Giacenza Media sul Conto Corrente: Cos’è, a cosa Serve e Come Calcolarla

La giacenza media sul C.C. fa parte delle misure adottate dal fisco per verificare i flussi di denaro che transitano sui cc dei contribuenti che richiedono il rilascio dell’ISEE l’indicatore della situazione economica, per poter usufruire delle agevolazioni previste dal governo a sostegno dei bassi redditi.

Onde poter individuare falsi poveri o i soliti furbetti che mirano a godere impropriamente delle agevolazioni previste per le famiglie svantaggiate, la giacenza media è uno strumento atto a verificare i movimenti bancari dell’intero anno, onde appurare se sul cc siano transitati flussi incoerenti con quanto dichiarato.

Tutti i contribuenti che hanno fatto domanda per l’ISEE devono attestare dati che individuano la propria posizione mobiliare, cioè il saldo e la giacenza media. La giacenza media costituisce la somma di denaro di cui un utente dispone nel periodo di un anno. Nell’ISEE tale valore va inserito nel modulo FC1 – Quadro C2 Patrimonio Mobiliare e nella prima sezione alla voce FC2 depositi e c.c. postali o bancari.

Qualora la giacenza media non superi i 5.000 €, oltre alle agevolazioni previste, il contribuente è esentato dal pagare gli oneri di bollo.

Come si calcola la giacenza media

Per calcolare la giacenza media dobbiamo procurarci tutti gli estratti conto che la banca ci invia nel corso dell’anno. Sia mensili che trimestrali, dobbiamo visionarli tutti per poter coprire l’arco dell’intero anno solare. Per ogni e.c. vanno calcolati i creditori totali (questa voce è indicata chiaramente sulla lista) e dividere il numero per 365; la cifra risultante è la giacenza media.

Può anche essere calcolato per trimestri facendone una media annua. Ad esempio calcoliamo che per i primi 120 giorni dell’anno abbiamo 10.000 €, per il secondo quadrimestre 5.000 € e per il terzo (+ 5 giorni) 15.000 €. Sommando le quote relative ai tre periodi otteniamo 30.000 €, che a questo punto dobbiamo dividere per 365 ottenendo così la cifra 82,19 che che va arrotondata per eccesso o per difetto. In questo caso lo faemo per difetto e otteniamo 82 €.

Nel caso di conto cointestato (tra i coniugi ad esempio), la giacenza media si calcola dividendo la giacenza media totale per il numero dei cointestatari. Tra due correntisti (marito e moglie) va diviso per 2. L’imposta di bollo sarà dovuta solo nel caso uno dei due cointestatari superi i 5.000 € di giacenza media.

La giacenza media va calcolata su tutti i depositi, anche minimi

Sono le stesse banche che nei periodi di dichiarazione dei redditi, producono tale rendicontazione a beneficio dei clienti che ne facciano richiesta. Sull’home banking c’è un’opzione apposita che stampa il documento in tempo reale. Qualora si fosse intestatari di più c.c. anche postali, lo stesso documento va prodotto per ogni c.c. o forma di deposito, incluse le carte di pagamento ricaricabili tipo postepay o paypal, nonché sui libretti di deposito bancari o postali. Per queste ultime il principio di calcolo è lo stesso e anche qui sui relativi siti, è possibile scaricare il documento in pdf.

Come vanno dichiarati nel quadro FC2

Alla prima sezione del quadro FC2 vanno indicati il saldo e la giacenza media, ma il contribuente deve inoltre dichiarare alla colonna tipo-rapporto, la categoria di rapporto finanziario posseduto, come segue:

  •  Codice 01: per c.c. postali o bancari;
  • Codice 03: nel caso di possesso di libretti bancario postali nominativi o al portatore, nonché titoli di stato liberi o vincolati;
  • Codice 09: in caso di depositi presso conto terzi. Questi possono essere intestati a clienti (detti individuali) o se in essi confluiscono somme provenienti da operazioni di diverse persone come cedole, diritti, o recupero di titoli di credito smarriti (detti globali).

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