo opposto, Stellantis cede il 2,5% dopo che Bernstein ha tagliato il giudizio sul titolo, fissando un prezzo obiettivo di appena 4 euro. Il downgrade pesa su un titolo già sotto pressione e lo colloca in fondo al paniere principale.
Tra le banche, focus su Mps che guadagna lo 0,6% dopo aver comunicato utili superiori al miliardo di euro nel primo semestre (+25% rispetto allo stesso periodo del 2025). Il mercato premia la performance, anche se con movimenti contenuti in attesa di indicazioni macro dagli Stati Uniti. Bper invece arretra dell’1%, prolungando la debolezza delle ultime sedute.
Lo scarto tra il titolo migliore e il peggiore del Ftse Mib in questa prima parte di seduta è di 4,3 punti percentuali – un differenziale che racconta quanto i fondamentali aziendali stiano guidando i flussi più del sentiment generale sull’azionario europeo.
Spread stabile a 77 punti, oro in area 4.300 dollari
Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund resta a 77 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,92%. L’euro scambia poco mosso a 1,1523 dollari (1,1522 ieri) e a 182,42 yen.
Continua la corsa dell’oro spot, che si porta in area 4.300 dollari l’oncia (+1,1%): la domanda di beni rifugio resta elevata in una seduta che i listini azionari affrontano con il freno a mano tirato, in attesa di sviluppi concreti su Hormuz e dei dati sul lavoro americano in arrivo nel pomeriggio.
Fonti
- Ansa.it
- Borsa: Milano apre in leggero rialzo, Ftse Mib +0,22%
- Borsa: l’Europa parte incerta, Londra piatta
- Ilsole24ore.com
- Financialounge.com






