Borse europee euforiche ad agosto: Milano +0,77%, Unipol e Prysmian guidano i rialzi

Le Borse del Vecchio Continente archiviano la prima seduta di agosto con incrementi tra lo 0,4% e lo 0,98%, spinte dal crollo delle quotazioni petrolifere e dalla riapertura del dialogo tra Stati Uniti e Iran. A Piazza Affari il Ftse Mib segna +0,77%, con i finanziari in evidenza e i titoli energetici in fondo al listino: il mercato prezza lo sgonfiamento del premio geopolitico sul greggio.

Petrolio in picchiata: Brent -7%, Wti sotto 80 dollari

L'annuncio di Donald Trump sull'avvio di nuovi colloqui con Teheran ha ridimensionato i timori di interruzioni lungo lo Stretto di Hormuz, provocando una brusca correzione delle materie prime energetiche. Il Brent cede oltre il 7% scendendo verso 83 dollari al barile, mentre il Wti perfora la soglia degli 80 dollari. In forte calo anche il gas naturale ad Amsterdam, arretrato intorno ai 56 euro per megawattora.

Sul fronte dell'offerta, l'Opec+ ha deciso il sesto aumento consecutivo della produzione, con ulteriori 188.000 barili al giorno da settembre. La combinazione tra distensione diplomatica e più greggio disponibile alleggerisce le pressioni inflazionistiche, ma penalizza le società del comparto energetico.

Piazza Affari: Unipol +4%, Prysmian +2,6% dopo l'acquisizione Atkore

La seduta milanese vede Unipol in apertura con un balzo superiore al 4%, seguita da Azimut e da Amplifon, ancora positiva dopo i conti. Prysmian avanza di circa il 2,6% dopo aver annunciato l'acquisto del gruppo statunitense Atkore per 95 dollari per azione, operazione che valuta la società americana circa 3,8 miliardi di dollari e rafforza l'esposizione del gruppo italiano alle infrastrutture elettriche e ai data center.

Borse europee in rialzo, grafici finanziari verdi e monete d'oro sullo skyline soleggiato del distretto degli affari
Le Borse europee archiviano in rialzo la prima seduta di agosto, tra calo del petrolio e speranze di pace.

Sul versante bancario, Mps resta sotto i riflettori dopo lo stop alle consultazioni con Banco Bpm e le posizioni espresse da Crédit Agricole. L'istituto senese ha ribadito l'intenzione di concentrarsi sul piano di crescita e sull'integrazione con Mediobanca, mentre indiscrezioni ipotizzano anche un'offerta su Banco Bpm. Il Tesoro sarebbe orientato a cedere entro settembre la quota residua del 4,9% ancora detenuta in Mps.

Energia in rosso, spread Btp-Bund a 78 punti

Il ribasso del greggio si riflette sui titoli energetici: Eni perde il 2,48% ed è la peggiore del listino principale, seguita da Italgas (-1,65%), Saipem (-1,53%) e Snam (-0,99%). Sul fronte societario, Shell ha deciso di cedere a TotalEnergies il proprio portafoglio europeo di energie rinnovabili onshore, asset che comprendono impianti in Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito per una capacità complessiva di circa 0,5 GW. La chiusura della transazione è attesa entro fine 2026.

Sull'obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund scende a 78 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,94%. L'euro resta stabile sul dollaro intorno a 1,153, mentre perde terreno contro lo yen dopo l'intervento coordinato di Tokyo e Washington.

Un listino a due velocità: finanziari su, energia giù

Il pattern della giornata è netto: i finanziari e i titoli legati alle infrastrutture catturano i flussi in uscita dal comparto oil & gas. Sui venti titoli peggiori del Ftse Mib, sei appartengono alla filiera energetica. Sui primi dieci, cinque sono banche o assicurazioni, con Unipol e Azimut in testa.

La rotazione settoriale riflette la convinzione che il disinnesco del rischio Hormuz tolga pressione ai prezzi al consumo e riduca lo spazio per ulteriori strette monetarie, scenario favorevole ai multipli dei finanziari e penalizzante per i margini degli energetici. Resta da verificare se il negoziato Usa-Iran produrrà risultati concreti o se la volatilità sul greggio tornerà a guidare le sedute di agosto.

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