I numeri di Micron Technology hanno spostato il sentiment dei mercati globali in una sola notte. Con un utile per azione rettificato di 25,11 dollari — contro le attese di 20,86 dollari di Wall Street — e un fatturato balzato del 346% su base annua a 41,5 miliardi di dollari, il produttore di memorie ha confermato che la domanda legata all'intelligenza artificiale si traduce in utili concreti. Il 25 giugno il titolo vola del 12%, trascinando l'intero comparto tecnologico e riportando positività su Wall Street, in Europa e a Tokyo.
Conti da record: l'AI paga in fondo al bilancio
Pubblicati dopo la chiusura del 24 giugno, i risultati di Micron hanno battuto le stime su ogni metrica. Il fatturato da 41,5 miliardi di dollari ha superato di gran lunga le attese di 35,9 miliardi, con i due segmenti legati ai data center a 25 miliardi di dollari — il 61% del totale — e una crescita del 415% su base annua. Il margine lordo rettificato si è attestato all'85%, il margine operativo all'81%: entrambi valori record.
L'utile per azione è passato da 1,91 dollari di un anno fa a 25,11 dollari, una crescita superiore al 1.200% su base annua. La liquidità aziendale è raddoppiata in tre mesi: da 14 a 26 miliardi di dollari in cassa, con 18 miliardi di free cash flow generati nel trimestre.
Dan Ives, analista di Wedbush Securities, ha osservato che «il pilastro tecnologico Micron mostra i muscoli con il suo eccellente rapporto sugli utili». Vey-Sern Ling, amministratore delegato di Union Bancaire Privee, ha aggiunto che i risultati «hanno implicazioni positive per l'industria globale delle memorie» e che gli accordi a lungo termine con i clienti dei data center forniranno agli investitori «maggiore fiducia nella sostenibilità di tali livelli di utili nel tempo».
L'onda lunga: Asia, Europa e Piazza Affari
L'effetto si è propagato rapidamente. In Corea del Sud SK Hynix è salita fino al 12%, Samsung ha guadagnato il 6,5%. A Tokyo, Advantest ha avanzato del 12% e Tokyo Electron dell'8,2%. In Europa il rimbalzo dei semiconduttori si è materializzato soprattutto attraverso STMicroelectronics, che ha guadagnato il 4,4% a Piazza Affari, la performance migliore del listino principale.

Le borse europee hanno mantenuto il segno positivo dopo l'avvio di Wall Street. Francoforte ha guidato il gruppo con +1%, seguita da Londra e Amsterdam a +0,8%, Parigi a +0,6%, Madrid a +0,4% e Milano a +0,2%. Lo spread BTP-Bund è rimasto stabile attorno a 72 punti base, l'euro sostanzialmente piatto a 1,135 contro il dollaro.
A Piazza Affari, accanto a STM, hanno guadagnato Prysmian (+2,4%), Campari (+1,9%) ed Enel (+1,7%). Sul versante opposto, qualche vendita sulle banche — BPER –0,8%, Intesa –1% — e pressione sull'energia con Eni a –2,7%. La giornata più difficile è toccata al settore difesa-spazio: Leonardo ha ceduto il 3% e Avio il 4,9%, scivolando a 28,9 euro.
Macro: petrolio in caduta, dividendi bancari USA e target S&P 500
Sul mercato delle materie prime il petrolio Brent ha accelerato al ribasso nel corso della sessione europea, scendendo sotto i 70 dollari al barile. Il gas naturale ha ceduto circa un punto percentuale a 40 euro al megawattora. Sotto pressione anche i metalli preziosi: l'oro è sceso sotto i 4.000 dollari l'oncia, l'argento sotto i 60 dollari.
Dalle banche statunitensi sono arrivate intanto notizie che rafforzano il quadro positivo. JPMorgan Chase ha portato il dividendo trimestrale da 1,50 a 1,65 dollari per azione e autorizzato un riacquisto di azioni da 50 miliardi di dollari a partire dal 1° luglio. Goldman Sachs ha alzato il dividendo da 4,50 a 5 dollari, Citigroup da 60 a 67 centesimi, Wells Fargo da 45 a 50 centesimi e Morgan Stanley da 1 a 1,15 dollari. Il passo comune segue il superamento degli stress test della Federal Reserve.
JP Morgan ha contestualmente rivisto al rialzo il proprio target di fine anno per l'S&P 500 a 7.800 punti, circa 200 punti sopra la previsione precedente — un rialzo implicito del 6% dai prezzi della vigilia, quello che gli analisti della banca definiscono uno scenario di «blue sky» per le azioni americane.
I conti di Micron mettono in evidenza una doppia beat insolita per distanza: l'EPS ha superato le stime del 20,3% (25,11 contro 20,86 dollari) e il fatturato del 15,6% (41,5 contro 35,9 miliardi). Quando entrambe le metriche fondamentali battono il consenso per queste distanze, la reazione del mercato tende a incorporare non solo il trimestre chiuso ma le aspettative future. Il segnale più rilevante per chi segue il settore delle memorie sono proprio gli accordi a lungo termine con i clienti dei data center: per Ling di Union Bancaire Privee, questi contratti rappresentano «il fattore chiave che può guidare molteplici rivalutazioni» per i titoli del comparto. La tenuta di quei margini — oggi all'81% operativo — sarà il vero banco di prova nelle trimestrali a venire.






