Il Ftse Mib chiude a 52.512 punti con un rialzo dell'1,36% e si prende la maglia rosa tra le grandi Borse europee, sostenuto dal calo del petrolio e dal rimbalzo di Wall Street. La seduta però racconta anche una seconda storia, opposta a quella dell'indice: Avio, il titolo più comprato della mattinata, ha ridotto il guadagno dal +7% dell'avvio al +3,9% della campanella, mentre gli energetici hanno chiuso in rosso proprio nel giorno del tonfo del greggio.
Il Ftse Mib chiude a 52.512 punti: Milano è la maglia rosa d'Europa
Piazza Affari termina la seduta dell'11 settembre 2026 con l'indice principale a 52.512 punti, in progresso dell'1,36%. È la performance migliore tra le grandi piazze del continente, davanti a Parigi (+1%), Francoforte (+0,8%) e Londra (+0,6%), rilevate però a metà seduta. Il calcolo a ritroso sui dati di chiusura — 52.512 diviso 1,0136 — indica che l'indice è partito da circa 51.807 punti.
Il sostegno è arrivato da oltreoceano. Wall Street ha aperto in territorio positivo con Nasdaq e S&P 500 in avanzamento di circa l'1%, e il buonumore ha retto per l'intera sessione europea. A metà giornata Milano era data a +1,2%: la chiusura ha aggiunto quasi due decimi. Hanno contribuito anche i numeri sull'inflazione americana, giudicati sostanzialmente in linea con le attese degli operatori.
Avio frena dal +7% al +3,9%: la classifica dei titoli
Avio è stato il titolo più comprato della giornata, ma il suo percorso non è stato lineare. Nella prima parte della seduta il gruppo aerospaziale correva del 7% a 30,2 euro, dopo il calo del giorno precedente; nel pomeriggio la variazione era scesa al +5,5%, per chiudere a +3,9%. Il quadro di fondo resta quello della semestrale che ha riportato il gruppo all'utile e delle conferme sull'ingresso di Advent nel capitale.
| Titolo | Variazione di chiusura |
|---|---|
| Avio | +3,9% |
| Prysmian | +2,9% |
| Inwit | +2,7% |
| Stellantis | +2,7% |
| Intesa Sanpaolo | +2,55% |
| Moncler | +2,5% |
| Mps | +2,5% |
| Mediobanca | +2,4% |
| Poste Italiane | +1,9% |
| Tim | +1,8% |
| Lottomatica | -0,6% |
| Eni | -0,2% |
| Saipem | -1,2% |
Il comparto bancario ha fatto la parte del leone: Intesa Sanpaolo a +2,55%, Monte dei Paschi a +2,5% e Mediobanca a +2,4%, il giorno dopo il via libera dell'assemblea all'aumento di capitale di Intesa per l'Opas su Siena. L'offerta tratta leggermente a sconto, circa lo 0,7%, rispetto ai valori di Borsa del Monte: ai prezzi correnti il mercato attribuisce a Mps un valore un po' più alto di quello implicito nei termini dell'operazione. Poste Italiane (+1,9%) e Tim (+1,8%) si sono mosse nell'ultimo giorno utile per aderire all'Opas, prima della riapertura dei termini.
Petrolio in calo del 3,5%: Saipem ed Eni in controtendenza
Il greggio ha guidato l'umore dei listini. Il Wti perde il 3,5% e scivola a 98,9 dollari al barile, il Brent arretra del 3% a 104,4 dollari. Il calcolo sui due valori è immediato: un Wti a 98,9 dollari con un ribasso del 3,5% implica un prezzo di partenza intorno ai 102,5 dollari (98,9 ÷ 0,965). Ad Amsterdam il gas Ttf cede il 3% a 79,5 euro/MWh.

Sul listino milanese, però, il movimento del petrolio ha prodotto l'effetto opposto sulle compagnie energetiche. Saipem ha chiuso a -1,2% ed Eni a -0,2%, tra le poche variazioni negative del paniere principale. Lottomatica ha lasciato sul terreno lo 0,6% dopo la corsa dei giorni precedenti. Fuori dal Ftse Mib si segnalano lo scatto di Bff (+6%) e il tonfo di Moltiply (-7%).
Inflazione Usa e Fed: Btp al 4,36%, Treasury al 4,93%
Il quadro macroamericano ha inciso sui rendimenti. A agosto i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti del 3,4% su base annua e dello 0,4% su base mensile, in linea con le attese; il dato core mensile, pari allo 0,3%, ha superato di un decimo le previsioni. Per il mercato la stretta della Fed da 25 punti base nella riunione della prossima settimana è data quasi per certa, attorno al 90% secondo il Cme Fedwatch.
David Rees, economista di Schroders Plc, legge così il momento: la Fed è in ritardo rispetto all'andamento dell'economia e può scegliere tra un rialzo dei tassi la prossima settimana con un aumento controllato dei costi di indebitamento a breve termine, oppure l'inazione con il rischio di un incremento incontrollato dei costi a lungo termine.
Sul fronte obbligazionario i rendimenti hanno ripiegato. Il Treasury decennale cede 3 punti base al 4,93%, il Btp decennale un punto base al 4,36%, con lo spread tra Btp e Bund in leggero calo a 86,5 punti base. L'euro si ferma a 1,1604 dollari, sostanzialmente stabile rispetto alla vigilia.
Cosa dicono i numeri di questa seduta
Il punto meno ovvio della giornata sta in una divergenza interna al listino. Il Ftse Mib sale dell'1,36% grazie a un fattore esterno — il ribasso del greggio, che allenta le pressioni sui prezzi e sostiene i bond — e a un fattore altrettanto esterno, il rimbalzo di Wall Street. Dentro i confini di Piazza Affari, i titoli direttamente legati al petrolio sono però gli unici a chiudere in rosso: Saipem a -1,2%, Eni a -0,2%. Un calo del 3,5% del Wti, quindi, non si traduce in un rialzo degli energetici, ma nella loro correzione.
Per chi segue le operazioni in corso, c'è un secondo dato da pesare: l'Opas di Intesa su Mps tratta a sconto dello 0,7% sui valori di Borsa del Monte. Lo scarto quantifica quanto il mercato stia prezzando Mps al di sopra dei termini dello scambio, in un giorno in cui il titolo senese ha comunque guadagnato il 2,5%.
La maglia rosa di Milano poggia insomma su due leve esterne, non su una rotazione interna al listino. Il titolo più comprato della mattinata ha perso quasi metà del guadagno prima di sera, gli energetici hanno chiuso in controtendenza e il resto dell'indice ha seguito il prezzo del greggio e l'umore di Wall Street più che una propria dinamica.






