Milano +0,1%: UniCredit guida le banche, Fed Warsh attesa stasera

Il FTSE Mib ha aperto il 17 giugno con una flessione dello 0,13% a 52.363 punti, per poi recuperare e stabilizzarsi in rialzo dello 0,1% nel corso della seduta. La calma apparente del listino cela una divaricazione netta: le banche corrono, l'automotive cede. Tutta l'attenzione degli investitori è concentrata sulla riunione della Federal Reserve di stasera, la prima presieduta da Kevin Warsh: i tassi sono attesi invariati, ma i mercati seguiranno ogni segnale del nuovo presidente per orientarsi sulla traiettoria della politica monetaria nei mesi a venire.

Le banche trainano Piazza Affari

Il comparto bancario domina la seduta. UniCredit avanza del +2,22%, prolungando il rally della vigilia, e ha intanto rafforzato la propria posizione in Commerzbank: la partecipazione con diritto di voto ha raggiunto circa il 42,5% del capitale, quota che sale oltre il 55% includendo i derivati.

Banco BPM sale del +1,76% con due dossier aperti: l'istituto attende la risposta di MPS (-0,2%) alla proposta di fusione alla pari avanzata da Piazza Meda e, secondo indiscrezioni, starebbe valutando con Amco l'acquisizione di Bff Bank. Quest'ultima schizza del +9,49%: il rialzo di Bff è oltre cinque volte quello di Banco BPM, un segnale che il mercato sta già incorporando un potenziale premio d'offerta sul titolo target. Saipem (+2,2%) completa la parte alta del listino.

I ribassi: Stellantis, Diasorin, Inwit

Stellantis perde il -1,93% e Ferrari il -1,58%, sull'onda del profit warning di BMW a Francoforte, dove il titolo crolla del -6,3% nella stessa seduta. Il dato BMW pesa sul DAX, che guadagna appena lo +0,15%, contro il +0,25% di Parigi e il quasi immobile +0,01% di Londra.

Milano cauta in attesa della Fed di Warsh
Andamento dei prezzi di Bitcoin e criptovalute visualizzato su schermo di analisi di mercato. Foto di Alesia Kozik su Pexels

Diasorin cede il -2,5% dopo che Deutsche Bank ha abbassato il rating da hold a sell e il target price da 62 a 58 euro. Inwit arretra del -2,82%.

Macro, commodities e mercati internazionali

Il petrolio tenta di consolidare dopo il forte ribasso della vigilia: il WTI sale lo +0,76% a 76,6 dollari al barile, il Brent lo +0,6% a 79,4 dollari. Il rimbalzo è alimentato dalle attese di riapertura dello Stretto di Hormuz nell'ambito dell'accordo USA-Iran, la cui firma è prevista per venerdì — che aprirà però una fase negoziale di 60 giorni, mantenendo il quadro ancora incerto. Il gas TTF va in controtendenza, cedendo l'-1,6% a 41,1 euro.

Sul fronte obbligazionario, lo spread BTP-Bund scende a 69 punti base, mentre il BTP Italia Sì ha raccolto complessivamente 5,36 miliardi al termine della seconda giornata di collocamento. L'euro si mantiene sopra 1,16 dollari.

In Asia, il Nikkei ha chiuso a 69.902,25 punti (+0,72%) e il Topix a 4.013,23 punti (+0,55%), entrambi sostenuti dall'ottimismo sulla Fed e dal miglioramento del clima geopolitico.

La riunione di stasera è il vero banco di prova: le attese puntano su un Warsh più accomodante, complice il possibile rallentamento dell'inflazione legato all'accordo USA-Iran. Un segnale in quella direzione darebbe carburante alle banche che a Piazza Affari hanno già dimostrato oggi di essere il comparto più reattivo al sentiment sulla politica monetaria americana.

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