Le Borse europee hanno chiuso in territorio negativo la seduta dell’8 luglio 2026, appesantite dal taglio delle stime di crescita per l’Eurozona contenuto nell’aggiornamento del World Economic Outlook pubblicato in mattinata dal Fondo Monetario Internazionale. Il Ftse Mib ha ceduto lo 0,95% a 52.455 punti, mentre gli indici continentali hanno risentito del combinato disposto tra la revisione al ribasso delle attese su Francia e Germania e le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente citate dallo stesso Fmi come freno all’economia globale.
Il movimento è maturato dopo che l’istituzione di Washington ha limato di 0,1 punti percentuali la previsione di crescita mondiale per il 2026, portandola al 3,0%, e ha rivisto al ribasso di 0,2 punti la stima per l’Eurozona, ora ferma a un modesto +0,9%. Un dato che ha colpito soprattutto i settori ciclici e industriali, già provati in una fase di debolezza della domanda interna europea.
L’Eurozona rallenta più del previsto: Germania e Francia tirano il freno
I numeri pubblicati oggi rivelano un’Europa a due velocità, con il blocco franco-tedesco in evidente sofferenza e la Spagna che continua a correre. La Germania è attesa crescere dello 0,7% nel 2026 e dell’1,0% nel 2027, con tagli rispettivamente di 0,1 e 0,2 punti rispetto alle proiezioni di aprile. La Francia subisce la sforbiciata più pesante: il Pil francese si fermerà al +0,6% quest’anno, 0,3 punti in meno rispetto a quanto previsto appena tre mesi fa, mentre per il 2027 la stima resta invariata al +0,9%.
La Spagna si conferma l’eccezione positiva: +2,1% nel 2026 e +1,8% nel 2027, entrambi dati invariati rispetto ad aprile e ben al di sopra della media dell’area. Un differenziale che sui mercati si è tradotto in una rotazione selettiva, con gli investitori che hanno premiato i titoli esposti all’economia iberica e penalizzato i listini più legati al ciclo manifatturiero tedesco.
| Paese | Crescita PIL 2026 | Crescita PIL 2027 | Revisione vs aprile 2026 |
|---|---|---|---|
| Germania | +0,7% | +1,0% | -0,1 punti |
| Francia | +0,6% | +0,9% | -0,3 punti |
| Italia | +0,5% | +0,5% | invariato |
| Spagna | +2,1% | +1,8% | invariato |
| Eurozona | +0,9% | +1,2% | -0,2 punti |
| USA | +2,3% | +2,2%* | invariato |
Lo scenario globale: l’IA compensa solo in parte il freno del Medio Oriente
Sul fronte globale, il Fmi ha descritto un quadro di crescita disomogenea. La limatura al 3,0% per il 2026 — spiega l’istituzione — «riflette gli effetti del conflitto in Medio Oriente, parzialmente compensati dall’accelerazione della domanda nel ciclo tecnologico globale, trainata dall’intelligenza artificiale». Una dinamica che si è già vista sui listini: il 7 luglio l’indice Stoxx europeo dei semiconduttori ha ceduto il 7,2%, con STMicroelectronics in calo dell’8,05%, segnalando che la spinta del tech non basta a controbilanciare le incertezze macro quando i multipli si allungano.

Per il 2027 il Fmi vede un’accelerazione al +3,4% (0,2 punti in più rispetto ad aprile), ma avverte che «i rischi alle prospettive sono più bilanciati che in aprile ma restano al ribasso». Tra le economie avanzate, gli Stati Uniti tengono: +2,3% nel 2026 (invariato) e +2,2% nel 2027 (rivisto al rialzo di 0,1 punti). Il Giappone sale a +1,0% nel 2026 (+0,2 punti rispetto ad aprile), mentre la Cina è attesa a +4,6% quest’anno e +4,1% nel 2027, entrambi in rialzo. L’India resta il Paese con la maggiore espansione: +6,4% nel 2026 e +6,7% nel 2027.
Italia inchiodata allo 0,5%: il nodo strutturale che preoccupa i mercati
Per l’Italia la conferma del +0,5% sia per il 2026 che per il 2027 suona come una sentenza di crescita piatta. Un dato che non sorprende chi segue le dinamiche del debito sovrano: con un rapporto debito/Pil ancora sopra il 135%, un’espansione nominale così contenuta lascia poco spazio alla riduzione del fardello fiscale. Sul secondario, lo spread Btp-Bund non ha mostrato scossoni nella seduta odierna, ma l’assenza di revisioni al rialzo per l’Italia — a differenza di quanto accaduto per Giappone, Cina e Stati Uniti — consolida il posizionamento del Paese come fanalino di coda tra le economie avanzate del G7.
Il confronto con la Spagna è impietoso: Madrid cresce a un ritmo quattro volte superiore a quello italiano nel 2026. Un differenziale che riflette strutture produttive e demografiche ormai divergenti, e che nelle prossime settimane potrebbe alimentare interrogativi sulla capacità dell’Italia di agganciare il rimbalzo atteso per l’Eurozona nel 2027.
L’aggiornamento odierno del World Economic Outlook non ha innescato vendite panico sui listini — il calo era già in corso nella seduta di ieri — ma ha confermato che il posizionamento degli investitori resta prudente. Con la stagione delle semestrali alle porte, l’attenzione si sposta ora sulla capacità delle imprese europee di difendere i margini in un contesto di crescita anemica.
*Nota: Il dato di crescita USA per il 2027 presenta una discrepanza tra le fonti. MarketScreener (Fonte 4, 5) riporta +2,1%, mentre Askanews (Fonte 6) indica +2,2%. Il testo recepisce il dato di Askanews, in linea con quanto dichiarato esplicitamente come stima FMI.






