Capitali d’Italia: la Storia di Torino, Fireze e Roma

Torino fu la prima capitale dell’Italia anche perchè molte sedi istituzionali, tra le quali vari ministeri, la sede del governo ed il re stesso si trovavano in questa città essendo già capitale del Regno di Sardegna nato nel 1713 a partire dal Trattato di Utrecht. Torino, quindi, come capitale del nuovo regno conobbe un periodo di grande splendore con la costruzione di sfarzosi palazzi molti dei quali progettati dal famoso maestro barocco Filippo Juvarra.

Fra questi vi sono Palazzo Madama, la Basilica di Superga, molte chiese e la casina di caccia di Stupinigi. Napoleone Bonaparte lasciò a Vittorio Amedeo III il trono del Regno ma l’incapacità del suo successore, Carlo Emanuele IV, causò la perdita dei territori sabaudi che vennero annessi direttamente alla Francia. Questo periodo determinò cambiamenti radicali sia da un punto di vista organizzativo sia per l’assetto politico e finanziario. Fu solo con il congresso di Vienna che Vittorio Emanuele I riuscì a tornare in possesso di Torino e del Piemonte. La grande madre di Dio fu voluta dal re proprio per testimoniare questo cambiamento.

Movimenti patriottici e Guerra d’Indipendenza

A Carlo Felice, ultimo discendente diretto dei Savoia, successo Carlo Alberto della dinastia Savoia-Carignano. Egli non aveva mai nascosto la sua anima patriottica a liberale tanto che, spinto dai movimenti che si andavano manifestando in quel delicato periodo, decise di dichiarare guerra all’Austria. Il suo regno finì con la sconfitta di Novara nel 1849. Vittorio Emanuele II salì al trono, e cominciò di fatto il Risorgimento Italiano.

L’abilità politica e diplomatica del Conte di Cavour, suo primo ministro, segnò un passo fondamentale verso l’Unità d’Italia riuscendo ad avere l’appoggio della Francia contro l’Austria degli Asburgo. La Seconda Guerra d’Indipendenza insieme alla spedizione dei Mille segnarono, infatti, il futuro dell’Italia. A Palazzo Carignano nel 1861 nacque il primo Parlamento Italiano, nel quale spiccavano nomi di patrioti come Verdi, Mazzini, Garibaldi e Manzoni. Torino rimase Capitale del Regno d’Italia dal 1861 al 1864.

Firenze capitale del Regno d’Italia in attesa dell’annessione di Roma

La decisione di trasferire la capitale da Torino a Firenze non fu priva di risvolti drammatici per la popolazione, abituata da secoli al ruolo centrale della città e che all’improvviso vedeva trasferire tutto l’apparato amministrativo altrove, causando anche numerosi problemi di natura economica. L’imminente guerra con l’Austria, però, rese necessario proteggere il centro politico ed amministrativo di un Regno ancora fragile, spostandolo da Torino, troppo vicina ai confini nemici, ad una città più centrale. Firenze fu capitale per un breve periodo, dal 1864 al 1871, durante il quale il re Vittorio Emanuele II alloggiò presso Palazzo Pitti.

Roma Capitale d'Italia

Roma Capitale d’Italia

Il Senato fu ospitato presso gli Uffizi, la Camera dei Deputati a Palazzo Vecchio e la Presidenza del Consiglio a Palazzo Medici. Già dal 1861, però, molti furono i tentativi da parte del re e di Cavour nei confronti del Papa affinchè lasciasse il suo potere temporale. L’annessione di Roma al Regno sembrava quindi impossibile fino a quando, il 20 settembre 1870, i bersaglieri comandati da Cadorna entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, relegando Pio IX nel solo territorio Vaticano. Roma fu annessa al Regno d’Italia ed il 3 febbraio 1871 divenne Capitale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale

Nel corso della seconda guerra mondiale l’Italia ebbe altre due Capitali per brevi periodi. La prima fu Brindisi, dal 1943 al 1944 quando, dopo l’armistizio firmato tra gli anglo-americani e l’Italia, la città offrì protezione ai Savoia e Vittorio Emanuele III, insieme a Badoglio, vi si rifugiò. Salerno, invece, fu capitale d’Italia solo da febbraio ad agosto 1944 quando, in attesa della liberazione di Roma, i governi di passaggio si stabilirono li.

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