Garibaldi sulle alture di Sant’Angelo a Capua – G. Induno

Datata 1861, la tela, realizzata ad un anno dalla vittoriosa campagna garibaldina nel sud d’Italia, appartiene all’ampia serie di dipinti dedicati da Gerolamo Induno all’esaltante epopea del condottiero, ripercorsa dall’artista, attento cronista dei fatti contemporanei, in numerosissime versioni, oscillanti tra lo scrupoloso resoconto bellico-cronachistico e la commossa rievocazione eroica.

Garibaldi è qui ritratto in atteggiamento assorto, con lo sguardo rivolto verso un orizzonte ampio e aperto ai suoi piedi, privo di precisi riferimenti ambientali, non fosse per il nome della località, tracciata su una roccia, che ambienta la scarna ma suggestiva scena sulle alture di Sant’Angelo, vicino a Capua; fu questa zona, tratteggiata con un respiro che sottintende all’epica grandezza della vicenda garibaldina, teatro di una delle vittorie più grandi e clamorose di Garibaldi, riportata sulle rive di quel Volturno che placidamente attraversa la piatta ed estesa pianura sullo sfondo. Il predominio del dato paesaggistico e l’atteggiamento spontaneo e tuttaltro che ufficiale, tuttavia di grande carisma, dell’eroe ritratto in un momento di intima riflessione ma ugualmente solenne nell’atteggiamento disinvolto e sicuro, distanziano la rappresentazione dal genere storico in senso stretto, riducendo tanto gli aspetti documentari della pittura militare quanto quelli celebrativi, consapevolmente rinnegati dall’artista anche grazie all’utilizzo di un formato ridotto.

Induno dosava dunque con circospezione e aderenza alla realtà ogni elemento compositivo, preoccupato dai facili eccessi retorici a cui il soggetto si prestava, senza rinunciare tuttavia ad un afflato epico nell’interpretazione più strettamente stilistica: l’immagine è caratterizzata da una pittura veloce e fluida, che abbozza frettolosamente gli elementi secondari, sia il paesaggio, ottenuto con impasti leggeri e placide pennellate dalle tonalità omogenee, sia le due figure maschili in divisa, cui accenna senza soffermarsi sui singoli particolari; un’impostazione volutamente approssimativa che si fa via via più precisa nella descrizione dell’eroe, che risalta al centro della composizione anche grazie alla scelta di una resa pittorica densa e un cromatismo acceso e brillantissimo, sapientemente declinato con le analoghe tonalità rosate del suggestivo tramonto autunnale che evidenziano la sagoma del condottiero esaltandone la nettezza dei contorni.

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