Kering vola a Parigi (+10,7%), Gucci frena il calo e accende il rimbalzo

Kering ha chiuso la seduta del 29 luglio 2026 con un balzo del 10,7% a 277,3 euro ad azione, segnando il miglior rialzo giornaliero degli ultimi trimestri. A innescare il rally sono stati i conti del primo semestre, pubblicati lunedì 27 luglio, che hanno mostrato una contrazione di Gucci molto meno marcata del previsto e un deciso miglioramento sequenziale dei ricavi del gruppo. Il mercato, che scontava un ulteriore deterioramento della maison fiorentina, ha riprezzato il titolo premiando le prime evidenze del turnaround firmato dall'amministratore delegato Luca De Meo.

I numeri che hanno spiazzato le attese

Nel secondo trimestre 2026 il fatturato di Kering ha raggiunto 3.652 milioni di euro, in crescita dell'1% a dati correnti e del 2% a parità di perimetro. Un dato che segna l'inversione rispetto al calo registrato nei primi tre mesi dell'anno e che ha sorpreso gli analisti soprattutto per la performance di Gucci, il marchio che da solo contribuisce a circa metà degli utili del gruppo.

Le vendite comparabili di Gucci sono scese del 2% nel periodo aprile-giugno, contro un calo del 3,3% atteso dal consensus. Rispetto al primo trimestre, la maison ha registrato un'accelerazione sequenziale di 7 punti percentuali nelle vendite dei negozi a gestione diretta, con un miglioramento diffuso a tutte le aree geografiche e trainato dal Nord America.

Titolo Kering in forte rimbalzo, grafico azionario in rialzo sullo skyline del distretto del lusso parigino, mercati finanziari luxury
Il titolo Kering vola a Parigi dopo i conti del primo semestre, con Gucci che mostra i primi segni del turnaround.

Il gruppo ha confermato la disciplina sui costi: il margine operativo ricorrente è salito al 12,8% nei sei mesi, in miglioramento di 40 punti base rispetto allo stesso periodo del 2025. L'utile operativo ricorrente semestrale si è attestato a 921 milioni di euro, mentre l'utile netto è sceso del 60% a 189 milioni, appesantito da componenti straordinarie.

La sterzata sul debito e la strategia De Meo

A rafforzare il sentiment degli investitori ha contribuito il dato sull'indebitamento netto, sceso a 3,3 miliardi di euro al 30 giugno 2026, con un calo di 4,7 miliardi rispetto agli 8,0 miliardi di fine 2025. La riduzione è stata trainata in buona parte dalla cessione di Kering Beauté a L'Oréal, completata il 31 marzo 2026, che ha immesso liquidità per 4,0 miliardi di euro. Anche al netto di questa operazione straordinaria e dei proventi immobiliari, il flusso di cassa operativo resta solido a 1,8 miliardi di euro.

Il ribilanciamento della struttura finanziaria si inserisce nel piano di riorganizzazione varato da De Meo, che include la chiusura di 84 negozi netti nel primo semestre (su un totale di 100 previsti per l'intero 2026) e un riassetto della catena di fornitura. Gli analisti di Capital Markets hanno parlato di una «prima stabilizzazione» del gruppo sotto la nuova gestione, con margini superiori alle attese. Da Jefferies sottolineano che il risultato operativo ha battuto le stime del 6% grazie all'efficacia dei tagli.

Il recupero non è ancora omogeneo: Balenciaga ha vissuto un trimestre complesso per via della riorganizzazione creativa, e la Cina continentale resta un mercato difficile. Ma il tonfo contenuto di Gucci e il rimbalzo dei ricavi complessivi sono bastati a far scattare gli acquisti su un titolo che aveva accumulato forti perdite nei mesi precedenti.

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