Brent sfonda 98 dollari (+5%), il greggio galoppa su Hormuz e Mar Rosso

Il Brent ha toccato quota 98,77 dollari al barile nella seduta del 23 luglio 2026, con un balzo del 5% che riporta il greggio a un passo dalla soglia psicologica dei 100 dollari. Il WTI segue a ruota a 90,71 dollari (+4,4%), mentre il gas naturale TTF di Amsterdam va in controtendenza, cedendo l'1,5% a 61,58 euro al megawattora. A spingere le quotazioni è l'escalation simultanea su due snodi cruciali del commercio energetico: lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb.

Goldman Sachs: scenario a 120 dollari se Hormuz resta bloccato

Gli analisti di Goldman Sachs, guidati da Daan Struyven, hanno aggiornato le stime delineando uno scenario severo che porta il Brent fino a 120 dollari al barile entro il quarto trimestre 2026, qualora il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi. Si tratterebbe di un livello vicino al massimo di 126,4 dollari toccato durante la fase più acuta del conflitto USA-Iran della scorsa primavera.

Lo scenario centrale della banca d'affari resta più contenuto: 80 dollari al barile per il Q4 2026 e 75 dollari nel 2027, ipotizzando una de-escalation graduale. L'elemento di vulnerabilità, segnalano gli analisti, è la combinazione tra scorte globali relativamente contenute e il rischio di interruzioni simultanee sullo Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, e sul Bab el-Mandeb, snodo essenziale per le esportazioni verso l'Europa attraverso il Canale di Suez.

Barili di petrolio e grafico del greggio in forte rialzo con skyline finanziario sullo sfondo, quotazioni del petrolio in salita verso i 100 dollari
Il Brent sfonda i 98 dollari con un balzo del 5% e punta dritto verso la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, spinto dall'escalation su due snodi chiave del commercio energetico mondiale.

La pressione ribassista, sul fronte opposto, potrebbe arrivare dal rallentamento della domanda cinese.

Effetto immediato sui carburanti in Italia

La fiammata del greggio si sta già trasferendo ai prezzi alla pompa. I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riportano la benzina self service a 1,957 euro al litro (da 1,949 euro) e il gasolio a 2,141 euro (da 2,124 euro). Sulla rete autostradale i rincari sono più marcati: benzina self a 2,048 euro e diesel a 2,213 euro al litro.

I numeri della seduta

IndicePrezzoVariazione
Brent98,77 USD/barile+5,0%
WTI90,71 USD/barile+4,4%
TTF Gas Amsterdam61,58 EUR/MWh-1,5%

Il Brent in apertura aveva già raggiunto 96,49 dollari, massimo da oltre sei settimane. Il WTI si era spinto fino a 88,42 dollari in mattinata, per poi accelerare ulteriormente.

Considerando i 98,77 dollari attuali e lo scenario centrale Goldman Sachs a 80 dollari per fine anno, il mercato sta prezzando un premio geopolitico di circa 18 dollari rispetto a un quadro di normalizzazione. È la misura concreta, in questa seduta, di quanto il rischio Hormuz pesi sulle quotazioni.

Fonti

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