Francobolli Italiani Rari: Ecco quali sono Quelli più Introvabili

Filatelia che passione! Nata dopo l’emissione del primo francobollo mondiale, il famoso Penny Black – creato in Gran Bretagna nel 1840 – la filatelia appassiona da oltre un secolo e mezzo persone che si ritrovano in tutto il mondo per eventi, scambi, aste e collezionismo.

Questo mondo variegato ha visto l’esistenza di francobolli-moneta, quelli acquistabili solo con valuta pregiata (una sterlina o una dracma d’oro ad esempio), gli anaglifici – cioè quelli che creano un’illusione tridimensionale- e gli olografici, quelli portoghesi dei cinque sensi (da leccare, odorare, sfregare, vedere ecc); quelli magnetici, quelli laccati o quelli con materiali incorporati: sembra impossibile, ma in un francobollo sono riusciti a inglobare polveri, frammenti di meteorite, minuscole gemme, tessuti, frammenti di legno o ceramica etc.

Francobolli Italiani Rari

Anche in Italia la rarità deriva dal fatto che determinati francobolli sono ‘speciali’ rispetto alla grande massa di affrancature che viaggiano ogni giorno per il mondo. Questa rarità può essere voluta o frutto di un caso fortuito, determinando, soprattutto nella seconda ipotesi, l’esistenza di oggetti ricercatissimi la cui rarità viene abbinata anche a un valore economico esorbitante.

Antichi

A volte i francobolli sono speciali semplicemente perchè sono molto antichi. In questo caso i francobolli più rari sono quelli legati alla nascita delle comunicazioni postali, quando l’Italia non era ancora unita: i primi francobolli vennero emessi dal Regno Lombardo-Veneto nel 1850 e sono noti come la serie dell’Aquila Bicipite,in quanto parte dello stemma austriaco di cui Lombardia e Veneto erano parte: l’Aquila Bicipite è una rarità molto cercata, ma anche la serie del 1851 di quattro francobolli chiamati ‘Testa di Mercurio’, per il soggetto raffigurato, può raggiungere valori astronomici.

Oltre all’Austria, il Regno di Sardegna (3 francobolli del 1854), il Governo Provvisorio Toscano – che succedeva al Granducato di Toscana che stampava francobolli già dal 1851 – con la serie di 7 francobolli del 1860 a stemma sabaudo. A metà ‘800, Stato Pontificio, Ducato di Parma e Ducato di Modena emettono a loro volta le prime serie di propri francobolli: nel 1852 lo Stato Pontificio propone 11 pezzi in baiocchi, Parma stampa un francobollo da 80 cent (1858); Modena infine emette una serie di 5 francobolli, oggi rari, da 15 centesimi. Napoli e le Due Sicilie stampano nel 1858, dopo l’insediamento garibaldino, una serie di 7 francobolli Trinacria.

Errori di Stampa

Sempre in tema di rarità (e prezzo) vale ricordare che il francobollo italiano più raro infatti è l’introvabile “Error of Colour” Sicilia del 1859, considerato uno tra i dieci francobolli più rari del mondo intero (stampato in blu invece che in arancione). Al secondo posto troviamo il “3 Lire di Toscana Faruk”, recapitato in Egitto, di cui si conosce l’esistenza di soli due esemplari su busta, seguito dal rarissimo “Trinacria” emesso nel 1860 dal Regno delle Due Sicilie. Meno raro, anche se di valore comunque astronomico, il famoso Gronchi Rosa, del 1961, che aveva i contorni del Perù stampati sbagliati.

Francobolli Italiani Rari

Francobolli Italiani Rari

Creati Rari

Oltre ai famosi (e carissimi…) esempi citati di francobolli rari per antichità o per errori di stampa, possono essere considerati rare anche tutte quelle creazioni che nascono già, per progetto, diverse dall’ordinario mezzo di affrancatura. Vediamo alcune idee viste in Italia. Nel 1956, in occasione dell’ammissione dell’Italia nell’ONU, venne emessa una serie di due francobolli (uno rosa, l’altro verdastro) stampati con procedimento 3D, esaminabili con occhiali bicolori, rosso e azzurro (serie 806/7). Nel 2001 e 2004 in omaggio all’industria tessile italiana furono stampati nell’ordine un francobollo di stoffa (serie 2615; industria serica) e un merletto con roselline (serie 2740). Nel 2005 venne invece emesso dalle Poste Italiane un francobollo definito “multimediale” (serie 2802), per via dell’ologramma contenuto: celebrava l’esplorazione di Marte.

Nel 2007 fu la volta di francobolli di legno di betulla, autoadesivi, per la Basilica di S.Vincenzo di Galliano a Cantù (serie 2947); nel 2010 quello magnetico (3150, Federazione dei prodotti d’acciaio italiani) e nel 2011 e ’12 fotocromatici (serie 19/11; Natale con renne, si illumina al buio sotto i raggi UV e serie 1541, il suonatore di flauto col naso fosforescente). Quindi negli anni 2005, 2006 e 2012 uscirono francobolli con ologramma e l’uso di stampa termografica e rappresentano rispettivamente il bicentenario della nascita di Hans Christian Andersen (BF 59), la Marine Life-Sea Shells (BF68) e il 60° anniversario del regno di Elisabetta di Inghilterra.

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