Il titolo Crédit Agricole ha chiuso la seduta del 31 luglio 2026 con un rialzo di circa il 3,5% alla Borsa di Parigi, spinto da risultati trimestrali superiori alle stime degli analisti e da un messaggio inequivocabile sul risiko bancario italiano: con il 29,3% di Banco Bpm, i francesi rivendicano un potere di veto su qualsiasi operazione straordinaria. Il gruppo ha messo a segno un utile netto trimestrale di 2,78 miliardi di euro (+7,8% rispetto al secondo trimestre 2025), con l’utile di pertinenza degli azionisti a 2,05 miliardi, che ha superato il consensus di 1,9 miliardi sullo stesso indicatore di pertinenza. I ricavi hanno raggiunto 10,88 miliardi di euro, con una crescita del 12,9% che ha sorpreso anche le stime più ottimiste.
Conti sopra le attese: margine operativo in crescita del 25,8%
La trimestrale ha mostrato un’accelerazione marcata su diverse linee di business. Il margine operativo lordo è salito del 25,8%, trainato dalla performance del retail banking e dalla forte crescita del margine di interesse netto delle banche regionali francesi, aumentato del 38%. La società quotata Crédit Agricole Sa ha registrato un fatturato di 7,36 miliardi di euro (+7,7%), superando le attese del mercato.
Sul semestre, l’utile netto di gruppo ha toccato 4,875 miliardi di euro, in crescita del 6,8% — o del 14,5% escludendo l’effetto della plusvalenza straordinaria legata al deconsolidamento di Amundi Us registrata nel 2025. I coefficienti patrimoniali restano solidi: il Cet1 si attesta al 17,2% per il gruppo e all’11,3% per Crédit Agricole Sa.
Le spese operative sono aumentate del 4,6% a 3,87 miliardi — l’unico elemento meno brillante della trimestrale, ma contenuto in un quadro di forte crescita dei ricavi.
L’Italia cresce: utile a 1,053 miliardi nel semestre
Il mercato italiano si conferma il secondo mercato domestico del gruppo dopo la Francia. Nei primi sei mesi del 2026 Crédit Agricole ha registrato in Italia un utile netto di 1,053 miliardi di euro (878 milioni di pertinenza del gruppo), con ricavi in crescita del 5% e un risultato della gestione operativa a 1,541 miliardi (+7,8%). Il rapporto cost/income è sceso al 42,9%.
La sola Crédit Agricole Italia ha archiviato il semestre con un utile netto consolidato di 478 milioni di euro (+2,1%), ricavi superiori a 1,6 miliardi (+3,5%) e commissioni in crescita del 6,9% grazie ai servizi di investimento. Le masse complessive hanno raggiunto 448 miliardi di euro, a servizio di oltre 6 milioni di clienti.

Il messaggio sul risiko: «Nulla si può fare senza di noi»
A catalizzare l’attenzione degli investitori, oltre ai numeri, è stata la presa di posizione dei vertici sul futuro di Banco Bpm. Il vice amministratore delegato Jérôme Grivet ha usato parole che non lasciano spazio a interpretazioni: «Con il 29,3% di Bpm, siamo indispensabili. Nulla può essere fatto contro di noi o senza di noi».
L’amministratore delegato Olivier Gavalda ha chiarito che il gruppo «non ha ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm» e ha aggiunto che «in questa fase, è molto difficile immaginare come una combinazione tra Mps e Bpm possa creare valore per gli azionisti» di Piazza Meda.
Lo scenario preferito dai francesi è un altro. Clotilde L’Angevin, deputy general manager del gruppo, lo ha indicato esplicitamente: «Uno degli scenari che preferiremmo sarebbe una fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, perché ci consentirebbe di creare valore e rafforzare la nostra presenza nel Paese». La manager ha anche precisato che al momento Crédit Agricole non ha ancora chiesto alla Bce l’autorizzazione per assumere il controllo di Banco Bpm, quota che oggi sfiora il 30%.
Il messaggio di Parigi ridisegna i rapporti di forza nella partita che vede Mps e Banco Bpm esplorare un’aggregazione alternativa all’Ops lanciata da Intesa Sanpaolo su Siena. Con quattro rappresentanti nel consiglio di amministrazione di Piazza Meda, Crédit Agricole ha gli strumenti per incidere su tempi e condizioni di ogni operazione.
Analisi: il peso dell’Italia nei conti e nella strategia
I numeri del semestre offrono una chiave di lettura sulle priorità strategiche del gruppo. L’utile netto generato in Italia (1,053 miliardi) rappresenta circa il 21,6% dei 4,875 miliardi di utile semestrale complessivo: una quota che spiega perché i vertici francesi considerino irrinunciabile il controllo sulle mosse future di Banco Bpm. La crescita dei ricavi italiani (+5%) è stata più contenuta rispetto al dato di gruppo (+12,9% nel solo secondo trimestre), ma il rapporto cost/income al 42,9% segnala un’efficienza operativa superiore alla media.
La reazione del titolo a Parigi (+3,5%) indica che il mercato ha apprezzato sia la solidità dei conti sia la chiarezza sulla strategia italiana. Resta aperta la domanda su quale delle due opzioni — fusione a tre con Mps o integrazione diretta Crédit Agricole Italia-Banco Bpm — possa concretizzarsi, ma il punto fermo è che senza il via libera del primo azionista nessuna strada è percorribile.
Fonti
- I paletti di Agricole su Banco Bpm
- Crédit Agricole vola con i conti sopra le attese
- Ilsole24ore.com
- Ansa.it
- Ilsole24ore.com
- I paletti di Agricole su Banco Bpm (amp)






