Borse europee in rosso, Milano -0,6%: spread Btp-Bund fino a 112

Le Borse europee chiudono il 1° ottobre in ribasso, ma il dato che pesa più della chiusura è la volatilità della seduta. Piazza Affari termina a -0,6%, dopo essere scivolata fino a -1,4% nel primo pomeriggio: quasi un punto percentuale recuperato. Lo spread Btp-Bund tocca un massimo di 112 punti base e il rendimento del decennale italiano sale al 4,7%, prima di rientrare a 105 e 4,58%. A premere sui listini sono il Brent sopra i 100 dollari e i rendimenti obbligazionari ai massimi da anni. Le banche guidano i ribassi milanesi; i titoli tech tengono sulla scia dei conti di Micron.

Come hanno chiuso le Borse europee: Milano -0,6%, Londra -1,1%

Le principali piazze europee hanno chiuso tutte in rosso, ma lontane dai minimi di giornata. Milano ha terminato a -0,6%, Londra a -1,1%, Parigi a -0,7% e Francoforte a -0,2%. Nel primo pomeriggio le perdite erano circa il doppio. Il recupero non è bastato a riportare alcun indice in territorio positivo.

PiazzaVariazione di chiusura
Milano (Ftse Mib)-0,6%
Londra-1,1%
Parigi-0,7%
Francoforte-0,2%

Nel primo pomeriggio il quadro era decisamente più pesante: Piazza Affari cedeva l'1,48% (dopo un'apertura a -1,15%), Londra l'1,71%, Parigi l'1,37%, Francoforte l'1,24% e Madrid l'1,59%. Wall Street, intanto, si è mossa in direzione opposta: i future sul Nasdaq erano positivi, sostenuti dai conti di Micron.

Spread Btp-Bund: dal massimo di 112 punti al rientro a 105

Il differenziale tra il decennale italiano e il Bund tedesco ha vissuto una seduta in due fasi opposte. In mattinata lo spread si è allargato fino a 112 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 4,7%; nel pomeriggio il movimento si è invertito, con il differenziale rientrato a 105 punti e il rendimento del BTP al 4,58%, in calo di tre punti base dopo essere salito di quasi dieci.

Le diverse rilevazioni delle agenzie fotografano la stessa giornata con valori leggermente diversi. ANSA segnala un allargamento fino a 112 punti base con il BTP al 4,7%, FIRSTonline indica un picco a 109 punti con il decennale al 4,71%. Le differenze riflettono i diversi momenti di rilevazione in una seduta molto volatile, non versioni contrastanti dei fatti.

Sul fronte obbligazionario globale la pressione è stata ampia: il Treasury decennale americano è risalito al 5,28%, dopo aver toccato in mattinata livelli che non si vedevano dal 2002, e i Gilt britannici hanno aggiornato i massimi dal 1998, con le scadenze più lunghe oltre la soglia del 6%.

Piazza Affari: banche in rosso, tech e Fincantieri in controtendenza

A Milano sono i titoli finanziari a guidare le vendite. Poste Italiane arretra del 2,5%, Banco Bpm del 2,1%, Mediobanca del 2%, Bper dell'1,7% e Mediolanum dell'1,6%. Le perdite sono state più ampie nel primo pomeriggio (Poste -2,92%, Banco Bpm -2,7%) e si sono ridotte con il recupero dell'indice.

Borse europee in calo, Milano in rosso con lo spread in ampliamento
Grafico dei prezzi di borsa con linee rosse e verdi che indicano le fluttuazioni di mercato. Foto di Rafael Minguet Delgado su Pexels

In controtendenza il comparto industriale e tecnologico. Fincantieri guadagna il 3,9%, Prysmian l'1,8% e Campari l'1,8%. Stm sale dello 0,56%, sostenuta come il resto del comparto dei microchip dalle indicazioni di Micron Technology, il principale produttore statunitense di chip di memoria, che ha diffuso previsioni ottimistiche confermando una domanda legata all'intelligenza artificiale ancora robusta. Technoprobe ha messo a segno il terzo giorno consecutivo di rialzo.

La distanza tra i due estremi della seduta milanese è netta: tra il +3,9% di Fincantieri e il -2,5% di Poste ci sono 6,4 punti percentuali di differenza in una sola giornata.

Petrolio, rendimenti e inflazione: il doppio motore della vendita

Due fattori spiegano la giornata negativa dei listini europei. Il primo è il petrolio: il Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile a 100,57 dollari (+2,5%), mentre il Wti sale dell'1,9% a 92,2 dollari. Il rialzo amplifica un movimento già in corso: a settembre il Brent ha guadagnato il 14,4% e il Wti il 12,8%.

Il secondo fattore è l'inflazione. A settembre i prezzi sono accelerati sopra le attese in tutte le principali economie dell'eurozona: Italia 4,2% (dal 3,3% di agosto), Spagna 5% (dal 4,6%), Francia 3,4% (dal 2,6%) e Germania 3,3% (dal 2,9%). Alla base ci sono soprattutto i prezzi dell'energia. Gli operatori hanno ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi BCE a ottobre, mentre quelle per un intervento della Fed sono scese al 37%, dal 71% di una settimana prima.

In Asia la musica è stata diversa: il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo del 3,30% a 68.956,72 punti, trainato proprio dai titoli legati ai semiconduttori e all'intelligenza artificiale.

Il percorso dello spread racconta più della chiusura. Dal picco di 112 punti base ai 105 finali, il differenziale ha perso 7 punti, mentre il rendimento del BTP è rientrato di 12 punti base (da 4,7% a 4,58%). Rispetto alla chiusura del 30 settembre, che il Sole 24 Ore indica a 102 punti base, il picco di giornata ha segnato un allargamento di 10 punti, quasi interamente riassorbito prima della campanella. Un rendimento del BTP al 4,58% vale cedole più alte per chi compra titoli di Stato oggi, ma prezzi in calo per chi li detiene già; lo spread a 105 punti, sopra quota 100 per la prima volta da maggio 2025, segnala che il premio di rischio richiesto sull'Italia resta più alto della media recente.

L'appuntamento decisivo è per venerdì, con la stima flash dell'inflazione dell'Eurozona attesa al 3,7%, ai massimi da circa tre anni. Il test vero, però, è già nei numeri di questa seduta: 112 punti di spread e BTP al 4,7% in mattinata, 105 e 4,58% nel pomeriggio. Milano ha dimostrato che sui prezzi deboli riemergono i compratori, ma il quadro macro — inflazione al 4,2% in Italia e petrolio sopra i 100 dollari — lascia poco spazio a un recupero rapido.

Fonti

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