Il Ftse Mib chiude la seduta a 50.237 punti, in calo del 2,21%: nessuna delle principali Borse europee ha fatto peggio. La giornata si è giocata tutta sul canale dei tassi — petrolio sopra i 100 dollari, rendimenti obbligazionari in rialzo, timori sull'inflazione — e a Piazza Affari il conto l'hanno pagato soprattutto le banche, che hanno lasciato sul terreno quasi il doppio dell'indice.
Le Borse europee: Milano a -2,21%, Francoforte limita a -1,03%
Le vendite hanno travolto l'intera Europa, con intensità diverse. Londra ha perso l'1,68%, Parigi l'1,62% e Francoforte è scesa meno, dell'1,03%.
| Piazza | Variazione di chiusura |
|---|---|
| Milano | -2,21% |
| Londra | -1,68% |
| Parigi | -1,62% |
| Francoforte | -1,03% |
Tra Milano e Francoforte il divario di seduta è di 1,18 punti percentuali (2,21 meno 1,03): un gap che riflette la diversa composizione dei due listini, con Piazza Affari più esposta ai titoli finanziari.
Banche italiane in fondo al listino
Il comparto bancario è il vero epicentro delle vendite: Mediolanum -4,3%, Mediobanca -4,2%, Unicredit -4%, Intesa Sanpaolo -4%, Mps -3,7%, Banco Bpm -3,6%. Rapportate all'indice, queste variazioni valgono quasi il doppio del -2,21% del Ftse Mib. Pesanti anche Poste Italiane -3,2%, Unipol -2,8% e Generali -2%, nel giorno del via libera all'integrazione di Alleanza in Generali Italia.

In controtendenza una manciata di titoli: Fincantieri +2,7%, Stm +0,7%, Prysmian +0,7%, con Eni e Technoprobe in marginale rialzo. Fuori dal paniere principale Danieli recupera mezzo punto percentuale, riavvicinando i 50 euro per azione, dopo aver perso il 25% nell'ultimo mese.
Petrolio sopra 100 dollari e rendimenti sotto pressione
Il Brent ha scavalcato di nuovo i 100 dollari al barile, il Wti ha avvicinato i 93 dollari, il gas naturale europeo è tornato a 74 euro per megawattora. Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Btp decennale supera il 4,7% e lo spread Btp-Bund viaggia verso i 120 punti base, il massimo da un anno e mezzo secondo FIRSTonline, in ulteriore allargamento rispetto ai 112 punti base di cui avevamo dato conto nella stessa giornata. Il T-Bond decennale americano ha superato il 5,3%, mentre l'Oat francese sfiora il 5% con un differenziale verso il Bund tedesco di 140 punti base. Da questi numeri si ricava un Bund implicito intorno al 3,5% (4,7% meno 1,20 punti di spread).
Sul valutario il dollaro si è rinforzato sull'euro, con il cambio a 1,124. Oro a 4.160 dollari l'oncia, argento a difesa dei 60 dollari, Bitcoin intorno agli 84.000 dollari.
Wall Street limita i danni, Lumentum +10%
Oltreoceano Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq viaggiano in territorio negativo, ma con perdite più contenute rispetto ai listini europei. I tecnologici sono in ordine sparso: Micron -1,4% dopo i conti pubblicati ieri, Sandisk -0,5%, Nvidia +1%, Apple -1,5% in prese di beneficio dopo il rally della vigilia, SpaceX -0,1%. In netta controtendenza Lumentum +10%, sostenuta dalle conferme sul ciclo AI e optical networking.
Per chi guarda il listino italiano, la variabile decisiva resta una sola: il rendimento del Btp decennale oltre il 4,7% è il costo che il Paese paga per finanziarsi, e le banche sono il canale attraverso cui quel rialzo arriva direttamente al Ftse Mib. Finché lo spread si muove verso i 120 punti base, il mercato azionario italiano parte ogni mattina con un handicap che gli altri listini europei non hanno.






