Piazza Affari ha chiuso la seduta del 20 luglio in moderato rialzo, con il Ftse Mib a +0,33%, in controtendenza rispetto al resto d’Europa dove i listini hanno ceduto terreno. A trainare il listino milanese è stato il comparto bancario, con UniCredit sotto i riflettori dopo l’annuncio del maxi-finanziamento da 1,8 miliardi di euro concesso da Cassa Depositi e Prestiti per sostenere le imprese italiane.
L’operazione, comunicata in mattinata, ha rafforzato la percezione del gruppo guidato da Andrea Orcel come partner di riferimento per l’economia reale. In una giornata appesantita dalle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz e dal caro-energia, il titolo UniCredit ha beneficiato di acquisti selettivi, confermando la sua centralità nel paniere principale.
Le due tranche obbligazionarie e i vincoli stringenti
L’intervento di CDP si articola in due prestiti obbligazionari senior preferred unsecured, sottoscritti integralmente dalla Cassa: una prima tranche da 800 milioni e una seconda da 1 miliardo di euro. UniCredit utilizzerà queste risorse per erogare nuovi finanziamenti a PMI e Mid-Cap italiane, con importo massimo per singolo prestito di 20 milioni di euro e durata non inferiore a 24 mesi.
Tre vincoli d’uso rendono l’operazione particolarmente orientata al territorio e alla sostenibilità:
- Almeno il 51% delle risorse è destinato a PMI operanti sull’intero territorio nazionale.
- Almeno il 51% dei fondi andrà a imprese con sede legale o operativa in una delle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia).
- Almeno il 10% della seconda emissione obbligazionaria finanzierà progetti di Green Buildings, cioè interventi per la riduzione dei consumi energetici o l’aumento dell’efficienza di edifici pubblici, commerciali, residenziali e ricreativi. Tradotto in cifre, significa circa 100 milioni di euro destinati all’efficientamento energetico immobiliare.
Il peso specifico dell’operazione nel quadro del credito
L’annuncio arriva in un contesto di credito selettivo e costo del denaro ancora elevato, in una fase in cui il costo dell’energia e le tensioni mediorientali continuano a condizionare la propensione all’investimento delle imprese. In questo scenario, la disponibilità immediata di nuova finanza agevolata rappresenta un’ancora per il tessuto produttivo, specie al Sud.
Dal 2022 la partnership CDP-UniCredit ha già mobilitato oltre 1,5 miliardi di euro a favore di più di 3.400 imprese italiane. I nuovi 1,8 miliardi portano il plafond complessivo della collaborazione ben oltre i 3 miliardi cumulati, rafforzando un canale di finanziamento che punta a colmare il gap di accesso al credito delle realtà più piccole e delle aree economicamente più fragili.

"Con questa operazione Cassa Depositi e Prestiti conferma il proprio impegno al fianco delle imprese italiane con l’obiettivo di facilitarne l’accesso al credito", ha dichiarato Andrea Nuzzi, direttore Business di CDP, sottolineando anche la componente green: "Una porzione del finanziamento intende promuovere lo sviluppo di progetti di Green Buildings e di modelli orientati all’efficienza energetica".
Da parte di UniCredit, Remo Taricani, deputy head of Italy, ha ribadito che "le PMI e le Mid-Cap sono un elemento fondamentale del sistema produttivo italiano e ricoprono un ruolo centrale nel nostro piano UniCredit Unlimited", aggiungendo che l’operazione "rafforza ulteriormente la nostra capacità di supportare le imprese nei loro percorsi di sviluppo".
Una seduta selettiva per il comparto bancario
L’andamento odierno del Ftse Mib riflette la duplice anima del mercato: da un lato la cautela legata al quadro macro e geopolitico, dall’altro la ricerca di esposizione su titoli bancari solidi, sostenuti da operazioni di sistema. Il finanziamento CDP, pur non avendo un impatto immediato sui conti trimestrali, segnala la capacità di UniCredit di attrarre risorse pubbliche per convogliarle verso l’economia reale, un elemento che storicamente il mercato prezza in termini di minor rischio percepito sul portafoglio crediti.
Il focus sull’efficienza energetica immobiliare allinea inoltre la banca ai criteri ESG sempre più richiesti dagli investitori istituzionali, in una fase in cui i rating di sostenibilità influenzano la composizione dei portafogli.
Il titolo UniCredit, che nelle scorse settimane aveva mostrato una buona tenuta tecnica in area 79 euro stando ad analisi circolate tra gli operatori, oggi ha catalizzato l’attenzione in un Ftse Mib dove a prevalere sono state proprio le banche, mentre i settori più esposti al costo dell’energia hanno arretrato.
L’operazione CDP-UniCredit chiude la giornata come una delle notizie corporate più rilevanti per la piazza milanese. Il vero test sarà il tiraggio effettivo dei prestiti alle imprese nei prossimi mesi, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la domanda di credito resta elevata ma incontra ostacoli strutturali che nemmeno tre miliardi di plafond possono risolvere da soli.






