Inwit in vendita dopo ricorso Fastweb: broker puntano su accordo

Le azioni Inwit sono state bersagliate da vendite nella seduta del 15 luglio 2026, collocandosi tra i peggiori titoli di Piazza Affari. A innescare la pressione è stato il rigetto, da parte del Tribunale di Milano, del ricorso cautelare con cui la società chiedeva di sospendere gli effetti della disdetta del Master Service Agreement (Msa) da parte di Fastweb. La bocciatura, che segue di due giorni un analogo provvedimento sul fronte TIM, ha spinto diversi broker a ritenere sempre più concreta la strada di un accordo transattivo stragiudiziale.

La seduta nera di Inwit: cosa ha pesato sul titolo

L’ordinanza del Tribunale ha respinto il ricorso per assenza del fumus boni iuris: i giudici hanno ritenuto scarsa, a prima vista, la probabilità che la domanda di Inwit fosse fondata. Il mercato ha reagito con vendite consistenti, che hanno fatto di Inwit il fanalino di coda del listino.

Gli analisti di Equita (giudizio Hold, target price a 7 euro) spiegano che l’elemento decisivo della reazione è un passaggio dell’ordinanza: «qualsiasi trasferimento di partecipazioni societarie potrebbe configurare un cambio di controllo rilevante ai fini della durata del contratto». Il nodo della contesa riguarda proprio il cambio di controllo su Inwit. Fastweb lo considera già avvenuto nel 2020, dopo una riorganizzazione interna delle quote Vodafone; Inwit lo data invece al 2022, con la cessione della quota TIM ad Ardian.

Torri e antenne per telecomunicazioni con grafici finanziari in calo, infrastruttura di rete Inwit sotto pressione in Borsa
Le infrastrutture per le telecomunicazioni al centro della bufera di mercato dopo la bocciatura del ricorso Inwit e le attese per un accordo con Fastweb.

Perché i broker vedono l’accordo come soluzione migliore

Nonostante l’impatto immediato in Borsa, gli esperti sottolineano che il procedimento cautelare non entra nel merito della controversia. L’esito del giudizio di merito non è atteso prima del 2029. Per questo, secondo Intermonte (giudizio Neutral, target price a 7 euro) e la stessa Equita, gli effetti reali della sentenza restano limitati per la società.

Entrambi i broker convergono su un punto: «un accordo transattivo stragiudiziale sia la soluzione migliore per tutti». Un’intesa darebbe a Inwit visibilità sui ricavi ricorrenti e a TIM/Fastweb certezza sui costi, evitando anni di contenzioso dall’esito incerto. A spingere verso una soluzione negoziale concorrono anche fattori industriali e regolatori: la joint venture tra TIM e Fastweb per 6.000 nuovi siti attende ancora il via libera dell’Antitrust, mentre resta l’esigenza di accelerare gli investimenti in vista del rinnovo delle frequenze.

Il doppio rigetto cautelare (TIM e Fastweb) indebolisce la posizione negoziale di Inwit, ma proprio questa fragilità potrebbe accelerare il compromesso che il mercato, oggi, sembra scontare con le vendite.

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