Il petrolio chiude in forte ribasso la sessione del 2 ottobre 2026 dopo l'annuncio del G7 sul rilascio coordinato di 100 milioni di barili dalle scorte strategiche. Il Wti scivola a 89,64 dollari al barile (-3,48%), il Brent perde la soglia psicologica dei 100 dollari e chiude a 99,70 (-2,55%). Il mercato aveva già anticipato la mossa a metà giornata a Londra, quando il Wti statunitense segnava un -5%. La domanda che resta aperta non riguarda i prezzi di oggi: è se l'Europa — che a settembre importava dagli Stati Uniti il 41% del suo gasolio, secondo Vortexa — abbia ottenuto una tregua o solo una pausa.
La seduta: sono i futures sul diesel a guidare il ribasso
A registrare il movimento più violento sono i prodotti raffinati, non il greggio. I futures sul gasolio hanno perso oltre il 4%, sia nelle contrattazioni europee sia su quelle americane: è sul diesel che si concentra l'emergenza, e l'annuncio di un "rilascio sostanziale" nei primi 20 giorni ha spinto i trader a prezzare più prodotto disponibile nel brevissimo termine. Il greggio si è mosso a rimorchio, con il Wti che ha limato la perdita dal -5% infragiornaliero a un -3,48% in chiusura.
Emmanuel Macron ha rivendicato il timing: "i mercati hanno già cominciato a ridurre dall'annuncio di questa riunione".
I numeri della seduta
| Benchmark | Chiusura | Variazione |
|---|---|---|
| Wti (New York) | 89,64 $/barile | -3,48% |
| Brent | 99,70 $/barile | -2,55% |
| Futures diesel (Ue e Usa) | — | oltre -4% |
| Premio diesel/greggio | ~69 $/barile | da ~77 $ di giovedì |
Il differenziale tra gasolio e greggio — il termometro più diretto della tensione sul raffinato — è sceso dai quasi 77 dollari al barile di giovedì 1 ottobre a circa 69: un calo di oltre il 10% in una sola sessione. Il segnale è che il mercato non prezza una scarsità di greggio, ma una strozzatura sul prodotto raffinato.
Il calcolo: quanto pesano davvero 100 milioni di barili
I 100 milioni di barili distribuiti su quattro mesi equivalgono a circa 25 milioni al mese, ovvero poco meno di 830.000 barili al giorno. Per dare la misura, il consumo globale di gasolio oscilla tra 28 e 30 milioni di barili al giorno: l'intero pacchetto equivale a poco più di tre giorni di domanda mondiale di diesel. Non è una cifra che risolve lo squilibrio tra domanda e capacità di raffinazione, ma è sufficiente a spostare il sentiment delle quotazioni — e i mercati lo hanno prezzato in una sola seduta.

L'Europa resta il punto debole della catena
La quota di diesel che l'Europa importa dagli Stati Uniti è passata dal 21% del 2025 al 45% tra aprile e maggio 2026, superando il 50% ad agosto. A settembre è ridiscesa al 41%: un'inversione parziale, che però non riduce l'esposizione complessiva del continente. Le scorte strategiche Ue ammontano a 39 milioni di tonnellate di gasolio e 10,4 milioni di tonnellate di benzina; Berlino e Parigi da sole detengono circa il 35% delle riserve europee di gasolio. È su questo asse che si è giocata la partita negoziale con Washington.
Il ribasso dei futures non arriva subito alla pompa
Per il consumatore, la catena di trasmissione è più lunga di quanto suggeriscano le quotazioni. Il gasolio alla pompa in Europa viaggia intorno a 2,24 euro al litro, un livello record, contro circa 1,50 euro un anno prima. Il calo dei futures non si trasferisce immediatamente alle stazioni di servizio: contano i tempi di consegna, le scorte commerciali e i margini distributivi. Negli Stati Uniti il diesel valeva 6,37 dollari al gallone al momento dell'accordo, dopo il picco di 6,53 dollari toccato il 22 settembre.
Andy Lipow, presidente di Lipow Oil Associates, sintetizza il limite della mossa: i 100 milioni di barili "potrebbero ridurre temporaneamente il prezzo del diesel di 25 centesimi al gallone, ma fanno poco per aumentare la capacità di raffinazione".
Cosa resta nelle scorte e le discrepanze tra fonti
Secondo l'Aie resta disponibile l'80% delle riserve globali, dopo il 20% già mobilizzato. Il quadro cambia se si legge insieme all'impegno di marzo: l'agenzia aveva allora concordato l'immissione di 400 milioni di barili, di cui due terzi erano già arrivati agli acquirenti. Notizie Geopolitiche sottolinea che i 100 milioni annunciati venerdì non sono barili nuovi, ma completano quelli già promessi in primavera — un dettaglio che pesa sulle aspettative di offerta aggiuntiva.
Sulla quantificazione, le testate divergono: FIRSTonline e ANSA scrivono "almeno 100 milioni di barili", mentre RAI News e Notizie Geopolitiche parlano di "fino a 100 milioni di barili". Per un mercato che prezza quantità attese, la differenza tra un limite minimo e un tetto massimo non è neutra. Il vero esame, per chi opera sul raffinato, resta un altro: la capacità di trasformare il greggio in gasolio nei tempi che il mercato si aspetta.
Fonti
- Firstonline.info
- Repubblica.it
- Quotidiano.net
- Ansa.it
- Ilmessaggero.it
- Repubblica.it
- Rainews.it
- Notiziegeopolitiche.net
- Teleborsa.it
- Teleborsa.it






