Costituzione Italiana: Storia e Principali Articoli

La storia di ogni repubblica che si rispetti ha come base fondamentale la costituzione. La fonte principale di diritto della Repubblica Italiana ha una storia di molti anni ed ha delle basi fondamentali ed imprescindibili. Tutti noi appena pensiamo alla costituzione subito alla mente ci arriva il famoso primo articolo che dice: L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, e non solo perché abbiamo delle reminiscenze scolastiche, ma sappiamo bene che quella frase è alla base della nostra dignità di persone.

Cenni storici della costituzione italiana

L’inizio della costituzione avviene nel 1955, nonostante fosse da anni che si tentavano leggi costituzionali o simili senza la sua vera e propria attuazione. Per far si che le leggi che erano contenute al suo interno fossero rispettate nacque nel 1958 anche l’ordine dei magistrati per far si che ci sia un’ente preposto al controllo dei diritti ed al loro importante rispetto. La costituzione nasce per sancire delle regole in differenti campi come lavoro, famiglia e religione, con l’obbiettivo di rendere a tutti i propri diritti ma anche i doveri.

Naturalmente con il passare degli anni si sono rese necessarie delle revisioni, basti pensare che non è sempre rimasto tutto come sessant’anni fa, sono cambiati gli stili di vita, i mezzi a disposizione e molto altro. Il governo in collaborazione con gli enti preposti come la magistratura si prendono l’incarico di revisionare, dunque guardare con cognizione di causa quali siano le parti della costituzione che risultano obsolete, e cambiare le leggi che la compongono sempre con il fine per la quale è nata di sancire diritti e doveri dei cittadini italiani.

Nel 2001 vennero modificati ben nove articoli, ma on fu l’unica revisione perché tra il 2005 ed il 2008 venne revisionata la parte riguardante la costituzione del governo e nel 2012 si introdusse il pareggio di bilancio. Possiamo però con certezza dire che i pilastri principali come i diritti all’istruzione, al lavoro e al professare la propria religione restano tra le leggi definite intoccabili, perché sono le basi sulla quale si fonda una repubblica democratica. Nel 2016 sotto il governo Renzi si era pensata una revisione quasi radicale per quanto riguarda la parte che regolamenta il bicameralismo paritario, ma si risolse tutto con un nulla di fatto perché tramite referendum questo cambiamento venne bocciato.

Gli articoli principali sulla quale si basa la costituzione italiana

Ci sono alcune leggi che tutti dovremmo conoscere a menadito, perché sono alla base dei diritti di ogni cittadino. Primo non solo per ordine di legislatura ma anche come fondamento per una vita dignitosa è il diritto al lavoro, infatti il primo articolo della costituzione italiana recita: ” L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Sacrosante parole, anche perché mai come in questo periodo il lavoro è il fondamento della famiglia. Ma abbiamo già detto che i temi toccati sono anche il diritto a professare la propria religione che viene sancito negli articoli 7 ed 8 della costituzione italiana. recita che tutti hanno diritto di professare la propria fede, non solo nei luoghi di culto ma ovunque, fermo restando che questo non vada a ledere il buon costume e la sensibilità altrui. Sono leggi anch’esse molto attuali visti i problemi che si creano con l’integrazione e con il non rispetto dei culti che esiste in questo periodo storico.

Gli articoli dal 29 al 31 invece sanciscono la famiglia quale fondamento del bene sociale. In questi articoli vengono sanciti i diritti dei coniugi e dei loro figli, anche se con il cambiare delle abitudini familiari degli ultimi anni il rispetto di queste leggi diventa spesso più difficoltoso. In ultimo ma non per importanza meritano cenno le leggi che regolamentano il diritto alla salute e la gestione delle possibili guerre. La salute è sancita quale fondamentale diritto dell’individuo e della collettività. cosi recita l’articolo 32.  E l’articolo 11 dichiara che l’Italia ripudia la guerra come strumento di distruzione ed offesa della libertà dei popoli.  Anche se la dichiarano obsoleta contiene tutti i diritti fondamentali per rendere serena e dignitosa la vita di tutti i cittadini italiani.

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