Commerzbank ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto record di 1,8 miliardi di euro e ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 1,2 miliardi. I conti, resi noti il 6 agosto, mostrano ricavi in crescita del 7% e un CET1 al 14,4%, mentre il confronto con Unicredit entra nella fase più delicata. Per gli azionisti si profila una remunerazione complessiva di circa 3,2 miliardi di euro nell’intero esercizio, tra dividendi e buyback.
I numeri del semestre: utile operativo in crescita, redditività al massimo storico
Il risultato operativo semestrale ha raggiunto 2,725 miliardi di euro, in aumento del 13,8% rispetto ai 2,396 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il rendimento netto del capitale tangibile (Net RoTE) è salito al 12,6%, dall’8,5% di un anno fa, toccando un nuovo livello record per l’istituto.
Nel solo secondo trimestre l’utile netto è stato di 898 milioni di euro, quasi il doppio (+94,2%) dei 462 milioni del Q2 2025, con un risultato operativo trimestrale di 1,367 miliardi (+16,9%).
| Indicatore | Primo semestre 2026 | Primo semestre 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Risultato operativo | 2,725 mld € | 2,396 mld € | +13,8% |
| Ricavi totali | 6,518 mld € | 6,092 mld € | +7% |
| Commissioni nette | 2,178 mld € | 2,015 mld € | +8,1% |
| Margine di interesse | 4,106 mld € | 4,133 mld € | stabile |
| Costi operativi | 3,449 mld € | – | <2% |
| Rapporto costi/ricavi | 52,9% | 55,8% | migliorato |
| Net RoTE | 12,6% | 8,5% | nuovo massimo |
I ricavi sono stati trainati dalla crescita delle commissioni nette (+8,1% a 2,178 miliardi), sostenute dal business titoli, dai servizi finanziari e dalle attività con la clientela. Il margine di interesse ha retto a 4,106 miliardi nonostante il calo dei tassi, soprattutto in Polonia, mentre i costi sono saliti di meno del 2%, portando il rapporto costi/ricavi al 52,9% (50,1% al netto dei contributi obbligatori).
Sul fronte patrimoniale, il CET1 si attesta al 14,4% e il rapporto delle esposizioni deteriorate (Npe ratio) resta stabile all’1,1%.

Buyback e dividendo: 3,2 miliardi pronti a tornare agli azionisti
Il nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 1,2 miliardi di euro ha già ottenuto il via libera della Banca centrale europea e attende solo l’approvazione dell’Agenzia finanziaria tedesca. Per l’intero 2026, Commerzbank punta a restituire agli azionisti il 100% dell’utile netto disponibile, al netto delle cedole sugli strumenti Additional Tier 1 e delle componenti straordinarie.
Sulla base dell’obiettivo di un utile netto annuale di almeno 3,4 miliardi di euro, la distribuzione complessiva stimata è di circa 3,2 miliardi di euro, tra dividendi e buyback. La componente dividendo è destinata a salire ad almeno il 50% del totale. Considerando i numeri, il payout si attesta attorno al 94% dell’utile netto atteso: un segnale concreto per un mercato che guarda con attenzione alla politica di remunerazione delle banche europee.
Il fattore Unicredit: la Bce valuta, Orlopp richiama al dialogo
I risultati record si inseriscono nel vivo del confronto con Unicredit. Dopo il via libera della vigilanza tedesca Bafin alla possibilità per il gruppo italiano di superare il 30% del capitale, la decisione sull’eventuale acquisizione del controllo passa ora alla Bce, che dovrà completare la valutazione entro 60 giorni. Il mercato resta in attesa degli sviluppi.
L’amministratrice delegata Bettina Orlopp ha alzato il tono del confronto: «Anche se Unicredit dovesse detenere una maggioranza nella prossima assemblea generale, non può decidere unilateralmente su misure strutturali fondamentali». E ha aggiunto che «ciò crea una chiara responsabilità per entrambe le parti». Dopo mesi di difesa dell’indipendenza, il dossier si sposta sulle condizioni industriali di un’eventuale integrazione.
In questa cornice, i fondamentali in forte accelerazione e la remunerazione record offrono agli investitori un parametro per pesare il valore stand-alone della banca rispetto al premio che il mercato potrebbe incorporare in vista di una possibile aggregazione. La parola ora passa a Francoforte.






