Lavoro, disoccupazione sale al 5,7%: balzo dei contratti a termine (+3,7%)

Il mercato del lavoro italiano a giugno ha vissuto una seduta a due velocità. Gli occupati restano stabili a 24 milioni 310mila, ma la disoccupazione accelera di 0,4 punti portandosi al 5,7%, mentre gli inattivi calano di 103mila unità: segnale che molte persone sono tornate a cercare un impiego. A trainare la dinamica è il lavoro a termine, con un’impennata di 91mila contratti in trenta giorni (+3,7%), a fronte di un arretramento di contratti stabili e lavoro autonomo.

Disoccupazione in rialzo: i giovani pagano il conto più salato

A giugno le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 97mila unità su base mensile, pari a un balzo del 7,2%, spingendo il tasso di disoccupazione generale al 5,7%. L’incidenza più severa si registra tra i 15 e i 24 anni, con un tasso del 18,4% (+1,5 punti).

L’Istat segnala che l’aumento dei disoccupati coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età. Tra i 50 e i 64 anni il tasso di disoccupazione è del 3,4%, in crescita di 0,2 punti rispetto a giugno 2025. I numeri assoluti mostrano una forbice generazionale molto ampia: gli occupati over 50 sono 10,4 milioni (il 43% dell’occupazione complessiva), oltre dieci volte gli under 25, fermi a 1 milione. Su base annua il quadro resta più favorevole: rispetto a giugno 2025 gli occupati salgono di 131mila unità (+0,5%) e i disoccupati totali scendono di 54mila.

Contratti: vola il termine, frenano indeterminati e autonomi

La stabilità complessiva degli occupati (tasso di occupazione fermo al 62,9%) nasconde uno spostamento verso forme contrattuali più flessibili. I dipendenti a termine hanno raggiunto 2 milioni 542mila unità, con un incremento di 91mila posizioni in un mese (+3,7%). Al contrario, i contratti a tempo indeterminato sono scesi di 46mila unità a 16 milioni 491mila e i lavoratori autonomi hanno perso 44mila posizioni, fermandosi a 5 milioni 277mila.

Mercato del lavoro italiano a due velocità tra contratti a termine in aumento e occupazione stabile, skyline distretto affari
Il mercato del lavoro italiano mostra una dinamica a due velocità: balzo dei contratti a termine e disoccupazione in risalita al 5,7%.

Il saldo netto tra le tre componenti è vicino allo zero (+91mila −46mila −44mila = +1mila), ma la composizione cambia sensibilmente: la tenuta del numero di occupati poggia su impieghi a scadenza, mentre arretrano le posizioni stabili e indipendenti. L’aumento dei disoccupati risulta quindi ancora più netto se si considera che una parte dell’occupazione è sostenuta da contratti di breve durata.

Il paradosso della stabilità: più precari, meno posti fissi

I dati di giugno disegnano un mercato in cui la quantità di lavoro tiene, ma la qualità si deteriora. Il calo degli inattivi (−103mila unità, tasso di inattività al 33,2%) indica che più persone sono entrate nella forza lavoro, gonfiando le file di chi cerca occupazione senza trovarla subito. Quando l’assunzione arriva, avviene quasi esclusivamente con contratti a termine: considerando i 2.542.000 dipendenti a termine sul totale di 24.310.000 occupati, la quota di lavoratori precari sale a circa il 10,5% dell’occupazione complessiva.

La combinazione di disoccupazione giovanile al 18,4% e precariato in crescita del 3,7% mensile segnala un assorbimento dell’offerta di lavoro che privilegia la flessibilità sulla stabilità. La tenuta dell’occupazione over 50 e la contrazione dell’occupazione stabile giovanile lasciano il peso dell’incertezza sulle fasce più giovani e sui contratti a scadenza.

Il quadro di giugno mostra un mercato che redistribuisce i rischi: l’occupazione non cala, ma lo fa appoggiandosi a contratti più fragili, mentre la disoccupazione risale per il rientro di forze che fino al mese prima erano inattive. Il tasso di disoccupazione giovanile al 18,4% resta il dato più critico della seduta.

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