Il primo semestre 2026 di Leonardo ha superato le attese del mercato e spinto il management a rivedere al rialzo tutti i target annuali, consolidando il momento d’oro del settore defence europeo. I ricavi a 10,003 miliardi di euro (contro una stima di 9,85 miliardi) e la guidance più generosa su ordini, margini e cassa sono i nuovi riferimenti per il titolo, che beneficia di un portafoglio ordini in grado di assicurare oltre due anni di produzione garantita.
Ordini a 16,3 miliardi e backlog a quota 59
Il flusso di nuovi contratti ha raggiunto 16,259 miliardi di euro nel semestre, +44,6% rispetto agli 11,243 miliardi dello stesso periodo 2025. L’acquisizione di Idv (1,6 miliardi, consolidata dal 18 marzo) ha contribuito per circa 0,655 miliardi; al netto di questa, la crescita organica resta comunque a un robusto +38,8% (15,604 miliardi).
Il portafoglio ordini sale a 58,581 miliardi (+30,1% anno su anno), pari a 2,6 anni di ricavi garantiti con un rapporto ordini/ricavi di 1,6x. Isoperimetro (escluso Idv) il backlog è di 52,643 miliardi (+16,9%).
Nel secondo trimestre i ricavi hanno toccato 5,555 miliardi, accelerando rispetto ai 4,760 miliardi del Q2 2025.
Redditività e utile adjusted: l’accelerazione che piace al mercato
Il miglioramento non è solo volumetrico. L’Ebita semestrale balza a 780 milioni (+34,3% rispetto ai 581 milioni del 2025) e il margine operativo (Ros) sale dal 6,5% al 7,8%, con un secondo trimestre già al 9,0%. A trainare è l’Elettronica per la difesa, che segna un Ebita di 557 milioni (+31,1%) e un Ros del 12,3%, seguita dall’Aeronautica che quasi raddoppia l’Ebita (+96,4% a 108 milioni) grazie al recupero delle aerostrutture.
L’utile netto adjusted arriva a 476 milioni (+74,4%), traducendosi in un utile per azione adjusted di 0,733 euro (+82,3% rispetto a 0,402 euro). Il dato reported scende a 456 milioni (-15,9%), ma il confronto sconta la plusvalenza del 2025 per la cessione del business Underwater Armaments & Systems a Fincantieri, pari a 283 milioni secondo il comunicato diffuso da ANSA.[^1]

Guidance 2026 rivista al rialzo: i numeri che contano per la valutazione
Il consiglio ha alzato i target dopo la performance del secondo trimestre. Ecco i nuovi obiettivi, confrontati con la guidance precedente:
| Voce | Nuova guidance | Guidance precedente |
|---|---|---|
| Ordini | 28,2 miliardi | 26,2 miliardi |
| Ebita | 2,21 miliardi | 2,15 miliardi |
| Ricavi | 22,1 miliardi (confermato) | 22,1 miliardi |
| Free cash flow operativo | 1,37 miliardi | 1,32 miliardi |
| Indebitamento netto | 2,2 miliardi | 2,3 miliardi |
«È su queste basi che abbiamo rivisto al rialzo la Guidance 2026, individuando nuovi target a livello di ordini, generazione di cassa e Ebita, con un Ros al 10%», ha dichiarato l’AD Lorenzo Mariani.
Il free cash flow del semestre resta negativo per 249 milioni, ma in netto miglioramento rispetto ai -408 milioni del 2025 (-39%). L’indebitamento netto sale a 3,248 miliardi (+49,5%), interamente spiegato dall’esborso di 1,6 miliardi per Idv.
M&A, rating e il profilo di rischio: le variabili monitorate dagli investitori
Sul fronte della strategia, Mariani ha ribadito l’intenzione di consolidare la traiettoria «anche attraverso ulteriori operazioni di M&A e ampliando le partnership strategiche». Tra le mosse già realizzate: il memorandum con Indra per la cyber defence, un term loan Esg linked da 600 milioni e il rinnovo del programma Emtn da 4 miliardi.
Sul rating, Moody’s ad aprile ha alzato il giudizio a Baa2 (da Baa3) con outlook positivo, mentre S&P ha portato l’outlook da stabile a positivo confermando Bbb. Il contributo atteso da Idv per nove mesi (1,2 miliardi di ordini, 1,1 miliardi di ricavi, 120 milioni di Ebita e 220 milioni di cassa) aiuta a spiegare la riduzione del debito atteso a fine anno, ora visto a 2,2 miliardi nonostante l’acquisizione annunciata di Raft da parte di Leonardo Drs (450 milioni di dollari, closing atteso nel quarto trimestre).
La combinazione di crescita organica a doppia cifra, integrazione delle acquisizioni e un contesto geopolitico che spinge la spesa per la difesa fissa l’attenzione degli operatori sul profilo di cassa: il passaggio dai 249 milioni assorbiti nel semestre agli 1,37 miliardi di free cash flow attesi per l’intero esercizio resta il nodo operativo del secondo semestre.






